Philipp Plein accusato di aver licenziato un dipendente perché gay e sieropositivo

Pesantissime accuse di omofobia ai danni dello stilista tedesco, trascinato in tribunale. "Odia lavorare con i gay".

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42enne celebre stilista tedesco, Philipp Plein è stato trascinato in un tribunale di New York con accuse pesantissime. Amro Alsoleibi, ex dipendente della divisione americana del marchio Plein, la Philipp Plein Americas, sostiene di essere stato licenziato perché omosessuale e sieropositivo. Alsoleibi è stato per più di un anno responsabile dei negozi Plein nell’area di New York. Durante il suo mandato, i negozi controllati da Alsoleibi hanno incassato quasi 12 milioni di dollari di vendite annuali, come riportato da Women’s Wear Daily.

Secondo Alsoleibi, Plein avrebbe incaricato direttamente i manager dell’azienda di non assumere persone LGBT. Alsoleibi sostiene che Plein avrebbe chiaramente detto: “Odio lavorare con i gay“. Prima di arrivare a lavorare per Plein, Alsoleibi aveva lavorato per Valentino, Etro e Fendi. Quando venne assunto nessuno, all’interno della compagnia, sapeva che fosse gay e sieropositivo. Poco dopo, da subito, Alsoleibi sostiene di aver iniziato a notare il linguaggio volgare di Plein nei confronti della comunità LGBTQ.

Quando allo stilista non piace una cosa, denuncia Alsoleibi, Plein lo descriverebbe come “troppo gay“. Successivamente avrebbe detto ad Amro di “smettere di muovere i fianchi come un gay“. Quando Alsoleibi ha fatto notare a Plein che questi commenti erano offensivi, lo stilista non si sarebbe fermato.

Alsoleibi, si legge nella denuncia, sostiene che le presunte molestie di Plein si sarebbero estese anche ad altri dipendenti LGBTQ +, perché gli uomini che fanno acquisti da Philipp Plein sono “eterosessuali al 100%“. Un altro dipendente gay ha affermato che Plein gli avrebbe detto: “Se sei troppo gay, non sei il benvenuto“.

Nel 2019 la doccia fredda per Alsoleibi, ovvero una lettera di avvertimento che Amro ha subito ritenuto essere un “pretesto” per il suo eventuale licenziamento. Poco prima di essere cacciato, Alsoleibi sostiene che la società avrebbe rifiutato la sua richiesta di prendersi una pausa per visitare suo padre morente in Siria, diritto concesso ai sensi del Paid Family Leave Act di New York. Inoltre, Alsoleibi afferma che la compagnia avrebbe annullato la sua assicurazione sanitaria, cosa che lo ha costretto a rivelare il suo stato di sieropositività ai suoi datori di lavoro, per rimarcare l’urgenza di una copertura medica. Mentre la sua assicurazione sanitaria è stata ripristinata, Alsoleibi sostiene che la società avrebbe iniziato a monitorare “in modo intrusivo” la sua salute. Questo avrebbe portato l’azienda a utilizzare ingiuste “supposizioni sulla sua salute“, radicate con lo stigma che le persone che vivono con l’HIV non potrebbero svolgere i propri doveri lavorativi, inclusi i viaggi. Subito dopo aver rivelato il suo stato di sieropositività, Alsoleibi sostiene che la società gli avrebbe tolto l’indennità di vestiario senza spiegazioni, per poi essere escluso da riunioni e altri affari legati al lavoro che coinvolgevano i negozi di New York che sarebbero caduti sotto la sua gestione.

È importante sottolineare come le persone sieropositive siano protette dalle disposizioni sulla disabilità dalla legge sui diritti umani dello Stato di New York, che proibisce la discriminazione sul luogo di lavoro, negli alloggi, nei luoghi di alloggio pubblico.

Alsoleibi sta facendo causa a Philipp Plein Americas per danni non specificati, retribuzioni negati, disagio emotivo, licenziamento illegittimo, ambiente di lavoro ostile, discriminazione e molestie. Afferma inoltre che Plein avrebbe violato la legge sui diritti umani dello Stato di New York e l’Americans with Disabilities Act. “Alsoleibi è stato licenziato come conseguenza diretta del suo orientamento sessuale e del suo stato di sieropositività”, si legge sulla denuncia, come riportato da OUT.

Da parte di Philipp Plein, per ora, nessuna replica.

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