4 anni dopo l’oro di Pechino, Guillaume Cizeron è riuscito a ripetersi. Il 31enne danzatore su ghiaccio francese, 4 anni fa campione olimpico con Gabriella Papadakis, ha vinto anche l’oro di Milano Cortina 2026, in coppia con Laurence Fournier Beaudry dopo la rumorosa separazione da Papadakis. In meno di un anno Cizeron e Fournier Beaudry, 33enne, hanno dato forma ad una straordinaria alchimia che ha estasiato il Forum di Assago, nella serata di ieri, in piedi ad applaudire l’ennesima monumentale performance del più grande pattinatore vivente.
2° memorabile oro olimpico per Guillaume Cizeron
Cizeron, gay dichiarato dal 2020, ha vinto anche un argento olimpico a Pyeongchang 2018 , oltre ad aver conquistato 5 ori e un argento mondiale, 6 ori e un argento europeo. Una leggenda del pattinaggio artistico che nel 2020, dalle pagine di Tetu, dichiarò la propria omosessualità presentando il fidanzato dell’epoca. “Volevo condividerlo pubblicamente perché era la giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia“, precisò. “Mi sono detto che vivendo a Montreal, una delle città in cui ci si sente più liberi come persone della comunità LGBT, tendiamo a dimenticare come questo non sia così ovunque, tanto in Canada quanto in altri Paesi, Francia compresa. Quindi esporsi serve alla causa. Negli ultimi mesi ne ho parlato con molte persone che mi circondano e fanno parte della comunità, alcune di queste sono attivisti e mi hanno più volte rimarcato fino a che punto un coming out possa avere un impatto sociale. Ciò che mi ha inizialmente trattenuto è stato il fatto che ho sempre pensato di non dover fare coming out. Sono rimasto piuttosto sorpreso dal fatto che la gente abbia fatto così tanti commenti positivi, questo mi ha reso felice. Nonostante tutto, ci sono state 200 o 300 persone che hanno smesso di seguirmi, su 84.000. Ho l’impressione che gli sportivi dichiaratamente gay siano famosi soprattutto in quanto sportivi gay. Non voglio essere il pattinatore gay, ma il pattinatore che ha vinto delle medaglie. Ma penso che sia ancora necessario combattere affinché le cose si evolvano in questa direzione“.

L’Olimpiade invernale di Cizeron aveva preso forma all’ombra dell’ex collega di pista Gabriella Papadakis, sua storica compagna di danza dichiaratamente queer. Una volta ritiratasi Papadakis ha pubblicato un’autobiografia intitolata “Pour ne pas disparaître”, incentrata sulla tossicità del mondo del pattinaggio di figura. Tra le pagine Gabriella ha puntato il dito contro i codici di uno sport in cui sono gli uomini ad avere la leadership sulla donna, svelando verità sulla sua carriera, racconti di aggressioni sessuali subite, incomprensioni con il team di lavoro e soprattutto retroscena sull’ex partner Guillaume Cizeron, che l’ha denunciata per diffamazione.

“La sola idea di trovarmi da sola con lui mi terrorizzava: il problema è che il tipo di relazione che ho avuto con Guillaume è comune all’intero ambiente“, ha scritto Gabriella. “Ho vissuto situazioni non accettabili, ma appunto: questo tipo di rapporto riflette quello all’interno del sistema“. “Il mondo del pattinaggio di figura, per una donna, può essere molto complicato e difficile da affrontare. Come molte altre, spesso ho faticato a starci all’interno, il nostro è uno sport assai oppressivo. Dopo Pechino, ciò nonostante, avrei voluto continuare: il pattinaggio è la mia vita. Sono andata in terapia e ho sognato di sfruttare condizioni migliori, di poter cambiare le cose, di avere esempi diversi rispetto a quelli con i quali sono cresciuta. Ma c’è stato poco da fare: non ha funzionato. Le nostre conversazioni sono rimaste a senso unico. Ho temuto di nuovo per me stessa”. La NBC ha interrotto il rapporto di collaborazione con l’ex atleta, fino a poche settimane fa ingaggiata come commentatrice delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, dopo la denuncia di Cizeron, rimasto comunque concentrato sul sogno di un 2° oro olimpico vinto al fianco di una nuova partner.
Il bronzo tanto atteso di Paul Poirier

Una gara a tinte LGBTQIA+, quella vissuta ieri sera, perché oltre a Guillaume Cizeron un altro pattinatore gay dichiarato è andato a medaglia, ovvero il canadese Paul Poirier, 3° al termine di una prova bellissima insieme a Piper Gilles. La coppia puntava al primo podio olimpico dopo aver incantato e vinto ovunque, con due medaglie d’argento e un bronzo ai Campionati dei Quattro continenti, due argenti e due bronzi mondiali, con l’8° posto alle Olimpiadi di Pyeongchang e il settimo posto a quelle di Beijing da cancellare. E sono riusciti nell’impresa, superando in volata gli azzurri formata da Charlène Guignard e Marco Fabbri.

Poirier ha fatto pubblicamente coming out nel 2021, sia per rappresentare visibilmente la comunità gay alle Olimpiadi del 2022 che per spingersi “a sentirsi più a suo agio e più audace nel suo attivismo”.
“[Essere un atleta gay] non è qualcosa di cui ho mai parlato molto, soprattutto in pubblico”, disse all’epoca. “Ho sempre avuto questo atteggiamento per cui la mia vita privata è la mia vita privata e la mia vita fuori dal pattinaggio è la mia vita fuori dal pattinaggio. Non ho necessariamente permesso a tutte queste cose di fondersi insieme. Credo che con l’avvicinarsi delle Olimpiadi del prossimo anno abbia sicuramente visto l’opportunità di condividere ciò che facciamo e chi siamo con un pubblico molto più ampio, e questa opportunità non mi è sfuggita”. “Questo mese del Pride è un’ottima opportunità per condividere un po’ di più sulla mia storia, su come la mia sessualità mi abbia reso la persona e l’atleta che sono oggi, e forse per essere anche un modello per tanti giovani atleti queer che stanno crescendo e non sanno bene come orientarsi nel mondo dello sport.”

Lo scorso anno Paul ha annunciato le future nozze con il compagno Kevin, dal 2020 al suo fianco, pubblicando le foto degli anelli. “Abbiamo fatto una cosa (ha detto di sì)”.
Sono così salite a 5 le medaglie del Team LGBTQIA+ di Milano Cortina, con gli ori di Mathilde Gremaud, Amber Glenn, Cizeron, Breezy Johnson e il bronzo di Poirier. Medagliere alla mano, il “Team LGBTQIA” sarebbe ad oggi quinto dietro Norvegia, USA, Italia e Svizzera.
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