Come accaduto su un treno della linea Crema-Treviglio la notte del 17 maggio, Giornata Internazionale contro l’Omolesbobitransfobia, una donna trans è stata vittima di una violentissima aggressione nel cuore di Napoli, in piazza Principe Umberto, nei pressi di Porta Capuana.

Adriana Olivera Dos Santos, 48enne brasiliana da 25 anni residente in Italia, è stata aggredita da un gruppo di ragazzi originari del Nordafrica e ferita al collo con un’arma da taglio.

Prima calci, pugni e poi l’accoltellamento, con otto punti di sutura sul collo. A darne notizia Il Mattino e RadioPride.

Napoli, aggressione transfobica con un coltello

Adriana aveva trascorso la serata in compagnia di due amici e stava tornando a casa, con tappa finale in un bar di piazza Principe Umberto I, a pochi passi dalla stazione di Garibaldi.

Appena arrivata un ragazzo nordafricano ha iniziato ad insultare pesantemente l’amica di Adriana, che è intervenuta in sua difesa. Le due donne si sono poi allontanate, con un branco composto da 8/10 persone che le ha inseguite e presto raggiunte.

Una bottiglia ha colpito l’amica al polpaccio, mentre Adriana, caduta in terra, è stata raggiunta da calci e pugni. Uno degli assalitori ha cercato di accoltellarla all’addome, con lo spesso giubbotto a salvarle la vita, ma un fendente è arrivato sul collo, con un taglio lungo 13 centimetri.

La sua intenzione non era quella di ferirmi, ma di ammazzarmi. Mai successa una cosa del genere, sono del posto e vivo nella zona da molto tempo. Sono dei ragazzi appena arrivati in Italia che non mi conoscono. Non esco più di casa, ho paura, sto in ansia“, ha confessato Adriana a Videoinformazioni.

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La Napoli accogliente di una volta non c’è più. Che possono fare mettere più pattuglie? Le istituzioni vere, partendo da questo governo post fascista, dovrebbero mettere un’aggravante a questi reati di odio“, ha aggiunto Loredana Rossi, presidente dell’associazione Trans Napoli.

Adriana è una donna trans perfettamente integrata nella comunità, che lavora come badante“, ha precisato Ileana Capurro, presidente dell’Associazione Transessuale Napoli. “Una persona colta che non cerca il pretesto per mettersi nei guai. Ha avuto otto punti di sutura al collo, è sotto shock e ha paura di uscire di casa. Prima di essere soccorsa si è recata al commissariato di Porta Capuana per denunciare l’accaduto. Il nostro impegno come ATN è di farla seguire della nostra penalista Mariagiorgia De Gennaro. È evidente la matrice transfobica di questo evento, c’era la volontà di ammazzarla. Il gruppo si è allontanato solo quando ha visto il sangue. Questo fenomeno è la diretta conseguenza di tutto l’odio che viene diffuso nei confronti delle persone trans, come se esistesse una legittimazione per annullarne la soggettività. Qui c’è l’intenzione di affermare un comportamento machista sul corpo di una donna con un coltello. Abbiamo bisogno di creare una rete, intendiamo fare un presidio sul territorio chiedendo ai collettivi, alle associazioni e ai cittadini di stringersi intorno a noi. Il momento è difficile la comunità trans è sotto attacco quotidianamente e continuamente. Abbiamo bisogno delle istituzioni per sentirci protette e per dare protezione alle nostre sorelle”.

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