Dal profondo degli oceani fino alle alte cime montane, l’amore e l’affetto omosessuale sono fenomeni diffusi tra gli animali tanto quanto tra gli esseri umani. Da pinguini che costruiscono famiglie stabili a bonobo che utilizzano l’intimità come collante sociale, passando per le coppie lesbiche di Albatros di Laysan che si interscambio nella cova delle uova all’interno di una relazione duratura. La diversità sessuale nel regno animale è un viaggio sorprendente attraverso oltre 1500 specie. 

Il professore Giuseppe Borzacchiello, esperto di Fisiopatologia degli animali domestici all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha recentemente esplorato questo tema in un panel dedicato, svelando aspetti spesso ignorati e controversi. 

Omosessualità nel mondo animale
Omosessualità nel mondo animale

L’omosessualità animale tra osservazione e tabù accademici

Perché tanti studiosi non parlano dei comportamenti omosessuali degli animali? A farlo senza alcun tipo di tabù è stato il prof. Borzacchiello, rivolgendosi ad un pubblico di colleghi e studenti, nell’ambito di un panel dal titolo “Animali e uomo sulla frontiera LGBTQIA+”.

Molto spesso, però, quando i comportamenti omosessuali tra gli animali vengono osservati sul campo, spesso restano fuori dai report scientifici. Uno studio pubblicato nel 2023 su PlosOne lo conferma: pur essendo stati rilevati comportamenti omosessuali nella maggior parte delle specie studiate, solo il 48,2% degli esperti ha effettivamente raccolto dati, e ancora meno li ha pubblicati. Un silenzio dettato da timori accademici, pregiudizi culturali e dalla mancanza di un linguaggio scientifico neutro, capace di superare stereotipi e censure implicite.

L’incontro promosso dal professor Giuseppe Borzacchiello, all’interno dell’Aula Magna del Dipartimento di Medicina Veterinaria e della Scuola di Specializzazione in Fisiopatologia della riproduzione degli animali domestici diretta dal professor Marco Russo, nasce con un obiettivo chiaro: portare dentro l’università – là dove si formano i veterinari del futuro – temi ancora troppo spesso ignorati, per tabù e resistenze culturali che nulla hanno a che vedere con la scienza.

Comportamenti omosessuali osservati in 1500 specie animali

In una intervista a Kodàmi, il progetto di Fanpage.it, il Prof. Giuseppe Borzacchiello ha ribadito quanto ancora questo tema sia molto spesso sottovalutato, nonostante la sua rilevanza scientifica. La sua scelta di affrontarlo, è invece legata alla volontà di offrire una prospettiva culturale più ampia e aggiornata sulle scelte sessuali nel mondo animale e, per estensione, anche in quello umano. 

“Le evidenze scientifiche dimostrano senza alcun dubbio che l’omosessualità è un comportamento molto diffuso nelle diverse specie animali”, ha commentato lo studioso, spiegando come il comportamento omosessuale sia stato registrato ad oggi in oltre 1500 specie, tra mammiferi, insetti e uccelli. “Non esiste un’unica teoria generale che spieghi la moltitudine dei comportamenti omosessuali osservati negli animali”, ha aggiunto. 

Omosessualità e bisessualità nel mondo animale

Bisessualità in natura: un legame tra comportamenti animali e umani

Nel mondo animale, l’omosessualità non è un’eccezione, ma parte integrante di dinamiche complesse. Nelle specie sociali come delfini e babbuini, rappresenta un vero e proprio strumento di coesione, utile a rafforzare legami e gerarchie. In altri casi può essere legata a fattori ambientali (soprattutto in quelli in cui gli animali vengono tenuti in ambienti ristretti o sovraffollati, come zoo o gabbie) o alla carenza di partner femminili. “Bisogna anche specificare che però il comportamento omosex negli animali non è mai assoluto ovvero spesso i soggetti che hanno comportamenti omosessuali sono bisessuali a conferma del fatto che la biologia premia sempre la riproduzione”, ha però precisato il prof. Borzacchiello.

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A suo dire, non solo nel mondo animale, ma anche in quello umano, “molti dei comportamenti omosessuali spesso poi sono declinati come bisex”.

Sebbene l’omosessualità maschile sia stata maggiormente indagata, in ambito animale, in merito all’omosessualità femminile, gli studi non confermerebbero quanto ritenuto nel comportamento maschile. Tuttavia, l’esperto ha sottolineato come anche in tal senso ci siano degli esempi salienti della sua esistenza in natura, come nel caso dell’albatro di Laysan, “che forma coppie lesbiche affinché la femmina che ha deposto le uova possa lasciare la cova ad un’altra femmina e procacciarsi il cibo”.

Omosessualità animale e umana: scienza, pregiudizi e diritti ancora da conquistare

Nonostante siano numerosi i ricercatori che osservano comportamenti omosessuali tra animali, questi dati vengono raramente divulgati. A mancare è una reale sensibilità culturale: la sessualità continua a essere raccontata solo in chiave umana, mentre l’omosessualità nel regno animale resta relegata a una curiosità scientifica. Eppure, secondo Borzacchiello, approfondire questo tema significherebbe anche contribuire a scardinare pregiudizi e stigmi ancora presenti nella società umana.

I comportamenti omosessuali esistono in migliaia di specie, esseri umani inclusi, anche se la scienza non ha ancora individuato un’unica spiegazione definitiva. Studiare questi fenomeni nel regno animale è fondamentale per comprendere meglio anche la sessualità umana. Come ricorda il professor Borzacchiello, infatti, “l’Homo sapiens è anch’esso un animale, dunque per capire un fenomeno umano dobbiamo senza esitazione guardare ai nostri parenti più stretti animali”. Inoltre, solo osservando i nostri “parenti” più vicini possiamo approfondire con rigore temi come l’omosessualità e l’identità transgender, liberandoli da pregiudizi e visioni limitate. Un motivo in più per affrontare tematiche simili nelle Università.

Durante il panel si è parlato anche di Homo sapiens, con un focus sulle transizioni di genere e sulla persistente stigmatizzazione dei comportamenti sessuali che escono dallo schema eteronormativo. Se in Occidente i diritti LGBTQIA+ hanno fatto passi avanti, la realtà è ancora drammatica in molti Paesi autoritari, dove persone omosessuali e transessuali continuano a subire persecuzioni. Una sofferenza che, secondo il professor Borzacchiello, merita maggiore attenzione e visibilità a livello globale.

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