Un nuovo attacco frontale a Netflix, dopo le recenti richieste di boicottaggio perché “fa propaganda LGBTQIA”. Ted Sarandos, CEO della piattaforma streaming, si è presentato al Senato degli Stati Uniti d’America per rispondere ad alcune domande sull’annunciata fusione di Netflix con Warner Bros. Un’udienza antitrust che si è presto trasformato in un processo alla piattaforma, con Sarandos che ha dovuto assistere ad un attacco senza precedenti da parte di Josh Hawley, senatore repubblicano per lo stato del Missouri dal 2019 ed in precedenza procuratore generale dello stesso stato dal 2017 al 2019 che ha apertamente criticato Netflix perché a suo dire indottrinerebbe i bambini a diventare trans.
Josh Hawley vs. Ted Sarandos
“Perché così tanti contenuti Netflix per bambini promuovono un’ideologia transgender? Quasi metà dei vostri contenuti per bambini – parlo di minorenni, non di adolescenti, minorenni – promuove un’ideologia transgender”, ha tuonato Hawley, mentendo. “Con tutto il rispetto, signore, è inaccurato”, ha replicato Sarandos, che ha definito la statistica “imprecisa“. Ma Hawley ha insistito, aggiungendo: “Su Netflix scoprirete che un’enorme quantità, e lo dico da genitore con tre figli piccoli, un’enorme quantità di programmi per i vostri figli contiene questa ideologia e questo tipo di programma”. Anche in questo caso Sarandos con invidiabile calma ha risposto, mettendo in dubbio la parola del senatore: “Non credo che questa sia stata la sua esperienza personale“, con Hawley che ha replicato infastidito: “Cosa intende dire con non pensa che sia stata la mia esperienza personale? Non pensa che io controlli cosa guardano i miei figli?”. Sarandos ha ribadito come i numeri presentati da Hawley non abbiano alcun contatto con la realtà: “Non ho idea da dove provengano o a quanto ammonterebbero”.

Secondo il Daily Beast il riferimento di Hawley alla “metà” dei contenuti di Netflix pro-trans proverrebbe da un rapporto di The Oversight Project della Heritage Foundation, tank di destra che ha ideato The Project 2025. Il report, che è stato inviato persino alla Casa Bianca, afferma che Netflix “ha un ruolo sproporzionato nell’ingegnerizzare socialmente milioni di americani, predisponendoli ad accettare i dogmi ideologici di sinistra“.
Hawley, nel suo furente intervento, ha poi affermato che l’assistenza all’affermazione di genere per i giovani è “incredibilmente dannosa“, nonostante anni di studi dicano l’esatto contrario. Si è inoltre lamentato del fatto che lui e sua moglie sarebbero costretti a preselezionare tutti i contenuti Netflix per bambini prima di permettere ai loro tre figli piccoli di guardarli. “Non voglio che ai miei figli venga imposto un programma sulla loro sessualità o identità di genere senza che io abbia avuto l’opportunità di parlarne prima con loro e di formarli in merito”. “E francamente, a nome dei genitori di tutto il paese, mi offende che Netflix stia imponendo questi contenuti ai genitori con quello che sembra essere un programma molto coordinato, ponderato e pianificato, in un modo che, francamente, credo, indebolisca i genitori“.

Sarandos ha ribadito ad Hawley che “Netflix non ha alcun tipo di agenda politica“, spiegando al Senato che tutti i titoli della piattaforma possono essere bloccati con il famigerato “parental control”, nel caso in cui i genitori non vogliano che i propri figli li guardino. Ha infine ricordato a Hawley come altri genitori potrebbero avere valori diversi dai suoi. “Anche noi di Netflix siamo genitori. Condividiamo tutte le vostre preoccupazioni riguardo all’educazione dei figli e alla possibilità di crescerli come meglio credete, sia nella vostra famiglia che in quella di chiunque altro.”
“La mia preoccupazione è che non condividete i miei valori né quelli di molti altri genitori americani“, ha insistito Hawley, “e volete che il governo degli Stati Uniti vi permetta di diventare uno dei più grandi, se non il più grande, monopolista dello streaming al mondo? Penso che dovremmo preoccuparci dei contenuti che promuovete.” Il senatore ha successivamente definito la rappresentazione transgender un “programma altamente sessualizzato e altamente controverso“. Sarandos ha risposto: “Offriamo un’ampia varietà di storie e programmi per soddisfare i gusti di un’ampia varietà di persone.”
Dall’antitrust alla battaglia culturale sulla “wokeness”
Nel corso dell’audizione anche il senatore texano Ted Cruz ha definito Netflix come un’azienda schierata a sinistra, sostenendo che un’eventuale fusione con Warner Bros. potrebbe trasformarla in una gigantesca macchina di propaganda culturale. Sulla stessa linea il senatore Eric Schmitt, secondo cui il catalogo Netflix sarebbe colmo di iniziative DEI, personaggi “reinterpretati” e programmi che “non riflettono ciò che vogliono gli americani“. La CNN ha definito l’udienza antitrust come una mera “battaglia culturale sulla ‘wokeness‘”, mesi fa cavalcata su X da Elon Musk, con i legislatori conservatori che hanno concentrato le proprie domande sui programmi DEI e sui contenuti “woke”. Un’ossessione che guarda alla Russia di Vladimir Putin, dove la legge contro la propaganda LGBTQIA+ ha di fatto vietato tutti i contenuti potenzialmente a tematica queer, tra cinema, tv, teatro, librerie, arrivando persino a coinvolgere i Queen.
Sullo sfondo di questo attacco senza precedenti a Netflix troviamo la Paramount di David Ellison che ha tentato la scalata ostile a Warner Bros. Discovery offrendo 108,4 miliardi di dollari per l’intera società, rispetto agli 82,7 miliardi di Netflix che non acquisirebbe Discovery Global. Una quarantina di quei 108 miliardi di dollari arriverebbero da Oracle, società di proprietà di Larry Ellison, padre di David nonché tra i consiglieri tech più vicini a Donald Trump. Un conflitto di interessi non indifferente che ha visto il Senato a trazione repubblicana scagliarsi come mai visto prima contro il CEO della più ricca e seguita piattaforma di streaming al mondo.

