Chi si interessa di informazione LGBTQIA+ conoscerà certamente PinkNews, giornale online che dal lontano luglio 2005 si propone di “informare, ispirare il cambiamento e incoraggiare le persone a essere sé stesse” nel Regno Unito. Una missione luminosa, che in quasi vent’anni lo ha reso una colonna portante dell’attivismo mediatico britannico. Basti pensare alle sue battaglie per il matrimonio egualitario e agli scintillanti eventi di raccolta fondi, che hanno visto la partecipazione persino dell’attuale primo ministro Keir Starmer.

Ma, si sa, anche il rosa più brillante può avere una sfumatura di grigio. E così, una recente inchiesta della BBC ha sollevato il sipario su accuse che, se confermate, rischiano di incrinare per sempre l’immagine di una delle testate a tematica LGBTQIA+ più amate a livello globale.

PinkNews, le accuse di molestie sessuali ai fondatori

La struttura organizzativa di PinkNews è una fortezza familiare: al vertice, il fondatore Benjamin Cohen, affiancato dal marito, il dottor Anthony James, nel ruolo di direttore operativo, e dal padre Richard, avvocato capo. Una gestione “tutta in famiglia” che, a giudicare dalle testimonianze emerse, somiglia più a una polveriera.

Trentatré ex dipendenti, sentiti dalla BBC, hanno raccontato di un ambiente lavorativo tutt’altro che idilliaco, dietro alla facciata inclusiva e piena di buone intenzioni: bullismo, molestie sessuali e un’atmosfera di costante paura. Le accuse più pesanti puntano il dito contro il dottor James,  protagonista – a detta degli intervistati – di innumerevoli comportamenti predatori durante eventi aziendali.

Ma è un episodio in particolare che ha portato a scoperchiare un vero e proprio vaso di Pandora. Il dottor James sarebbe stato visto baciare e toccare un giovane collaboratore “troppo ubriaco per stare in piedi o parlare”. Testimoni riferiscono che la presunta vittima sarebbe stata condotta dietro un albero, fuori da un pub londinese, in condizioni tali da non poter in nessun modo esprimere consenso. Eppure, nonostante un reclamo formale presentato da un membro dello staff, sembra che l’episodio sia stato insabbiato. La patina rosa della famiglia Cohen iniziava però già a mostrare le sue crepe.

PinkNews, una cultura aziendale tossica

Alla prima denuncia, altre voci si sono unite al coro, tracciando il ritratto di un ambiente lavorativo costantemente avvelenato da abusi di potere e comportamenti tossici. Tra queste, quella di Stephan Kyriacou, ex dipendente di PinkNews dal 2019 al 2021, che ha raccontato alla BBC la parabola del suo entusiasmo iniziale, rapidamente spento dalla delusione.

Durante una festa di Natale, Benjamin Cohen avrebbe dato a Kyriacou uno schiaffo sul sedere davanti a tutti.Mi sono semplicemente bloccato” ha confidato a BBC “non sapevo cosa dire. Ero sotto shock”. Dopo quell’episodio, il giovane ha evitato ogni contatto diretto con il suo capo.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Non si sarebbe però trattato di un caso isolato. Secondo altri ex dipendenti, il clima aziendale sembrava quasi incentivare comportamenti inappropriati, complice una cultura dell’eccesso che trasformava momenti di socializzazione, come il celebre “venerdì del Prosecco” di PinkNews, in nottate sfrenate, poco compatibili con quelle di una festa aziendale.

Damian, un altro ex membro dello staff che ha scelto di usare un nome di fantasia, ha descritto una scena particolarmente imbarazzante avvenuta proprio durante uno di questi sfavillanti eventi: “Ben era così ubriaco che è caduto dalla sedia. Poi mi ha chiesto di tornare a casa sua, dicendomi che Anthony, suo marito, non c’era”.

Insulti, svalutazioni, pressioni psicologiche, e molestie sessuali che avrebbero avuto ripercussioni tangibili sulla salute mentale di chi vi lavorava. Damian racconta di un’atmosfera tossica tale da impattare anche altri aspetti della sua vita al di fuori del contesto lavorativo.  Altri hanno riferito episodi di burnout, spesso legati al comportamento imprevedibile di Cohen.

A volte, quando c’era Ben, in ufficio si creava una specie di nube oscura” ha raccontato Cai Wilshaw, ex responsabile degli affari esterni.

Il futuro di PinkNews in bilico

Nonostante il turbine di denunce, molti ex dipendenti non negano l’importanza del lavoro svolto da PinkNews per la comunità LGBTQIA+ nel dare spazio a storie spesso trascurate dai media tradizionali, specialmente quelle legate alle persone trans e queer. Ma il peso del passato sembra ormai aver compromesso irrimediabilmente la sua credibilità – e se le accuse dovessero essere confermate, niente sarà più come prima.

C’è bisogno di un giornalismo autentico, di storie raccontate da persone queer” ha dichiarato Gary, un ex collaboratore, sempre sotto nome di fantasia, “ma purtroppo PinkNews ha perso credibilità in quell’ambito” Per molti, il cambiamento non può prescindere da un radicale cambio al vertice. Damian, netto nelle sue parole, ha affermato: “Ben deve essere ritenuto responsabile. Fino al giorno in cui ciò accadrà, non so se ci sarà un futuro per PinkNews”.

Eppure, almeno per ora, la leadership si nasconde dietro al silenzio. Né Benjamin Cohen né Anthony James hanno commentato le accuse, limitandosi a definirle, attraverso una dichiarazione indiretta alla BBC, “false”. Ma questo silenzio, per molti, suona più come una conferma: il segno di una gestione scollegata, incapace di affrontare critiche e responsabilità.

© Riproduzione riservata.