Non c’è nulla di più stratificato della lingua. Quando non basta, ad arricchire il nostro vocabolario subentra lo slang; sui social siamo sommersə di nuovi termini e parole che non solo assorbiamo nel nostro linguaggio quotidiano, ma nel migliore dei casi, ci avvicinano e sensibilizzano a culture diverse dalla nostra.
È un po’ questo l’obiettivo di Marwan Kaabour: graphic designer, artista, e scrittore che ha appena pubblicato The Queer Arab Glossary, primo libro al mondo dedicato allo slang queer arabo.
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Una guida di 160 pagine, accompagnata da illustrazioni ispirate da titani dell’arte araba come Mohieddin El-Labbad e Helmi El-Touni, che porta il lettore a contatto con oltre 300 termini utilizzati dalla comunità queer araba, spogliandola da stereotipi o luoghi comuni. Un’idea sbocciata nel 2019 quando Kaabour ha fondato Takweer, una piattaforma online finalizzata ad espandere la narrazione queer, partendo dalla storia e cultura popolare del suo paese (il Libano). Man mano che i followers sono cresciuti, l’artista si è ritrovato davanti termini e slang sconosciuti a lui stesso.
“Sono sempre stato incuriosito da come sono costruite le parole, la loro etimologia, e il contesto sociopolitico di cui fanno parte” dichiara l’artista “Sono anche un diligente collezionista. Sin da quando ero bambino, ero ossessionato con il collezionare, organizzare, e categorizzare tutto. Le collezioni sono variate nel tempo, ma il metodo era sempre lo stesso. La stessa modalità che ho applicato nel libro”.
È stato proprio attraverso la sua community che Kaabour ha realizzato il glossario: durante la pandemia del 2020 ha chiesto ai followers di postare termini e slang arabi, spiegandone anche significato e contesto. La curiosità si è estesa in un lavoro di ben quattro anni, che lo scorso Giugno 2024 ha visto la luce.
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L’artista descrive lo slang arabo come ‘poetic, hilarious, and imaginative’ ma soprattuto come un veicolo per conoscere meglio la propria cultura e ampliare i punti di vista: come si dice twink in arabo? O ‘mother’? Come ci riferiamo ad una ‘sorella’? Soprattutto, la lingua anglofona è l’unico vocabolario queer possibile? “Non penso esista un altro libro che abbia la forma e il contenuto di The Queer Arab Glossary” spiega Kaabour “Penso che ci siano parecchi libri sullo slang inglese, e molti libri sulla cultura queer in generale, ma The Queer Arab Glossary è il primo libro che unisce tutti questi elementi insieme”.
Attraverso nuove terminologie, metafore e simbolismi Kaabour non favorisce solo una maggiore comprensione della sua comunità, ma crea uno spazio che permette a qualunque soggettività che ne fa parte di unirsi e condividere una storia che non ci hanno mai raccontato.






