“Mio figlio è pansessuale!” Il video sulle domande LGBT per il mondo arabo: cos’è Queerlink

Sviluppato da esperti e attivisti arabi che scelgono la via dell’educazione invece di quella dello scontro.

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Ogni mondo è un tinello in cui le persone chiacchierano, si confidano, spesso litigano, discutono. Si confrontano. Ogni divano è il mondo: le vicine di casa si ritrovano per raccontarsi i fatti propri, darsi consigli.

In un video che promuove un servizio di informazioni LGBTIAQ+ per il mondo arabo due signore libanesi chiacchierano in salotto. Una domanda, una risata, poi l’incomprensione: “Mio figlio è pansessuale“, dice la prima. “Pansessuale? Ma allora è attratto dalle pan (padelle)!” risponde l’altra, sgranando gli occhi. La scena si chiude con una voce fuori campo: “Non tutte le domande trovano risposte nei consulti con la tua vicina di casa”.

 

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Nasce da qui QueerLink, la piattaforma ideata da Helem Lebanon, ONG del mondo arabo dedicata ai diritti LGBTQIA+. Online e interamente in lingua araba, il sito raccoglie oltre 400 domande e risposte su identità di genere, orientamento sessuale e relazioni familiari. È un archivio prezioso di educazione e consapevolezza, costruito con linguaggio accessibile ma rigoroso, capace di scardinare tabù radicati e false credenze.

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Tra le sezioni principali c’è SOGIESC, che spiega le differenze tra sesso, orientamento, identità ed espressione di genere, e Family, dedicata ai genitori che cercano di capire e sostenere i propri figli. Le domande, semplici e dirette, raccontano il livello di disinformazione ancora diffuso in molti Paesi arabi: “È colpa mia se mio figlio è gay?”, “Posso evitare che mia figlia sia bisessuale?”, “Mio figlio si mette lo smalto: significa che è gay?”. Domande che, in contesti dove l’omosessualità è ancora criminalizzata o stigmatizzata, possono fare la differenza tra l’accettazione e il rifiuto.

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QueerLink risponde con pazienza e rigore, restituendo informazione. È stato sviluppato da esperti e attivisti arabi che scelgono la via dell’educazione invece di quella dello scontro. È un gesto politico e culturale insieme: un piccolo atto di libertà che attraversa lo spazio digitale per insinuarsi nei salotti, nei telefoni, nelle conversazioni di famiglia.

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In un Medio Oriente dove la repressione spesso si traveste da tradizione, Helem dimostra che anche l’ironia può diventare una forma di resistenza. Per disinnescare anche la storica propaganda del mondo occidentale che vorrebbe schiacciare tutto il mondo arabo in un magma monolitico e omobitransfobico. Certo, c’è ancora molto da fare, ma alcuni segnali dicono che l’accettazione delle persone LGBTIAQ+ è possibile anche nei paesi arabi.

Poiché si fa presto a ridere degli altri, soprattutto quando è utile a non pensare alla propria ignoranza, lasciate che vi ponga di seguito una breve definizione di “PANSESSUALE” e la relativa guida di Gay.it da consultare: prima che facciate qualche brutta in figura nel vostro salottino giudaico-cristiano.

Cosa significa pansessuale

Una persona pansessuale può provare attrazione affettiva e/o sessuale per persone di qualsiasi genere o identità di genere. Ciò significa che il genere non è un fattore determinante nell’attrazione: conta la persona, non la sua appartenenza maschile, femminile, trans o non binaria.

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