Scozia, le detenute trans saranno trasferite in carceri maschili. Festeggia J.K. Rowling

Il governo scozzese non farà ricorso contro la sentenza. "Felici che il governo abbia accettato l'inevitabile e che trasferirà questi uomini fuori dalle carceri femminili", il commento di For Women Scotland, associazione femminista trans-escludente.

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Scozia, le detenute trans saranno trasferite in carceri maschili. Festeggia J.K. Rowling - Stop alle carceri femminili per le detenute trans di Scozia - Gay.it
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In Scozia le detenute trans saranno trasferite dalle carceri femminili a quelle maschili a partire da oggi, dopo che il governo scozzese ha confermato di non voler presentare ricorso contro la sentenza del tribunale che si oppone a tale politica.

La giudice Lady Ross ha stabilito che le linee guida carcerarie che consentono ad alcune detenute transgender di essere recluse in carceri corrispondenti alla loro identità di genere, anziché al sesso biologico, sono illegali. A detta della giudicie la segregazione di genere nelle carceri deve basarsi sul sesso biologico.

Il ricorso era stato presentato dal gruppo di attiviste gender-critical For Women Scotland, che sosteneva che solo le persone nate biologicamente donne dovrebbero essere detenute nelle strutture carcerarie femminili.

Stop alle carceri femminili per le detenute trans di Scozia

Susan Smith di For Women Scotland ha accolto con favore la “vittoria totale”. “È stata una lunga battaglia, che non sarebbe mai dovuta essere necessaria”, ha dichiarato.

La giudice Lady Ross ha affermato che le detenute trans mantengono intatti i propri diritti umani, ma ciò non conferisce loro automaticamente il diritto di essere ospitate in un carcere destinato al sesso biologico opposto. Il governo scozzese ha dichiarato che non presenterà ricorso e che la politica in questione è già stata ritirata. Il Servizio Penitenziario Scozzese (SPS) ha affermato che d’ora in poi ospiterà le persone in base al loro sesso biologico e trasferirà in sicurezza il piccolo numero di detenute interessate.

Neil Gray, segretario alla giustizia, ha dichiarato:

Dopo un’attenta considerazione della sentenza, l’accettiamo e non presenteremo ricorso. Il governo scozzese deve spesso prendere decisioni difficili che bilanciano i diversi interessi e i diritti degli individui, anche in situazioni complesse, e questa era una di queste situazioni. L’attenzione si sposta ora sull’attuazione della legge, come chiarito dalla corte, mantenendo una chiara attenzione alla sicurezza, al benessere e ai diritti di tutti coloro che vivono e lavorano all’interno delle carceri scozzesi“.

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Immediati i festeggiamenti social di J.K. Rowling, che ha twittato: “Il governo scozzese è stato finalmente costretto, seppur a malincuore, a rispettare la legge“.

For Woman Scotland, gruppo trans-escludente che la stessa autrice di Harry Potter sostiene con cospicue donazioni, ha aggiunto: “Siamo liete di aver ottenuto una vittoria così schiacciante, felici che il governo abbia accettato l’inevitabile e che trasferirà questi uomini fuori dalle carceri femminili. È stata una lunga battaglia, che non avrebbe mai dovuto essere necessaria, soprattutto dopo la sentenza della Corte Suprema dello scorso anno. Tutte le argomentazioni dei Ministri scozzesi sono state respinte in toto dalla Corte, non ultima la loro affermazione secondo cui ospitare detenuti maschi transgender nel braccio maschile violerebbe i loro diritti sanciti dalla Convenzione. Non avremmo mai dovuto ricorrere a questa causa e speriamo che questa sia l’ultima volta che siamo costrette a ricorrere alle vie legali per difendere i diritti delle donne. In definitiva, questa è una vittoria per le donne, estremamente vulnerabili, che vivono nelle carceri. A poco più di 200 anni dalla vittoria di Elizabeth Fry sui diritti delle donne in carcere, abbiamo stabilito che la crudele politica del governo scozzese di incarcerare le donne insieme a detenuti maschi violenti non è mai stata legale. Siamo entusiaste del risultato, ma non si sarebbe mai dovuto arrivare a questo punto“.

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La decisione fa seguito alla contestata sentenza della Corte Suprema dello scorso anno, ottenuta anch’essa dall’organizzazione For Women Scotland, che ha stabilito che i termini “donna” e “sesso” nella legge sull’uguaglianza del 2010 si riferiscono solo al sesso biologico e non includono una donna trans in possesso di un certificato di riconoscimento di genere.

Detenute trans in Italia

L’ordinamento penitenziario stabilisce una netta separazione della popolazione detenuta in base al sesso biologico, affermando, all’articolo 14, che “le donne sono ospitate in istituti separati da quelli maschili o in apposite sezioni”. La definizione di “donne” e “uomini” per l’ordinamento segue esclusivamente il criterio biologico: se la persona ha i genitali femminili è donna, se ha quelli maschili è uomo, scrive Antigone in suo rapporto dedicato alle persone LGBT in carcere.

In Italia le donne trans sono collocate in Istituti maschili e gli uomini trans in Istituti femminili. Mentre gli uomini trans sono collocati all’interno di sezioni femminili ordinarie insieme al resto della popolazione detenuta, le donne trans sono generalmente collocate in sezioni separate.

In base al monitoraggio effettuato dall’associazione Antigone, nel 2023 le donne trans detenute in carcere erano 72. Di queste, 69 erano recluse in sezioni protette “apposite”, cioè per sole donne trans, di cui sono provvisti 6 dei 190 istituti penitenziari: Como, Reggio Emilia, Ivrea, Rebibbia, Napoli e Belluno.  2 donne erano  ristrette in sezioni protette “promiscue”, cioè tutelanti nei confronti di più categorie a rischio, e una si trovava in isolamento.

 

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