QUASI NIENTE, ANZI MOLTO

Intervista a Sebastien Lifshitz, il regista del malinconico film francese diventato un 'cult' gay e un caso nazionale.

QUASI NIENTE, ANZI MOLTO - presque rien00 1 - Gay.it
5 min. di lettura

Si chiama ‘Quasi niente’. Ma non sembra. Un piccolo, intimista, malinconico film francese sta diventando un caso nazionale. E’ uscito in un momento difficile per le sale, quando alle storie d’amore al solleone rappresentate sul grande schermo vengono preferite quelle reali nelle spiagge. Eppure incassa e fa parlare. La critica che non è ancora in vacanza applaude (‘Film Tv’, ‘L’Espresso’), il pubblico soprattutto gay si appassiona. Raggiungiamo il regista trentaquattrenne Sébastien Lifshitz a Parigi, dove vive. In Francia ha già fatto uscire due film e ‘Presque rien’ è il suo esordio di tre anni fa. Da noi sono arrivati solo due mediometraggi, uno al Festival di Venezia (‘Les terres froides’) e l’altro al Festival Gay di Torino (‘Les corps ouverts’). Sembra timido e riservato come i personaggi dei suoi film.

QUASI NIENTE, ANZI MOLTO - lifshitz01 - Gay.it

Signor Lifshitz, il suo film ‘Presque rien’, che tratta con sensibilità del passaggio dall’adolescenza alla maturità e che sarebbe indicato anche per un pubblico di quell’età, ha avuto in Italia il divieto ai minori di 18 anni per due scene di sesso. Che cosa ne pensa?

Non lo sapevo. Il distributore non mi ha detto nulla. Non ho alcun controllo su queste cose. Il film è stato venduto in tutto il mondo ma non ha avuto alcun divieto da nessun’altra parte. Secondo me è il riflesso della società italiana: c’è uno scarto, uno scollamento tra chi ha il potere e il popolo. Gli omosessuali sono integrati nella società ma la censura non se n’è accorta o non vuole farlo. Non so se si può generalizzare ma la sessualità in Francia non è un problema: qui i gay sono integrati in maniera meno sovversiva, ci sono molte trasmissioni gay in tv, non è qualcosa di eccezionale, rientra ormai nel costume sistematicamente.

QUASI NIENTE, ANZI MOLTO - quasiniente05 - Gay.it

Ha subito critiche, condizionamenti, censure per le scene di sesso durante la produzione?

Sì, durante la ricerca dei finanziamenti. Avevo trovato dei contributi nella regione della Loira, in un dipartimento di destra. I deputati dell’assemblea regionale hanno gridato allo scandalo e non mi hanno concesso il finanziamento. Addirittura il sindaco di un paesino sulla cui spiaggia dovevo girare una scena ha letto la sceneggiatura e non ci ha dato il permesso di farlo. Non posso dire il nome della persona e del posto perché ho firmato un accordo in tal senso. Ho poi girato più a Nord, verso Nantes. Quando abbiamo iniziato le riprese avevamo pochi soldi ma poi sono arrivate altre sovvenzioni. Comunque secondo me ‘Presque rien’ è un film dolce, per nulla scandaloso o provocatorio.

Gli attori hanno avuto problemi o reticenze nel girare le scene hard, in particolare l’accenno di masturbazione in primo piano di Jérémie Elkaim e la sodomizzazione di Stéphane Rideau?

No, non hanno avuto nessun problema. Sono stati molto generosi, si sono gettati nei loro personaggi con molta libertà, hanno vissuto momenti di vera libertà, scoprendo sentimenti e sesso con molta gioia. Dopo, in realtà, hanno avuto un po’ di paura.

Jérémie Elkaim e Stéphane Rideau sono gay?

No, sono entrambi eterosessuali.

QUASI NIENTE, ANZI MOLTO - presque rien02 - Gay.it

Perché secondo lei c’è ancora così tanta paura nel rappresentare sul grande schermo "il grande rimosso della storia del cinema", il pene?

E’ difficile analizzare il sesso. E’ qualcosa di essenziale. Il sesso è strettamente legato al sentimento, c’è un dialogo costante tra essi.

Il suo è un cinema intimista, introspettivo, non gridato, che difende chi è ai margini della società come nelle opere di Claire Denis con cui ha lavorato. Sembra però che il sesso, sempre vitale, energico, ribelle sia un modo per combattere la malinconia e le debolezze dei suoi personaggi, per rivendicare un diritto alla felicità, per ‘aprire i corpi’ e liberarsi. E’ d’accordo?

Forse… Ma non amo analizzare i miei film.

Nel bel film ‘La traversée’ che ho visto a Cannes l’anno scorso, lei racconta con stile semplice e documentaristico di Stéphane Bouquet, il redattore dei ‘Cahiers du Cinéma’ con cui ha scritto tutti i suoi film, che attraversa l’Atlantico per incontrare il padre, un soldato americano che non ha mai visto. Come è nato questo progetto?

Io e Stéphane ci conosciamo dai tempi della scuola, è un mio carissimo amico, come un fratello. E’ gay anche lui, come dice nel film. Io arrivo dalla fiction e non volevo abbandonarmi alla forza della realtà ma ciò che vedevo era reale. Pensavo a Stéphane come a un personaggio, quest’idea del padre immaginario, che non aveva mai visto, mi appassionava. Il territorio americano era poi per me una vera scoperta, era la prima volta che ci andavo. Rifiutavo però di fare un reportage, volevo utilizzare un dispositivo più pesante di una semplice camera digitale, volevo fare un omaggio al cinema americano. Abbiamo girato in 16 millimetri ‘scope’ gonfiati poi a 35. L’équipe era di sole cinque persone, oltre a noi due c’era un capo operatore, un tecnico del suono e un assistente.

Come è stata preparata la commovente scena dell’incontro tra padre e figlio davanti al distributore di benzina?

Non volevo prenderlo in ostaggio. Gli ho chiesto se potevo filmarlo e lui ha accettato. Ho usato un teleobiettivo che è diventato il mio punto di vista. Poi li ho lasciati nella loro intimità. Non dimenticherò mai le lacrime di Stéphane. Volevo essere discreto. Quest’esperienza mi ha obbligato a riflettere sulla spettacolarizzazione e il voyeurismo.

In Francia ci sono diversi registi dichiaratamente gay che fanno cinema gay, cosa impensabile in Italia dove i registi omosessuali (tranne poche eccezione come l’italo-turco Ferzan Ozpetek de ‘Le fate ignoranti’) non si dichiarano e non portano avanti un discorso sul cinema omosessuale. Penso soprattutto a François Ozon che sta avendo un discreto successo anche da noi. Crede che abbia senso parlare di cinema gay come categoria, modo di essere, in cui il regista è coinvolto anche personalmente?

Non mi considero un regista gay. L’omosessualità è un elemento, una cosa naturale, non è un argomento in un film ma piuttosto, appunto, un elemento. Non mi interessa parlare di omosessualità, ci sono mille identità sessuali possibili.

C’è un certo corporativismo tra i registi gay in Francia? Collaborate fra di voi?

Sì, ci si conosce molto bene. Ci si vede soprattutto nelle occasioni pubbliche. Gli attori che lavorano per noi sono quasi sempre gli stessi ma a livello creativo siamo assolutamente indipendenti.

Ha qualche nuovo progetto in corso? Sarà un film gay?

Sì, sto preparando il mio nuovo film che inizierò a girare nel mese di dicembre. Probabilmente sarà pronto per Venezia 2003. Però non posso e non voglio parlarne. Posso dire che il sesso sarà ancora più libero, più crudo. Sicuramente tratterò anche la tematica omosessuale.

Clicca qui per la scheda del film, con trailer e galleria fotografica.

Gay.it è anche su Whatsapp. Clicca qui per unirti alla community ed essere sempre aggiornato.

© Riproduzione riservata.

Partecipa alla
discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.

Trending

Rooy Charlie Lana

Vergognarsi e spogliarsi lo stesso: intervista con Rooy Charlie Lana, tra desiderio e non binarismo

Culture - Riccardo Conte 29.2.24
Da sinistra: Douglas Carolo (foto da TikTok), Andrea Bossi (foto SKYtg24) e Michele Caglioni (foto Instagram)

Perché Andrea Bossi sarebbe stato ucciso da Douglas Carolo e Michele Caglioni?

News - Redazione Milano 29.2.24
Francesco Panarella

Francesco Panarella e il morbo di Kienbock: “Recitare mi ha salvato la testa”

Culture - Luca Diana 28.2.24
FR*CINEMA

A Roma arriva FR*CINEMA, tra film queer e riappropriazione culturale

Cinema - Redazione Milano 28.2.24
Si conoscono da bambini ad una festa, 26 anni dopo si sono fidanzati. La bellissima storia di Kenny e Aaron - La bellissima storia di Kenny e Aaron - Gay.it

Si conoscono da bambini ad una festa, 26 anni dopo si sono fidanzati. La bellissima storia di Kenny e Aaron

Culture - Redazione 29.2.24
Eurovision 2024 Eden Golan October Rain

Boicottare Eurovision 2024 e la partecipazione di Israele? “October rain” di Eden Golan va esclusa?

Musica - Redazione Milano 27.2.24

Leggere fa bene

A Norma, storia di una sex worker trans peruviana tra desideri, aspettative e pregiudizi - Carlotta Cosmai a norma 2 - Gay.it

A Norma, storia di una sex worker trans peruviana tra desideri, aspettative e pregiudizi

Cinema - Federico Boni 21.11.23
ian mckellen

Ian McKellen dice no al ritiro dalle scene e conferma: “Il coming out mi ha cambiato la vita, in meglio”

Cinema - Federico Boni 11.9.23
Domenico Cuomo David Rivelazioni 2023 - Un Professore 2 - Mare Fuori - a sinistra foto di Maria Gaia Marotta - a destra scena da "Un Professore 2" (Rai)

Domenico Cuomo premiato perché rompe gli schemi: “Rivelazione è abbandonare le paure”

Cinema - Redazione Milano 20.12.23
L'ipnotico bacio di Andrew Scott e Paul Mescal nella prima clip di All of Us Strangers - Estranei. VIDEO - Lipnotico bacio di Andrew Scott e Paul Mescal nella prima clip di All of Us Strangers Estranei. VIDEO - Gay.it

L’ipnotico bacio di Andrew Scott e Paul Mescal nella prima clip di All of Us Strangers – Estranei. VIDEO

Cinema - Redazione 20.12.23
I film LGBTQIA+ della settimana 5/11 febbraio tra tv generalista e streaming - Film tv - Gay.it

I film LGBTQIA+ della settimana 5/11 febbraio tra tv generalista e streaming

Cinema - Federico Boni 5.2.24
Christian Dior, il biopic sullo stilista racconterà anche la sua storia d'amore con Jacques Benita - Christian dior 4 - Gay.it

Christian Dior, il biopic sullo stilista racconterà anche la sua storia d’amore con Jacques Benita

Cinema - Redazione 5.9.23
Estranei - All of Us Strangers, recensione. Andrew Scott e Paul Mescal nel nuovo meraviglioso film di Andrew Haigh - 003 001 S 02013 - Gay.it

Estranei – All of Us Strangers, recensione. Andrew Scott e Paul Mescal nel nuovo meraviglioso film di Andrew Haigh

Cinema - Federico Boni 30.10.23
Rosso, bianco e sangue blu 2? Taylor Zakhar Perez alimenta le speranze di un sequel - Rosso bianco e sangue blu - Gay.it

Rosso, bianco e sangue blu 2? Taylor Zakhar Perez alimenta le speranze di un sequel

Cinema - Redazione 26.2.24