Alfonso Signorini, ormai da settimane, è al centro di una attenzione mediatica molto forte e controversa. Dopo le accuse di Fabrizio Corona, snocciolate durante due puntate di Falsissimo, il suo format su Yotube, l’ex conduttore del GF Vip è stato querelato da Antonio Medugno.
Al momento Signorini, attualmente indagato dalla Procura di Milano con l’accusa di violenza sessuale ed estorsione, ha deciso di trincerarsi dietro il silenzio e lasciar parlare i suoi due legali.
E così, dopo aver cancellato il suo profilo di Instagram, ha deciso anche di autosospendersi da Mediaset che, con la diffusione di un comunicato, ha accolto la sua decisione.

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“Perché Signorini si è autosospeso da Mediaset”, parla la sua avvocata
L’avvocata Daniela Missaglia, raggiunta da IlGiornale, ha svelato per quale motivo Signorini ha preso questa importante decisione nei confronti dell’azienda di Cologno Monzese:
“Lui s’è autosospeso soprattutto perché non può affrontare un percorso lavorativo con una preoccupazione riguardo alla gogna mediatica che lo ha travolto. È umano. Se il danno reputazionale è significativo, il danno emotivo è quasi irreversibile a mio avviso. Ma questo sarà valutato dai nostri consulenti”.
Tuttavia, l’avvocata precisa che il suo cliente appare sereno e fiducioso: “per quello che riguarda il profilo penale”, anche se “quello che lo avvilisce è la gogna mediatica. In quest’ottica non può essere ipotizzabile proseguire, almeno per ora, quello che stava facendo in tv”.
Ed in merito aggiunge:
“Stiamo parlando di cose intime, di privacy. La condivisione di materiale sensibile potrebbe causare non solo un danno biologico ma conseguenze drammatiche (vedi il caso di Tiziana Cantore). È dunque legittimo interrogarsi sulla portata di queste violazioni, che potrebbero spingersi fino ad ipotizzare l’istigazione al suicidio: tutto dipende dalla forza emotiva della vittima”.
Le diffide ai colossi del web
Gli avvocati di Alfonso Signorini hanno anche deciso di intervenire contro i grandi colossi del web. Da Facebook, ad Instagram, Tik Tok e Google, il contenuto della diffide parla chiaro:
“La situazione è estremamente grave. Non può essere consentito che sulle piattaforme social si costituiscano dei tribunali dell’Inquisizione dove qualcuno si cala nelle vesti di giudice ed emette sentenze prima ancora che si svolga il giudizio nelle aule.
Il principale problema è il danno reputazionale ed emotivo che subisce la vittima di tale scempio mediatico. A nostro avviso i risvolti di questa vicenda non saranno soltanto penali abbiamo evidenze che le denunce non siano fondate e dunque si potrebbe procedere con una denuncia per calunnia ma anche civili. Le piattaforme sono responsabili di danni irreversibili, agiremo nei confronti di chi ha preso parte a questo massacro mediatico”.
E ancora:
“I team dei nostri studi legali stanno lavorando su tutta la vicenda, anche perché non credo esista un precedente di questa portata. Ma chi lucra su questo orrido ludibrio è giusto che si prenda le sue responsabilità. Un giornalista ha degli obblighi, lo stesso deve accadere per chi lavora sul web”,
