La morte di Ornella Vanoni lo scorso 21 Novembre ha riportato alla luce molte delle sue interviste più celebri, tra cui quelle dedicate al suo rapporto con la cannabis, tema di cui ha parlato con assoluta franchezza nel corso della sua vita.
Dai racconti del 2019 fino all’ultima apparizione televisiva del novembre 2025, a pochi giorni dalla sua scomparsa, la cantante ha sempre affrontato l’argomento con ironia, consapevolezza e un linguaggio diretto che l’ha resa una figura unica nel panorama musicale italiano.
Ripercorriamo le sue parole, i suoi aneddoti e la sua evoluzione, senza mai prescindere dal contesto più ampio in cui inseriva le sue riflessioni: la salute mentale, gli affetti, la depressione e la libertà personale.
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Ornella Vanoni nel 2019: “Prima di dormire mi faccio una canna”
Nel 2019, ospite del programma In Arte su Rai3, Vanoni aveva sorpreso – ma non troppo – raccontando con naturalezza la sua abitudine di fumare marijuana prima di dormire.
“Prima di andare a dormire mi faccio una canna. Per anni non riuscivo a farlo (dormire, ndr), poi un giorno me ne hanno fatta fumare una e sono riuscita ad addormentarmi. Mi sono detta: vuoi vedere che è la mia medicina?”, spiegava, aggiungendo che anche il suo psichiatra era d’accordo: “A un altro non lo direi ma a lei… ormai sono 55 anni che te le fai”.
In quella stessa occasione, affrontava il tema con la sua consueta ironia: “Ora devo trovare delle badanti che sappiano rollare”. Una battuta destinata a diventare virale e a ricomparire più volte nelle interviste successive.
Nel corso della puntata, Vanoni aveva parlato anche della paura prima di entrare in scena, della depressione vissuta nel corso della sua carriera e del rapporto con la morte: “Non ho paura, ho attraversato la tisi, la guerra, un sacco di cose: ci sono tanti modi per morire”.
Raccontò inoltre gli anni accanto a Vinicius de Moraes e Toquinho – “mesi bellissimi, amori, pianti, ubriacature… di tutto” – e ricordò l’amore per Ugo Pratt, descritto come “l’uomo più affascinante” della sua vita.
La conferma nel 2023: “Una canna prima di dormire, sennò non mi si spegne il cervello”
Nel 2023, ospite al BSMT di Gianluca Gazzoli, Vanoni aveva ribadito che l’uso della cannabis per lei non era svago ma una forma di gestione dell’insonnia: “Io prima di dormire devo farmi una canna o due, altrimenti non mi si spegne il cervello. È da quando l’ho scoperto, cinquant’anni fa, che vado avanti così”.
Con il suo consueto umorismo, tornò sulla battuta che negli anni l’aveva resa popolare tra i più giovani: “Dissi che mi sarebbe servita una badante che sapesse rollare. I ragazzi hanno cominciato a fermarmi per strada dicendomi che sapevano rollare da Dio”.
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In quella occasione, Vanoni affrontò anche il tema della depressione: “Ne ho sofferto più di una volta, mi sono curata e continuo a curarmi. C’è chi si ammazza e chi sopravvive: io non ho mai pensato di ammazzarmi, ho sempre voluto vivere”.
Infine, una riflessione sulla violenza sulle donne e il ruolo degli uomini nell’educazione sentimentale: “Per me dovrebbero essere gli uomini a raccogliere fondi per le donne. Basterebbe la parola rispetto. Ma ci sono uomini molto fragili, educati ancora dal patriarcato”.
L’ultima svolta nel 2025: “Ho smesso di fumare canne”
L’ultima dichiarazione pubblica sul tema risale al 2 novembre scorso, quando Ornella Vanoni, a pochi giorni dalla sua scomparsa, tornò da Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa. Qui rivelò di aver smesso di fare uso di cannabis, non per scelta ideologica ma per ragioni di salute: “Ho smesso di fumare le canne, per i polmoni, l’acqua nei polmoni, un casino”, aveva confidato.
A sostituire la cannabis erano arrivati i sonniferi: “Ora prendo dei sonniferi. Ho un’attività onirica pazzesca: non facendomi più le canne, che non fanno sognare, ho sogni fortissimi”.
Raccontò di un sogno recente, vivido e surreale: “Ero in una giungla, c’erano omini piccoli vestiti un po’ Maori un po’ Masai che parlavano benissimo l’italiano. Ho gridato “Dov’è la borsa?” e la cameriera ha aperto la porta per chiedermi se la volevo davvero”.
In un passaggio più leggero, parlò anche della sua nuova idea di regalo: “Ci sono persone che hanno già tanto. Ho trovato delle bare colorate da usare come cassapanche finché non arriva il giorno in cui…”. Un’uscita che fece sorridere il pubblico e confermò ancora una volta la sua capacità di affrontare ogni tema senza imbarazzo.
”Io fumavo le canne”
Ornella Vanoni a #CTCF 🤣 pic.twitter.com/qiJSj9COFR
— Che Tempo Che Fa (@chetempochefa) November 2, 2025
Tra libertà personale, salute mentale e autoironia
Rileggendo oggi quelle interviste, emerge con chiarezza come la cannabis fosse, per Ornella Vanoni, uno strumento tra i tanti utilizzati per gestire insonnia, ansia ed emozioni. Nessun gesto provocatorio, ma un tassello dentro una riflessione più ampia sulla salute mentale e sul modo in cui affrontava la vita.
Le sue parole raccontano una sincerità radicale, priva di filtri, nel parlare di fragilità e percorsi di cura; mostrano un rapporto non idealizzato con le sostanze, considerate un aiuto pratico e non un rifugio e restituiscono una lettura lucida delle relazioni, dei legami complessi, dei rapporti che finiscono ma che continuano a lasciare tracce. Allo stesso tempo evidenziano un’attenzione costante ai temi sociali, dalla depressione alla violenza di genere.
La sua evoluzione rimane sorprendentemente lineare: dalla cannabis ai sonniferi, dalle battute sulle badanti ai racconti dei sogni notturni, sempre con quella miscela di onestà e ironia che l’ha accompagnata per tutta la vita. In questo percorso, Ornella Vanoni ha costruito una testimonianza rara per coerenza e autenticità, capace di parlare dell’invecchiare, del curarsi e del restare fedele a sé stessa senza nascondere nulla.

