Insulti, poi un pugno in faccia. Sarebbe questo il bilancio di un’aggressione avvenuta nella mattina di domenica 17 maggio su un treno della linea Crema-Treviglio, ai danni di una persona della comunità LGBTQIA+. La data non è un dettaglio: il 17 è la Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia.

Le condizioni fisiche della vittima non sarebbero gravi, ma è stato necessario il ricorso alle medicazioni. Il danno più difficile da assorbire, secondo chi ha denunciato l’accaduto, è quello emotivo.

La persona aggredita è ospite di una Casa Arcobaleno in zona, struttura che offre accoglienza e supporto a chi subisce discriminazioni legate all’identità di genere o all’orientamento sessuale. La motivazione dell’aggressore, stando alla ricostruzione resa pubblica, sarebbe stata esplicita:

“Una donna si deve comportare da donna, non da maschio”

A rendere nota la vicenda è stata una nota congiunta firmata da Arcigay Cremona, Ats Insieme e comitato Crema Pride. «Una persona della nostra comunità è stata insultata e aggredita fisicamente sul treno questa mattina», si legge nel comunicato. «Episodi come questo ci ricordano, con durezza, che c’è ancora molta strada da fare e che la lotta per i diritti e la dignità delle persone LGBTQIA+ non può fermarsi».

Mentre sul convoglio si consumava l’aggressione, a pochi chilometri di distanza, in piazza Garibaldi a Crema e a Casa Siqueiros in via Gioconda a Crema, le associazioni stavano allestendo uno stand informativo per la giornata del 17 maggio.

Il 17 maggio 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità depennava l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali. Da quella data è nata la Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia, che ogni anno restituisce alla cronaca il conto non chiuso di una violenza che in Italia rimane strutturalmente impunita. I dati di Arcigay nel report 2026 parlano di 127 episodi di violenza contro persone LGBTQIA+ in un anno.

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Secondo Omofobia.org sono 2.104 le vittime di omotransfobia emerse in Italia negli ultimi 14 anni (2012–2026), con oltre la metà dei casi caratterizzati da violenza fisica e un rischio fino a 10 volte maggiore per le persone trans

In Italia il DDL Zan, la proposta di legge che avrebbe introdotto l’aggravante per reati d’odio fondati su orientamento sessuale e identità di genere, fu affossato al Senato nell’ottobre 2021, tra gli applausi di alcuni parlamentari. Giovedì 21 Maggio il Parlamento Europeo voterà la revisione della direttiva sui diritti delle vittime che in qualche modo introduce un elemento contro l’omobitransfobia: l’articolo 22 include infatti l’orientamento sessuale, l’identità di genere, la disabilità e lo status di residenza tra i criteri per valutare la vulnerabilità della vittima e il suo accesso a misure di protezione speciale.

A Cremona il Pride è previsto il 30 maggio. L’episodio dell’aggressione sul treno avvenuta proprio nel giorno della lotta all’omobitransfobia non fa che confermare quanto affermato dal presidente del Cremona Pride Massimiliano Masperi che a Gay.it aveva dichiarato qualche giorno fa: “Se non si sta sull’attenti, anche i diritti conquistati possono fare passi indietro”.

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