Phillippa Phaneuf è una pastora metodista di Rochester, New York, che ha fatto coming out come donna transgender. Ne dà notizia Them.
Al termine del culto domenicale mattutino della North Chili United Methodist Church del 23 novembre scorso, la pastora Phillippa Phaneuf si è rivolta alla congregazione per un aggiornamento personale direttamente dal pulpito della chiesa, indossando una stola arcobaleno.
Il coming out dal pulpito di Phillippa Phaneuf
“Vi invito a unirvi a me in una stagione di trasformazione creativa per me e, credo, per tutti noi”. “Immaginate se il vostro medico venisse a dirvi che la vostra qualità e la vostra visione della vita potrebbero trasformarsi esponenzialmente in positivo. Ascoltereste quel medico? Se sentiste lo Spirito Santo di Dio circondarvi in modi che non sentite da anni, avreste la sensazione che questo possa essere qualcosa che Dio accetta? Sì. “Posso annunciare con gioia che sto attraversando la transizione”, ha continuato Phaneuf, sottolineando come lo stesse dicendo alla congregazione perché questo aspetto della sua vita personale sarebbe “arrivato” al mondo esterno. “Affermo e dico a tutti voi che sono transgender… Sarà scioccante per alcuni, per il significato di tutto questo. Ma è qui che invitiamo lo Spirito Santo di Dio a concederci grazia e pace”.
Philippa ha precisato di essere in terapia ormonale sostitutiva da tre mesi, aggiungendo: “Quella prima settimana… sono qui per dirvi che è stato proprio in quella prima settimana che mi sono sentita davvero felice per la prima volta dopo molto tempo”.
Phaneuf ha poi informato la congregazione su cosa sarebbe cambiato e cosa non sarebbe cambiato, ovvero aspetti come il suo “impegno a dare priorità all’appartenenza“, così come la “comunità nel ministero” della congregazione e, “purtroppo per tutti voi, la mia personalità“. Un potenziale cambiamento positivo, secondo Phaneuf, riguarda invece proprio la chiesa, che potrà ora diventare “conosciuta all’interno della comunità come uno spazio ancora più sicuro per le persone che si sono sentite emarginate”. “Notate cosa ho detto, uno spazio ancora più sicuro”. “Non ho detto che lo diventeremo, perché non sarei in grado di fare quello che sto facendo ora se non avessi sentito l’amore e il sostegno di tutti voi“.
Oltre a ricevere l’approvazione del sovrintendente distrettuale e del vescovo, Phaneuf ha sottolineato come il “libro della disciplina” e il “libro delle risoluzioni” della teologia metodista, recentemente rivisti, accolgano le persone trans. Nel maggio del 2024 la Chiesa Metodista Unita ha revocato regole vecchie di decenni che bandivano i membri del clero LGBTQ+ e condannavano l’omosessualità come “incompatibile” con la dottrina della chiesa metodista. Phaneuf ha poi osservato come l’ebraico antico, in cui furono originariamente scritte le Scritture Metodiste, riconosca “almeno otto diverse tipologie di genere“. Ha infine chiarito che oltre ad essere una donna trans si identifica anche come asessuale.
Se la sua chiesa l’ha accolta, diversa è stata la reazione dei suoi genitori al suo coming out come donna trans. “Mi hanno mandato un messaggio stamattina e mi hanno chiesto di dirvi che non mi sostengono e che hanno preferito le loro convinzioni e le loro credenze al sostegno della loro bambina”. “Se mi sta bene?”. “Credo profondamente… che supererete la questione dell’apparenza e riconoscerete che ciò che rimane uguale è ciò che ci ha tenuti uniti nell’amore e nel ministero verso questa comunità e la comunità in generale”. “Quindi, che possa continuare a essere così“.
Durante il culto del 30 novembre, dal pulpito Phaneuf ha indossato una stola con la bandiera transgender.
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