Philipp Plein replica alle accuse di omofobia: “Infondate e diffamatorie, da sempre AMO le persone LGBT”

Un manager dell’azienda ci ha scritto per smentire le accuse. E lo stilista ha contrattaccato il dipendente che l'ha denunciato.

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Ha fatto clamore la denuncia per omofobia presentata da un ex manager di Philipp Plein, Amro Alsoleibi, che ha accusato lo stilista tedesco di averlo licenziato perché omosessuale e sieropositivo. A suo dire Plein “odierebbe lavorare con i gay“.

Pubblicata la notizia, ci ha scritto Fabien Girardi, Global wholesale director presso Philipp Plein, che ha dato tutt’altra versione dei fatti: “lavoro per Plein da 12 anni, a stretto contatto tutti i giorni, sono gay dichiarato in azienda come tutti i miei colleghi gay e stiamo da Dio. Plein conosce i nostri fidanzati, non ha mai avuto nessun problema e ha sempre rispettato l’orientamento sessuale di tutti. Siamo a pranzo o a cena regolarmente con la sua fidanzata e il mio fidanzato. Lavoriamo tutti i giorni con ragazzi di tutte le religioni e orientamenti sessuali, gay, lesbiche, transgender“.

Anche Philipp Plein ha voluto replicare alla denuncia di Amro Alsoleibi, con un comunicato ufficiale in cui ha definito “infondate e diffamatorie” le accuse dell’ex manager.

Discriminazioni e comportamenti omofobi non sono mai esistiti, mai è successo e non hanno mai avuto posto né nel mio cuore né in nessuna parte della mia azienda. Il mio marchio e la mia attività sono stati costruiti da zero attraverso oltre vent’anni di duro lavoro da parte di centinaia di persone, tra le quali LGBTQ, che sono state e sono ancora oggi ampiamente rappresentate. Abbiamo sempre lavorato insieme in un ambiente di lavoro positivo, produttivo, diversificato e coeso. Sono molto orgoglioso di un ambiente così inclusivo e di ciascuno dei dipendenti che mi hanno accompagnato in questo viaggio di successo, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Philipp Plein è l’opposto di qualsiasi discriminazione. Sono sempre stato molto vicino alla comunità LGBTQ sia all’interno che all’esterno della mia azienda e, già nel 2013, ho scelto di esprimere e comunicare pubblicamente tale vicinanza attraverso la mia campagna pubblicitaria globale con la modella transessuale Lea T e due modelli maschili che si baciavano. Da allora, i membri della comunità LGBTQ sono stati molto spesso presenti e sempre i benvenuti nelle mie comunicazioni, campagne, pubblicità e sfilate di moda. Per molti anni la gente ha creduto che fossi omosessuale, e alcuni credono ancora che lo sia. Non ho mai fatto nulla per giustificare il contrario, semplicemente perché non c’è niente di male in questo.

A questo punto Philipp Plein è passato al contrattacco, spiegando il perché Amro Alsoleibi sia stato licenziato.

Questo è il motivo per cui ho il dovere di mettere le cose in chiaro e di indicare alcuni fatti che sono stati omessi dal dipendente scontento che ha fatto trapelare la sua denuncia alla stampa di moda, solo per cercare di ottenere un ingiustificato vantaggio economico. Durante il suo mandato come direttore regionale degli Stati Uniti presso il gruppo Philipp Plein, questo particolare dipendente ha messo a punto uno schema di frode volto a pagare commissioni per circa 100mila dollari dal gruppo Philipp Plein alla compagnia fantasma del suo fidanzato. Tutto questo in cambio di servizi che il Gruppo Philipp Plein non aveva bisogno e non voleva acquistare. Con questo comportamento disonesto, quel dipendente ha tradito la fiducia che il Gruppo Philipp Plein e io personalmente gli avevamo accordato. Inoltre, mentre era impegnato nella creazione e nell’attuazione della sua truffa, trascurava i suoi doveri professionali e non svolgeva il suo lavoro. Queste erano le gravissime e le uniche ragioni alla base della cessazione del rapporto di lavoro. Tale risoluzione non aveva quindi nulla a che fare con alcuna considerazione sul suo orientamento sessuale o sul suo stato di salute che non ha mai avuto alcun ruolo nella valutazione di nessuno dei dipendenti del Gruppo Philipp Plein nel mondo. La verità è molto semplice ed è la seguente: invece di fare il suo lavoro, ha cercato di ingannare me e la mia azienda creando falsi servizi e fatture. Allo stesso modo, ora sta cercando di ingannare l’opinione pubblica e la stampa creando false accuse. Oggi e anche in futuro, lotteremo sempre contro ogni falsa accusa per impedire a chiunque altro di abusare di me o del mio marchio. Una volta per tutte, AMO I GAY, AMO LE LESBICHE, AMO I TRANSESSUALI, AMO TUTTI“.

 

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