Interrogazione parlamentare a Valditara dopo quanto accaduto con Il ragazzo dai Pantaloni Rosa

"Vogliamo l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, per evitare sofferenze, per insegnare il rispetto e l’accoglienza a partire dalle nuove generazioni", la richiesta di Alleanza Verdi e Sinistra e a seguire della Fondazione Una Nessune Centomila.

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Il ragazzo con i pantaloni rosa - a sinistra Samuele Carrino e Claudia Pandolfi che interpretano (a destra) Andrea Spezzacatena e sua madre Teresa
Il ragazzo con i pantaloni rosa - a sinistra Samuele Carrino e Claudia Pandolfi che interpretano (a destra) Andrea Spezzacatena e sua madre Teresa
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Manca poco più di una settimana all’uscita al cinema di Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa ma il clamore suscitato dall’anteprima romana con plausi di scherno e battute omofobe da parte degli studenti presenti continua a fare rumore. Il film di Margherita Ferri, qui da noi recensito in anteprima, racconta la tragica storia di Andrea Spezzacatena, il quindicenne che nel 2012 si tolse la vita dopo aver subito atti di bullismo e cyberbullismo omofobo a scuola.

Elisabetta Piccolotti, deputata di Sinistra Italiana nel gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, ha presentato una interrogazione al ministro Giuseppe Valditara su quanto è accaduto giovedì scorso alla Festa del Cinema di Roma.

Interrogazione parlamentare a Valditara dopo quanto accaduto con Il ragazzo dai Pantaloni Rosa - Elisabetta Piccolotti - Gay.it

Se qualcuno avesse avuto ancora qualche dubbio sulla necessità di inserire l’educazione sessuale e affettiva nei programmi scolastici, quanto accaduto durante la proiezione dovrebbe averli fugati“, ha sottolineato la parlamentare. “Urla, insulti, battute e persino ragazzi che si auguravano ad alta voce che il protagonista si togliesse la vita il prima possibile: troppi ragazzi, non tutti per fortuna, hanno completamente ignorato il messaggio del film cercando in ogni modo di fare spazio all’omofobia davanti ad un film che la condannava, del tutto indifferenti anche nei confronti dei sentimenti di chi, tra il pubblico, si identificava nel protagonista trovando intorno a sé lo stesso odio che ha ucciso Andrea“.

Piccolotti ha ricordato come solo pochi giorni fa Leonardo Calcina, 15enne di Senigallia, si sia suicidato dopo aver subito pesanti atti di bullismo. Ma sono centinaia le denunce in tutto il paese, con la scuola il più delle volte al centro delle cronache. “Sono terrorizzati da una inesistente “propaganda gender”, ma dovrebbero sapere che mentre loro si perdono nel delirio oscurantista, molti giovani perdono la fiducia in se stessi a causa delle violenze fisiche e psicologiche, smarriscono la serenità e la gioia di vivere, e alcuni arrivano persino a rinunciare a farlo. Tutto questo si risolve con voti in condotta e punizioni per gli studenti che si mobilitano?”, ha precisato Piccolotti, facendo riferimento all’annuncio dello stesso ministro, che solo pochi giorni fa ha chiesto sanzioni per i ragazzi che si sono resi protagonisti di insulti omofobi al buio della sala Sinopoli mentre vedevano Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa. “Sappiamo tutti che non è così”, ha proseguito la deputata. “Per questo abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro Valditara per chiedergli se dopo questi ennesimi casi di omofobia tra i giovani abbia intenzione di fare qualcosa. Vogliamo l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, per evitare sofferenze, per insegnare il rispetto e l’accoglienza a partire dalle nuove generazioni. Com’è possibile che il Governo chiuda gli occhi davanti a questa situazione, arrivando al punto di cancellare da ogni agenda il tema del contrasto all’omofobia e alla transfobia?”.

Perché la lotta all’omolesbobitransfobia è cosa seria che andrebbe affrontata alla radice del problema, guardando ad una scuola che preveda corsi di educazione alla sessualità e all’affettività.

Una Nessune Centomila sul caso Il ragazzo dai Pantaloni Rosa: “oggi più che mai si registra una regressione rispetto a questi temi

Anche la Fondazione Una Nessune Centomila ha espresso una posizione netta sula triste vicenda che si è sviluppata intorno al prezioso film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, con alcuni genitori che hanno protestato contro una proiezione per la scuola a Treviso, ottenendone la cancellazione.

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Quello che è, e continua a succedere, intorno alla proiezione del film Il ragazzo dai pantaloni rosa di Margherita Ferri che narra la storia vera di Andrea Spezzacatena, morto suicida a 15 anni, raccontata nel libro della madre, Teresa Manes – non è un fatto isolato“, si legge sul comunicato difuso dalla Fondazione Una Nessune Centomila. “È l’esplosione pubblica di un fenomeno che viene detto, urlato, taggato, postato fra i banchi di scuola e che le istituzioni colpevolmente stanno ignorando. Andrea Spezzacatena è stata la prima vittima di questo bullismo omofobico, ma dal suo suicidio nel 2012 altre morti e altre violenze si sono susseguite. E non si può fare a meno di notare che oggi più che mai si registra una regressione rispetto a questi temi. Il Governo italiano nelle sue diverse espressioni sta contribuendo a questo clima di arretramento in materia di riconoscimento e di rispetto delle diversità. La prevenzione a scuola della violenza di genere passa dall’educazione all’affettività. Mentre il Parlamento a maggioranza approva mozioni su inesistenti teorie del gender, mentre abolisce leggi che in Italia già non ci sono, mentre criminalizza i bambini delle coppie omosessuali, i nostri figli normalizzano la violenza verbale, digitale e fisica. Come può un Ministro davanti a tutto questo rispondere che andrà a trovare a scuola i ragazzi che hanno infangato il ricordo di Andrea? Come se il tema fosse bacchettare gli studenti che si sono comportati male o magari mettergli uno zero in condotta. Il bullismo, la violenza sono questioni serie che vanno affrontate in maniera strutturale e che interrogano la cultura di un Paese. Crescono i femminicidi di adolescenti come anche le violenze sessuali, aumenta l’accesso da parte dei minori alla pornografia on line e si registrano sempre più casi tra i più piccoli di bullismo omofobo. Per una Dirigente scolastica che a Treviso annulla la proiezione ce ne sono migliaia che provano quotidianamente a prendersi cura di tutte e tutti. Senza esclusioni. Il nostro sostegno al loro lavoro, a Margherita Ferri per aver diretto questo film e soprattutto a Teresa Manes, la madre di Andrea, a cui va tutta la nostra stima e solidarietà”.

Una Nessuna Centomila è la prima fondazione che vuole sostenere i Centri Antiviolenza, promuovere la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne, anche attraverso un cambiamento culturale nella società, utilizzando linguaggi artistici e immediati come la musica, il teatro, il cinema ed entrando nelle scuole italiane con iniziative educative sull’affettività, coinvolgendo insegnanti, ragazzi e ragazze. Fondata nel 2022 da Giulia Minoli, Celeste Costantino e Lella Paladino, con Fiorella Mannoia come Presidente Onoraria, Una Nessuna Centomila ha già ottenuto risultati significativi. In poco più di un anno, la Fondazione ha raccolto e distribuito oltre 1.400.000 euro a 45 Centri Antiviolenza in tutta Italia. Tra le molte iniziative e progetti già realizzati si ricorda il concerto di Campovolo dell’11 giugno che ha dato il nome alla Fondazione. Molti gli artisti che fanno parte del Laboratorio Artistico di Una Nessuna

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alessandro firrincieli 10.11.24 - 10:46