Da settimane oramai scovo sulla mia timeline Facebook privata post di personaggi assurdi, cattoestremisti, da me mai seguiti, con dichiarazioni allucinanti spesso vecchie di giorni, se non settimane. Il motivo è semplice, come spiegato quest’oggi da Riccardo Pirrone, social media manager di Taffo.
Ogni commento che tutti noi lasciamo in uno di quei post stracolmi di fake news, finisce per ampliare il bacino d’utenza del post stesso. Il senatore Simone Pillon, ma anche personaggi come Mario Adinolfi e Silvana De Mari, lo hanno capito da tempo e da tempo cavalcano questa semplice quanto insostenibile verità.
“Circa il 90% dei commenti e il 50% delle condivisioni dei post di Pillon e Co. viene fatto da persone che non approvano quei contenuti e che sono di tutt’altra opinione“, fa giustamente notare Pirrone. “Queste azioni, anche solo la faccina arrabbiata al posto del like, per come funziona l’algoritmo di Facebook e Instagram, fanno acquisire al post una visibilità tale da renderlo virale e quindi, per assurdo, si ottiene l’effetto contrario a quello voluto. Pillon lo sa e produce contenuti falsi, ideologicamente fastidiosi e lesivi, proprio per ricevere commenti negativi e condivisioni denigratorie che gli permettono di avere quella visibilità che altrimenti non avrebbe. Poiché ormai siamo in guerra ideologica e la propaganda è sempre più serrata, da social strategist consiglio a tutti di non commentare, condividere e/o interagire più con i contenuti di Pillon e Co. in questo modo annienteremo la loro visibilità e la loro propaganda“.
Per mettere un freno a questo boom social da parte di esponenti che diffondono menzogne sulla nostra pelle, basterebbe evitare di commentarli. D’altronde qualsiasi nostra interazione non muterà di una virgola la loro opinione, ideologica e quasi orgogliosamente omotransfobica. Ma anzi, contribuirà a diffonderla.
https://www.facebook.com/RiccardoKiRPirrone/posts/10221914518665300
