Il colpo di scena a sorpresa di Emmanuel Macron. Michel Barnier, 73 anni, è stato nominato primo ministro dal presidente della Repubblica. Barnier è stato “incaricato di costituire un governo di unità al servizio del paese e dei francesi“.
“Questa nomina – si legge nel comunicato ufficiale diffuso dall’Eliseo – arriva dopo un ciclo inedito di consultazioni nel corso delle quali, in conformità al suo dovere costituzionale, il presidente si è assicurato che il premier e il governo che verrà soddisferanno le condizioni per essere il più stabile possibile e avere le possibilità di unire il più ampiamente possibile”.
Barnier succede a Gabriel Attal, primo storico premier dichiaratamente gay di Francia durato appena otto mesi. Ed è una svolta clamorosa, quella decisa da Macron, perché nel Barnier 1981 votò contro la depenalizzazione dell’omosessualità per i minori di 18 anni. Altri tempi, è indubbio, tant’è che anche Jacques Chirac votò in egual misura, ma quel lontano voto contrario ha fatto indignare le associazioni LGBTQIA+ di Francia, oggi sul piede di guerra per l’incarico.
In precedenza Commissario europeo nelle Commissioni Prodi e Barroso II, Capo negoziatore europeo per l’uscita del Regno Unito dalla UE e per la prima volta ministro nel lontano 1993, Barnier, esponente della destra neogollista, è stato definito “un dinosauro” sia dalla destra di Marine Le Pen che da sinistra, con Jean-Luc Mélenchon furibondo: “Michel Barnier non viene dal Nuovo Fronte Popolare che ha vinto le elezioni, ma da un partito che ha preso meno voti di tutti. L’elezione è stata rubata“. Mélenchon ha indetto una “mobilitazione più massiccia possibile per la manifestazione del 7 ottobre“, perché a suo dire è “in corso una negazione della democrazia“.
Dopo oltre due mesi di stallo causa elezioni di fine giugno/inizio luglio, in cui nessun partito è riuscito ad ottenere la maggioranza assoluta con il primo turno vinto dalla destra e il secondo dalla sinistra, la Francia è così passata dal più giovane premier di sempre al più anziano premier di sempre.
Macron ha scartato nomi come Lucie Castets, l’ex Primo Ministro Bernard Cazeneuve, il funzionario Thierry Beaudet e il Presidente della Regione dell’Alta Francia Xavier Bertrand, per poi planare proprio su Barnier, che è stato uno dei consiglieri più ascoltati dell’ex presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, diventando Ministro dell’Agricoltura nel 2007.
Dopo la sua nomina a primo ministro nel 2024, la BBC ha descritto Barnier come “un conservatore impegnato e patriottico nella tradizione di … Charles de Gaulle“. Nel corso di un’intervista a Politico nel luglio scorso, Barnier ha sottolineato come a suo dire i problemi più urgenti della Francia sarebbero l’immigrazione, lo stato delle sue finanze pubbliche e la ricostruzione delle sue capacità industriali e agricole. Ieri, dopo la sua nomina a premier, ha elencato tra le sue principali priorità l’istruzione, la sicurezza e il controllo dell’immigrazione.
