PESTAGGIO OMOFOBO DAVANTI ALLE TV

E' accaduto a Battipaglia, Salerno. Pasquale Quaranta, giornalista e attivista, era per mano con un amico per la trasmissione Lucignolo. In sette li hanno aggrediti, a telecamere accese.

PESTAGGIO OMOFOBO DAVANTI ALLE TV - quaranta - Gay.it
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SALERNO – E’ stato aggredito perché gay mentre le telecamere di Italia 1 lo riprendevano. La storia ha dell’incredibile, ma è purtroppo accaduta a Battipaglia, in provincia di Salerno, lunedì 16 maggio, cioè il giorno prima della Giornata Mondiale contro l’Omofobia celebrata in decine di città italiane e centinaia di paesi in tutto il mondo. Vittime dell’aggressione Pasquale Quaranta, presidente del circolo Arcigay salernitano e giornalista collaboratore, tra le altre testate, di Gay.it, e il suo amico Eddy. I due stavano registrando una puntata di Lucignolo, il magazine notturno di Italia 1, incentrata sull’attivismo di Pasquale, che è tra i gay più visibili del meridione, molto impegnato nei gruppi di omosessuali credenti, e i cui genitori, intervistati anche loro per il programma, hanno attivato un nucleo dell’Agedo nella zona.
«Quelli di Lucignolo ci hanno chiesto di camminare mano nella mano per raccogliere le reazioni del paese – ci racconta Pasquale – Il mio ragazzo non c’era e così ho chiesto a Eddy di prestarsi. Eravamo ripresi da una telecamera nascosta di un operatore della trasmissione. Prima qualcuno si è limitato a qualche presa in giro e a fischiare, ma a un certo punto sei o sette ragazzi ci hanno assaliti. Uno ha detto qualcosa e Eddy ha risposto “Avete qualche problema?”; a quel punto tutti si sono scagliati contro di noi. Eddy ha preso un pugno, io altri due, ma quelli che ci seguivano con le telecamere sono intervenuti subito e loro sono scappati».
Gli aggressori («delinquenti, figli di delinquenti» li definisce Pasquale) hanno avuto la spudoratezza di agire in pieno centro, di giorno, senza sapere che dietro di loro c’era una telecamera nascosta che riprendeva la scena. «E pare che anche la piazza sia sorvegliata da telecamere – aggiunge Pasquale – Questi dovrebbero essere elementi sufficienti per incastrarli».

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I due ragazzi se la sono cavati con qualche contusione, due giorni di prognosi e, quello che è più grave, tanto spavento. «Ora ho molta paura – confessa il presidente del circolo Arcigay di Salerno – Penso a quello che mi potrebbe accadere se li incontrassi da solo di sera. E penso anche alla mia famiglia: loro sono in grande apprensione». E’ per questo che Pasquale ha deciso di non denunciare i suoi aggressori: «In molti mi dicono che sbaglio, ma io non me la sento. Qui si vive in un clima pesante. Non si sa mai come possono comportarsi queste persone. E poi ci sono i miei genitori».

PESTAGGIO OMOFOBO DAVANTI ALLE TV - cortiana - Gay.it

Nonostante questo, l’aggressione dovrebbe comunque giungere all’attenzione delle forze dell’ordine. In presenza di documentazioni che testimoniano le loro azioni, anche senza la denuncia dell’aggredito i teppisti saranno perseguiti. In tal senso si è impegnato oggi stesso il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, presente oggi a Salerno per la conferenza stampa di presentazione del Salerno Pride 2005, di cui Pasquale Quaranta è uno degli organizzatori. «Occorre che gli organi di polizia ed i ministri Pisanu e Castelli intervengano per garantire le libertà individuali e l’incolumità di tutti i cittadini soprattutto in queste settimane che precedono il Gay Pride di Salerno che si terrà il 24 e il 25 giugno» ha affermato Cortiana, Segretario della commissione cultura, che oggi ha presentato un’interrogazione urgente ai ministri dell’Interno e della Giustizia nella quale si denuncia il grave episodio e si chiede di avviare regolari indagini.
«Occorre che le istituzioni – prosegue l’esponente del Sole che Ride – si attivino per prevenire altri episodi di intolleranza, sponsorizzando e patrocinando manifestazioni come il Gay Pride in tutte le città italiane e garantendone la sicurezza. Solo così si potrà alimentare una cultura dell’uguaglianza e del rispetto. Oggi ho incontrato il Sindaco di Salerno per chiedergli il patrocinio dell’iniziativa da parte del Comune e farò la stessa richiesta alla Provincia e alla Regione».
Le associazioni glbt intanto denunciano quanto accaduto: GayLib chiede che «le azioni sconsiderate, di pubblico scherno, pressione psicologica e violenza fisica mirate contro omosessuali e transessuali vengano al più presto specificamente punite anche in Italia come reati chiaramente indicati nei codici». Anche il presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice lamenta il fatto che se un fatto del genere accadesse in altri paesi europei «la legge punirebbe in modo specifico un’aggressione del genere, riconoscendo l’aggravante del “crimine d’odio” (hate crime), per le motivazioni discriminatorie, al pari di un’aggressione razzista o antisemita. In Italia accade l’opposto: la legge 205 del 1993 (legge Mancino o “anti-naziskin”) protegge contro le discriminazioni motivate da condizioni razziali, etniche, nazionali o religiose. L’orientamento sessuale, una delle principali cause di discriminazione ed intolleranza sociale, ne è rimasta fuori».
Proprio ieri, 17 maggio, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, il presidente del parlamento europeo Josep Borrell ha richiamato il principio di non discriminazione in relazione all’orientamento sessuale, aggiungendo: “Mentre può essere vero che l’omosessualità oggi è più libera che nel passato, le discriminazioni per orientamento sessuale rimangono un serio problema vissuto da milioni di persone nel mondo e all’interno dell’Unione europea. Rimane nostro dovere continuare a combattere le discriminazioni morali e le violenze fisiche collegate all’ orientamento sessuale”.
Aggiornamento importante: oggi, giovedì 19 maggio, Pasquale Quaranta si è recato a presentare regolare denuncia contro i suoi aggressori. «Non devo aver paura. Questo è il messaggio che deve passare – ha detto – Ieri ho parlato con il questore di Salerno e con quello di Battipaglia. Devo tutelarmi. Denunciare i delinquenti è una garanzia per me, questo mi hanno detto i questori. La mia famiglia è con me, anche mia madre e mio padre hanno capito che abbiamo sbagliato a non rivolgerci subito alla polizia». La redazione di Gay.it desidera esprimere la massima ammirazione a amicizia per Pasquale.
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