Parenzo-Sasso, scintille in tv sull’educazione sessuale a scuola: cos’è il caso del coniglietto gay

Scontro a La7 tra David Parenzo e il leghista Rossano Sasso sul “coniglietto gay” e l’educazione sessuale nelle scuole italiane. "Ci state rovinando".

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Parenzo-Sasso, scintille a L'Aria che tira
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Il tema dell’educazione sessuale nelle scuole italiane è approdato anche in tv, dopo un acceso confronto andato in onda su L’aria che tira, il talk show di La7 condotto da David Parenzo. Protagonisti dello scontro, lo stesso conduttore e il deputato della Lega Rossano Sasso, che ha contestato duramente l’introduzione di contenuti legati all’inclusione e alla diversità nelle scuole primarie, citando come esempio la favola del “coniglietto gay”. A dividere gli ospiti in studio, la questione centrale: è giusto parlare di educazione sessuale e di identità di genere già alle elementari?

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Scontro tra David Parenzo e Sasso sull’educazione sessuale

Il primo a prendere la parola è stato Rossano Sasso, ex sottosegretario all’Istruzione e deputato della Lega, che ha criticato l’idea di introdurre percorsi strutturati di educazione sessuale o affettiva nelle scuole. “Non è meglio che tutti gli insegnanti siano più coinvolti a trasmettere più rispetto tra i ragazzi, anziché concentrare tutto in poche ore?”, ha chiesto Sasso durante il collegamento. “Non c’è bisogno di tutti questi ideologi, di questi intellettuali. I nostri insegnanti ci hanno sempre educato al rispetto”.

Per il deputato leghista, la scuola italiana dovrebbe concentrarsi su valori comuni come l’educazione civica e il rispetto reciproco, senza “importare” modelli didattici che definisce “politicizzati”. Un’impostazione che riflette la linea tradizionalista del suo partito, contrario a qualsiasi forma di “educazione gender” nelle aule scolastiche.

La replica di David Parenzo è arrivata quasi immediata. Il conduttore, da anni impegnato nel promuovere un confronto aperto su temi sociali e politici, ha sottolineato l’importanza di un approccio più moderno: “Sì, ma se mi avessero fatto educazione sessuale anche a scuola non credo sarebbe successo niente”.

QUI il video

Una battuta, ma anche una dichiarazione di principio: per Parenzo, l’educazione alla sessualità e alle diversità è parte integrante della crescita dei ragazzi e rappresenta uno strumento concreto per prevenire discriminazioni e stereotipi.

Il caso del coniglietto gay

Marlon Bundo
Marlon Bundo

È stato però un passaggio successivo a trasformare il dibattito in un vero scontro televisivo. Parlando di educazione sessuo-affettiva nelle scuole primarie, Sasso ha puntato il dito contro alcune iniziative portate avanti da associazioni e attivisti LGBTQIA+. “Ci sono un papà e una mamma che magari vorrebbero che in prima elementare non ci fosse un’attivista trans che farebbe alfabetizzazione LGBT. Lasciamo i bambini in pace, la scuola non è un dipartimento culturale della sinistra”, ha affermato il deputato, aggiungendo poi: “Ci state rovinando, voi e la vostra cultura woke. Ci state rovinando anche le favole con il coniglietto gay”.

Il riferimento, subito ripreso in studio, è a Marlon Bundo, un libro per bambini pubblicato negli Stati Uniti nel 2018 e diventato simbolo dell’inclusione. La storia racconta di un coniglietto che si innamora di un altro coniglio maschio, ed è stata ideata come parodia del libro scritto da Charlotte Pence, figlia dell’ex vicepresidente americano Mike Pence, per lanciare un messaggio contro l’omofobia. In Italia, il testo è stato più volte citato nel dibattito pubblico come esempio di letteratura per l’infanzia che rappresenta la diversità con linguaggio semplice e rispettoso.

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Per Sasso, tuttavia, queste narrazioni rappresentano “una forma di propaganda mascherata da educazione”, con il rischio – sempre a suo dire – di “confondere” i bambini su temi che dovrebbero essere trattati in famiglia e non a scuola.

Al di là della polemica politica, Marlon Bundo non è mai stato adottato ufficialmente nelle scuole italiane, né fa parte dei programmi ministeriali. Si tratta di una fiaba pensata per spiegare ai più piccoli che l’amore può assumere forme diverse, e che la diversità non è una minaccia, ma una realtà da accogliere.

La replica di Parenzo: “Voglio comprarla ai miei figli”

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La replica del conduttore non si è fatta attendere. Parenzo ha reagito con ironia ma anche con fermezza, sottolineando la distorsione che spesso accompagna il dibattito politico su questi argomenti: “Ma io non sto rovinando niente!”, ha detto guardando in camera. “Anzi, le dico di più, adesso voglio proprio comprare la favola del coniglietto gay ai miei ragazzi. Ancora con ‘sto coniglietto gay!”.

Un commento che ha scatenato le risate in studio ma anche nuove tensioni. Pochi istanti dopo, Sasso ha interrotto il collegamento, motivando l’uscita con “impegni politici”. Parenzo ha proseguito il dibattito con gli altri ospiti, tra cui la scrittrice Viola Ardone e la deputata di Alleanza Verdi Sinistra, Elisabetta Piccolotti, entrambe sostenitrici dell’educazione all’inclusione nelle scuole.

Ardone, che è anche insegnante, ha portato la sua esperienza diretta in classe: “I ragazzi sanno molto più di quanto immaginiamo. Non serve proteggerli dal mondo, ma aiutarli a comprenderlo”. Piccolotti, dal canto suo, ha difeso l’importanza di introdurre percorsi di educazione al rispetto già nei primi anni scolastici: “Se parliamo di bullismo, di discriminazione o di educazione affettiva, stiamo parlando di civiltà. Non di ideologia”.

Educazione sessuale e inclusione: un tema ancora divisivo

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Lo scontro tra Parenzo e Sasso riflette una tensione ormai costante nella politica italiana, dove ogni proposta di educazione sessuale o di alfabetizzazione alle differenze viene spesso letta come un atto politico, anziché come una misura educativa.

Il caso del “coniglietto gay” ne è un esempio emblematico: un semplice libro per bambini è diventato il simbolo di una battaglia culturale più ampia, dove l’identità, la famiglia e la libertà educativa vengono messe in contrapposizione.

Nel frattempo, alla Camera è stato rinviato l’esame del disegno di legge sull’educazione sessuale proposto dal ministro Valditara. Il testo introduce l’obbligo del consenso scritto dei genitori per la partecipazione degli studenti delle scuole medie e superiori ai corsi di educazione sessuo-affettiva, dopo la visione preventiva dei materiali didattici. Le famiglie che non concedono il consenso potranno far svolgere ai figli attività alternative.

Il ddl vieta invece in modo esplicito ogni attività di educazione sessuale nelle scuole primarie e dell’infanzia, lasciando valide solo le indicazioni ministeriali già in vigore. Valditara ha respinto le accuse di voler eliminare l’educazione sessuale, precisando che i programmi scolastici continuano a includere temi come rispetto, differenze di genere e contrasto alla violenza.

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