Per alcuni studiosi furono da 50.000 ad 80.000. Per altri 200.000. Per altri ancora 250.000. Non si ha ancora oggi un numero certo delle vittime omosessuali e lesbiche del nazismo, le vittime dell’Omocausto, definito così per chiara analogia linguistica con Olocausto

Gli oltre 6 milioni di ebrei, come ormai si sa da diversi anni, non sono stati, infatti, gli unici ad essere stati sterminati dalla follia nazista, ma anche omosessuali (cui veniva apposto il triangolo rosa sulla casacca da internati nei campi di concentramento), lesbiche (catalogate come “asociali” e contraddistinte da un triangolo nero), insieme a persone con disabilità, testimoni di Geova, mendicanti e ladri

Oggi ricordiamo le vittime dell’Omocausto attraverso alcune storie che ci sono pervenute. Come la storia di Pierre Seel, la cui testimonianza è riuscita a far sì che le istituzioni riconoscessero le deportazioni degli omosessuali e le lesbiche nei campi di concentramento. Nel 2001, grazie alla sua testimonianza e alle sue lotte, la Francia ha ammesso l’esistenza dell’Omocausto.

Prosegui nella lettura per leggere un’anteprima di queste storie di triangoli dimenticati, che potrai leggere per intero cliccando sui testi sottolineati. Storie di triangoli volutamente dimenticati da parte di una società odierna che sempre più manipola il racconto dell’Olocausto per proporre i soliti film e i classici discorsi stereotipati sull’importanza della diversità e dell’inclusione sociale. 

27 gennaio 1945, finisce l’orrore: memorie di un Omocausto

Omocausto: 5 storie per non dimenticare - triangolorosa - Gay.it

Il redattore di Gay.it Yuri Benaglio, nell’articolo che abbiamo qui sotto linkato, ha realizzato un ottimo approfondimento sulla persecuzione degli omosessuali durante il periodo nazista. Un articolo utile e completo che abbiamo deciso di inserire come primo in questa lista per consentire a chi ci legge di conoscere gli antefatti ed il contesto malvagio che ha portato Hitler allo sterminio migliaia di persone gay e lesbiche. Nell’approfondimento è descritto anche il tipo di torture a cui venivano sottoposti i deportati. 

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Un accenno anche alla situazione italiana di quel periodo che, a differenza della Germania, godeva di una certa liberalità grazie al Codice Napoleonico. Non ci fu, infatti, in Italia una persecuzione dichiarata nei confronti degli omosessuali, i quali comunque non potevano vivere liberamente: ai danni degli omosessuali italiani furono condotte retate, perquisizioni, arresti, licenziamenti, confische di beni personali e in diversi casi persino il confino sulle isole. 

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Giorno della Memoria: ricordiamo l’Omocausto con la storia di Karl Gorath

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Karl Gorath aveva 26 anni quando venne portato nel campo di Neuengamme, ma riuscì a scappare agli esperimenti atroci dei medici tedeschi grazie ad un barlume di fortuna. Uscito dal campo tornò, tuttavia, ad essere vittima. Non più del nazismo, ma di una società ancorata al passato. 

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L’Omocausto dimenticato: la storia di Pierre Seel, deportato omosessuale

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Dopo che le SS scoprirono il suo orientamento sessuale, lo scrittore francese Pierre Seel fu deportato nel campo di Schirmeck-Vorbrück. Fu una delle cavie preferite dai medici nazisti. Ne uscì comunque salvo, ma il suo ragazzo no: il 18enne Jo fu sbranato dai cani

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La storia di Heinz Heger, deportato perché gay e quella del medico SS che causava la morte agli omosessuali 

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Omocausto da non dimenticare.

Le due storie che invitiamo a leggere nell’articolo qui sotto linkato sono quelle di Heinz Heger, deportato presso il campo di concentramento di Sachsenhausen, dove fu obbligato ad indossare sulla casacca da internato il triangolo rosa, e quella del medico nazista Carl Vaernet, il cui lavoro si concentrava unicamente sugli omosessuali. Due storie differenti. Una di dolore. E l’altra caratterizzata da esperimenti disumani e crudeltà. 

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Parlano 4 vittime sopravvissute all’Omocausto: “torturati, stuprati, umiliati”

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L’omocausto di cui parla l’articolo qui sotto non è quello nazista, ma quello ceceno, degno della medesima attenzione in questa Giornata della Memoria. Un Omocausto dei giorni nostri che ci insegna quanto in certi Paesi del Mondo la situazione non sia affatto migliorata rispetto a quella del periodo nazista. 

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