Concerned Women for America è un’organizzazione conservatrice, cristiano evangelico degli Stati Uniti che da sempre mira ad incorporare l’ideologia cristiana nella politica statunitense ed è ora passata all’attacco di Netflix, seguendo la scia seminata da Elon Musk nel mese di ottobre con lo sconsiderato attacco alla serie animata Dead End: Paranormal Park, già cancellata da tempo.
Il report di CWA contro Netflix e le serie LGBTQIA+ per bambini
CWA ha infatti pubblicato un nuovo report che descriverebbe in dettaglio l’entità delle tematiche LGBTQ+ nella programmazione per bambini su Netflix, dimostrando come la piattaforma streaming sarebbe un “motore attivo” della programmazione LGBTQ+. A loro dire, il 41% delle serie classificate come adatte a tutti conterrebbe contenuti LGBTQIA+ al loro interno.
Secondo questo report, il 33% di tutti i programmi per bambini di qualsiasi fascia d’età (G-rated, TV-Y, TV-G, e TV-Y7) presenterebbe personaggi, temi, trame o messaggi LGBTQ. Entrando nello specifico, la percentuale salirebbe al 41% per le serie classificate come G-rated (senza materiale inappropriato, per tutti) e per i programmi TV-Y7 (Dai 7 anni in su). La programmazione TV-Y (adatta per bambini in età prescolare) registra invece la quota più bassa, al 21%.
Nel mirino sono finiti il reboot di The Magic School Bus che ha introdotto Liz, descritta come un camaleonte “transcodificato”, e la signora Franklin, descritta come la moglie di Angela. Segnalati Strawberry Shortcake: Berry in the Big City, che ha introdotto Banoffee, descritto come un personaggio transgender, e Raisin Cane, descrittə come “non binario”, e Jurassic World: Camp Cretaceous, con coppia di donne che si bacia. I reboot più recenti di Power Rangers, The Baby-Sitters Club, She-Ra e Due Fantagenitori hanno invece aggiunto personaggi LGBTQIA+ che non esistevano nelle versioni precedenti. C’è poi l’ormai famigerata e da tempo cancellata Dead End: Paranormal Park, che aveva scatenato l’attacco di Elon Musk con chiamata alla cancellazione dell’abbonamento Netflix, in cui il personaggio Barney si dichiara transgender.
“L’agenda anti-bambini e anti-famiglia di Netflix è stata finalmente smascherata: la sua programmazione per bambini è stata infiltrata dalle preoccupazioni degli adulti riguardo alle preferenze sessuali e all’identità di genere. Il nostro nuovo rapporto rivela che la programmazione per bambini non è esente da politiche identitarie, un drastico allontanamento dal suo ruolo storico. Sapevamo che Netflix trasmetteva questo tipo di programmazione, ma il nostro studio quantifica quanti programmi per bambini siano sovvertiti da messaggi e temi LGBTQ. Si tratta di numeri scioccanti e la maggior parte dei genitori non ne è a conoscenza”, ha dichiarato Penny Nance, CEO e Presidente di Concerned Women for America. “E ora, con l’acquisizione di Warner Brothers/Discovery da parte di Netflix, le famiglie devono stare attente: Netflix potrà espandere il suo approccio irresponsabile alla moderazione dei contenuti per bambini. Il governo dovrebbe includere questo aspetto nel dibattito su questa fusione. Dovrebbe esserci un consiglio esterno e indipendente che rappresenti gli interessi dei genitori, esaminando i programmi”. “Il nostro rapporto rivela inoltre che i creatori di contenuti Netflix hanno consapevolmente spinto oltre i limiti nel tentativo di esporre i bambini a temi per adulti. La programmazione per bambini di Netflix ha superato di gran lunga la demografia LGBTQ del mondo reale e ha subito una forte accelerazione dopo il 2021“, ha concluso Nance, che di fatto chiede all’amministrazione Trump di mettere bocca sull’acquisizione Warner da parte di Netflix.
Intervistata dal Washington Times, Nance ha aggiunto: “Con l’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Netflix, Netflix diventerà il servizio di streaming dominante, un servizio che molte famiglie saranno spinte ad adottare a causa del suo catalogo vasto e diversificato, che include la saga di Harry Potter”. “Ma il fatto che Netflix promuova attivamente l’espansione dei temi LGBTQ+ nella programmazione e negli show per bambini dovrebbe far riflettere sia i genitori che le autorità di regolamentazione sulle conseguenze di una tale distorsione del mercato”.
La rappresentazione LGBTQIA+ dovrebbe essere totale, al 100%
Peccato che l’eventuale 41% di contenuti LGBTQIA+ all’interno di serie per bambini e adolescenti, tra trame, tematiche e personaggi, sia in realtà troppo basso, perché in progetti da decine di puntate e decine di characters la rappresentazione dovrebbe essere totale, sempre, come avviene nella vita di tutti i giorni, che non vuol certamente dire “indottrinare” bensì molto banalmente mostrare il mondo reale, rendendolo riconoscibile e amichevole. Concerned Women for America fa notare come statistiche alla mano le persone LGBTQIA+ nel mondo si assesterebbero attorno al 10% della popolazione, a voler rimarcare il presunto eccesso di quel 41% di contenuti LGBTQIA+ all’interno di serie per bambini e adolescenti. Ma è un boomerang clamoroso perché in serie con almeno 10 personaggi uno di quelli dovrebbe essere proprio LGBTQIA+, per rientrare perfettamente in quel 10% LGBTQIA+ della popolazione mondiale, e questo non avviene, come da loro certificato.
Il problema è quindi il restante 59% delle serie che cancella identità e sfumature, e non quel 41% che le contempla. Ma da destra lo stratagemma dell’attacco alla comunità LGBTQIA+ per ‘difendere’ i minori dalla fantomatica ideologia gender è prassi ormai consolidata, con conseguenze discriminatorie e anti-democratiche presto esplose come accaduto in Russia e Ungheria, nella Florida di Ron DeSantis e in prospettiva nell’Italia di Meloni, Sasso e Valditara.
CWA sostiene di aver contattato Netflix per discutere il suo report, ma l’azienda si sarebbe rifiutata di rispondere. Secondo Concerned Women for America tale rifiuto confermerebbe “il loro sconsiderato disprezzo per il benessere dei bambini e l’elusione dell’autorità genitoriale“. Netflix, che ha acquistato Warner Bros. Discovery battendo in volata quella Paramount clamorosamente trumpizzatasi nell’ultimo anno, non ha rilasciato alcuna dichiarazione pubblica in merito al rapporto, ma il caso vuole che solo negli ultimi due giorni 2 serie LGBTQIA+ come Boots e Olympo non siano state rinnovate dopo una sola stagione.




