A volte basta un beat, un corpo libero, una mirrorball che riflette mille identità. Questo riferimento ci porta dritti come un treno al nuovo videoclip Croccante, il singolo lanciato da Protopapa lo scorso 20 giugno per FLUIDOSTUDIO, distribuito da Believe.
Una dichiarazione d’amore alla cultura queer, alle chosen family, e a quei corpi unici che sfidano le definizioni. Dentro Croccante, ci si perde in un viaggio visionario, sensuale e provocatorio, che mischia sacro e profano, balli rituali e ironia camp, in puro stile John Waters, Divine, Leigh Bowery e Liquid Sky.
“Croccante è uno scioglilingua, una filastrocca, o meglio un incantesimo, che invita l’ascoltatore a lasciarsi andare, chiudere gli occhi e ballare senza troppi pensieri. È la mia prima hit estiva”, afferma Protopapa.
In questo articolo
- 1 Il videoclip di Croccante: la House of Protopapa tra pop-art e immaginari underground
- 2 Il featuring di Croccante: Hard Ton, Hey Cabrera! e Bruno Belissimo
- 3 Protopapa: chi è il DJ italiano che ha creato un universo queer
- 4 Fluidostudio: l’etichetta queer che dà voce a chi non ce l’ha
- 5 Protopapa si racconta a Gay.it: la nostra intervista
Il videoclip di Croccante: la House of Protopapa tra pop-art e immaginari underground
Il videoclip di Protopapa è un’esperienza sensoriale, quasi tattile, che ci trascina dentro un universo libero, colorato, fluido e assolutamente queer.
Ogni frame è un gioiello di sofisticazione: make-up estremo, costumi grotteschi, sensualità disturbante, corpi esposti nella loro forza e fragilità. Un piccolo kolossal underground che non ha paura di essere eccessivo, “un viaggio assurdo fatto di immagini forti e memorabili, al limite del grottesco”.
Il featuring di Croccante: Hard Ton, Hey Cabrera! e Bruno Belissimo
Dietro questa bomba pop ci sono anche tre nomi che fanno la differenza. In primis Hey Cabrera!, già producer di Protopapa in Ça Va? Je T’Aime! e qui colonna portante del groove, insieme al sound elettronico e funky di Bruno Belissimo, bassista e produttore, e alla voce inconfondibile di Hard Ton.
Il risultato è una traccia disco-house che gioca con l’ironia e le strizzate d’occhio alla club culture, prendendone in giro i poser e celebrandone però l’anima più autentica: quella che ti fa chiudere gli occhi e muovere il corpo come se nessuno ti stesse guardando. O per meglio dire: come se tutto il mondo ti stesse guardando, ma a te non cambia nulla, perché tu continui a ballare.
Protopapa: chi è il DJ italiano che ha creato un universo queer
Protopapa non è solo un DJ. È un artista a tutto tondo. Da oltre 10 anni infiamma dancefloor di mezzo mondo, portando in console la sua visione queer, il suo sound disco e la voglia matta di rompere ogni cliché.
Ha lavorato al fianco di nomi come Hercules & Love Affair, Miss Kittin, Nicolas Jaar, ma anche come creative director per eventi, festival e brand internazionali. Da Versace a MTV, da Armani a Moleskine, passando per il Milano Pride Square, di cui è stato direttore creativo per 5 anni.
Nel 2020 ha lanciato la sua carriera da cantautore con Nina, diventata colonna sonora per sfilate e show. Poi sono arrivati Ça Va? Je T’Aime!, Caramella Caramella e ora questa nuova chicca estiva.
Tra le sue collaborazioni più celebri anche i remix ufficiali per Raffaella Carrà e Ornella Vanoni, e qui ci inginocchiamo, ovviamente.
Fluidostudio: l’etichetta queer che dà voce a chi non ce l’ha
Dietro il progetto Croccante c’è anche FLUIDOSTUDIO, la label fondata nel 2020 da Stefano Libertini Protopapa e Pierpaolo “ilromantico” Moschino, con l’obiettivo dichiarato di raccontare storie fuori dal mainstream, di dare voce a chi, spesso, non trova spazio.
L’etichetta è un rifugio artistico per identità fluide, per artistə che mescolano generi e visioni, ma che hanno in comune inclusività, libertà espressiva e impegno nella cultura queer. Si passa dal pop al reggaeton, dall’elettronica alla disco, con uno sguardo sempre originale e mai scontato.
Protopapa si racconta a Gay.it: la nostra intervista
Abbiamo raggiunto Protopapa nei giorni infuocati dell’uscita del videoclip di Croccante. Abbiamo parlato di queer culture, ma anche di musica, collaborazioni autentiche e futuro.
Un viaggio nella sua House of Protopapa, dove ogni identità trova spazio e ritmo.
Ecco cosa ci ha raccontato… buona lettura!
Nel videoclip di “Croccante” celebri la tua chosen family e l’inclusività dei corpi e delle identità: chi sono per te oggi le figure chiave della tua House of Protopapa?
“Tutte quelle persone che hanno deciso di indagarsi, mettendo in discussione il proprio privilegio, decostruendo e ricostruendo la propria identità, con coraggio e umiltà, in un percorso di autodeterminazione che trovo intrinseco nella parola Queer. Potenzialmente chiunque potrebbe far parte della House of Protopapa, la porta di casa è sempre aperta!”.

Nel brano collabori con Hey Cabrera!, Bruno Belissimo e Hard Ton: come scegli gli artisti con cui creare musica e cosa cerchi in una collaborazione?
“Con Hey Cabrera! si tratta di una collaborazione ormai lunga 5 anni, è stata la prima persona a spingermi a scrivere e interpretare dei testi, tirando fuori la mia anima disco al 100%, gli devo molto.
Bruno e Hard Ton sono vecchie amicizie con cui ho condiviso palchi e consolle, per Croccante erano semplicemente le persone giuste per dare quel tocco super funky che volevo ricreare: l’età d’oro del clubbing camp & queer tra New York e Londra, tra Sylvester e Leigh Bowery.
In generale per collaborare con qualcunə dev’esserci una forte affinità artistica, non amo le forzature”.
Hai collaborato con brand della moda, icone pop e club internazionali: c’è ancora qualcosa che sogni di fare e non hai ancora osato?
“Come mi disse una volta la mia adorata amica Gacta: “non possiamo vivere tutti come te, di sogni e speranze!”. Beh, io sono fatto di sogni e speranze, non saprei vivere altrimenti… Quindi sì, ho tantissime collab che vorrei realizzare: sfilare per Walter Van Beirendonck, fare un pezzo con Cicciolina, avere uno dei miei brani remixati da Hercules & Love Affair, mettere dischi al Panorama Bar, remixare Madonna… Continuo? :)”.

Da DJ a cantautore, da direttore creativo a produttore: quale identità artistica ti rappresenta di più oggi?
“Tutto! Ho sempre odiato definire ciò che faccio in una sola parola. Da bambino avrei voluto fare prima il cuoco, poi il traduttore (Giapponese e Inglese), poi il fotografo e ho potuto sperimentare in tutti questi ambiti, sono stato molto fortunato.
Non avrei mai pensato di fare il DJ, di aprire un’etichetta discografica o di lavorare a della mia musica originale eppure eccoci qui. Non voglio guardarmi indietro tra qualche anno e avere dei rimpianti”.

Sei stato direttore creativo del Milano Pride Square per 5 anni: cosa ti ha insegnato questa esperienza sul potere dell’organizzazione comunitaria?
“Lavorare come direttore artistico di Milano Pride Square è stato incredibile, mi ha insegnato tantissimo sul rispetto delle milioni di sfumature che fanno parte dell’umanità e della nostra comunità e ho espedito cosa voglia dire lavorare con decine di persone volontarie alla riuscita di qualcosa di gigante come il Milano Pride. Una delle esperienze più stancanti della mia vita ma lo rifarei di nuovo!”.

Nel tuo lavoro c’è sempre una cura estetica fortissima: che rapporto hai oggi con l’immagine e come pensi possa dialogare con l’identità?
“Ho sempre trovato molto facile e appagante aiutare artistə a trovare la propria immagine, io da fuori la vedevo chiaramente. Al contrario con me è stato un percorso molto più lungo e difficile, avevo molta paura di sbagliare e del giudizio esterno.
Negli ultimi anni ho lavorato molto su me stesso, su cosa davvero voglia comunicare di me e come farlo al meglio, penso di essere sulla strada giusta ora, quella che più mi rappresenta.
Non ho paura di dire chi sono, cosa voglio, che fantasie ho e anche di mostrare il mio corpo, aspetto che crescendo è stato un vero e proprio limite.
L’identità è uno specchio, non sempre è pulito e spesso riflette in modo distorto. L’identità è un processo, una scoperta continua e l’immagine ricopre un ruolo fondamentale: se non esprimiamo noi quello che abbiamo dentro non lo farà nessun altrə per noi”.
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