A pochi mesi dall’uscita nei cinema d’Italia, Queer di Luca Guadagnino arriva in streaming e in esclusiva su MUBI dal 1 agosto. Grazie a Gay.it potrete guardare il grande Cinema di MUBI gratuitamente per un mese, cliccando qui, lasciandovi ammaliare dall’ultimo Guadagnino e non solo, perché ci sono decine di titoli a tematica LGBTQIA+ da vedere sulla piattaforma streaming, da anni punto di ritrovo per i cinefili di tutto il mondo.
Queer è stato presentato in anteprima mondiale in Concorso alla 81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ed è stato selezionato per il Toronto International Film Festival, strappando nomination ai Critics Choice Awards, agli European Film Awards, ai Golden Globe, al GLAAD Media Awards, ai Satellite Awards e agli Screen Actors Guild Awards grazie ad un inedito, magnetico e magnico Daniel Craig. Al fianco dell’ex 007 Drew Starkey, la candidata all’Oscar® Lesley Manville, Jason Schwartzman, Henrique Zaga, Omar Apollo, Andra Ursuta, Andres Duprat, Ariel Shulman, Drew Droege, Michael Borremans, David Lowery, Lisandro Alonso e Colin Bates.
Queer, da Burroughs a Guadagnino

Tratto dall’omonimo romanzo di William S. Burroughs e sceneggiato da Justin Kuritzkes, già autore di Challengers, Queer ha le musiche dei premi Oscar Trent Reznor e Atticus Ross, la fotografia di Sayombhu Mukdeeprom, il montaggio di Marco Costa e i costumi di J.W. Anderson.
Queer è ambientato nel 1950. William Lee è un americano sulla soglia dei cinquanta espatriato a Città del Messico. Passa le sue giornate quasi del tutto da solo, se si escludono le poche relazioni con gli altri membri della piccola comunità americana. L’incontro con Eugene Allerton, un giovane studente appena arrivato in città, lo illude per la prima volta della possibilità di stabilire finalmente una connessione intima con qualcuno…

Queer di Guadagnino, qui da noi recensito, è una discesa apertamente imborghesita nell’inferno spietato e travolgente dell’eros dei maschi gay di quelle generazioni ante-internet che nella dilatazione dei tormenti amorosi hanno saputo affondare per poi – quasi sempre – riemergere con romantico (e borghese) rimpianto. È il film più onesto di Luca Guadagnino, che ha voluto adattare per il grande schermo un romanzo di fatto inadattabile, ricostruendo la Città del Messico degli anni ’50 a Cinecittà. Un’opera conturbante e inevitabilmente divisiva, con esplicite scene di sesso gay che hanno suscitato clamore sin dalla primissima proiezione stampa alla Mostra del Cinema di Venezia, concedendo al mondo un Daniel Craig mai visto prima e un giovane sconosciuto come Drew Starkey, reso celebre da quel regista che aveva già tramutato in star Timothée Chalamet.
Per chiunque avesse perso Queer in sala ecco ora arrivare MUBI, in streaming dal 1 agosto, con i suoi 30 giorni gratuiti da sfruttare grazie a Gay.it e una lista di titoli LGBTQIA+ eventualmente da recuperare. Ve ne consigliamo 10, a dir poco imperdibili.
MUBI LGBTQIA+, 10 film da non perdere
Diciannove di Giovanni Tortorici

Il palermitano Leonardo arriva a Londra per frequentare l’università. Quando la novità della metropoli scema, si trasferisce a Siena per seguire la sua vera passione: studiare lettere. Sebbene innamorato della città, Leonardo si scontra con gli insegnanti e si chiude nel suo mondo…
Prodotto da Luca Guadagnino, l’esordio di Giovanni Tortorici freme con i desideri incipienti e le amare frustrazioni dell’età che racconta. Tra attacchi di ribellione e momenti di noia, il personaggio di Manfredi Marini racchiude tutta la speranza nervosa della fragilissima prima età adulta.
Love di Dag Johan Haugerud

La medica Marianne e l’infermiere Tor evitano le relazioni. Dopo essersi conosciuti su un traghetto dove Tor cerca incontri casuali, Marianne riflette sulla possibilità dell’intimità spontanea, mettendo in discussione le norme societarie.
A Oslo, le notti estive sono fatte per girovagare, parlare e amare. Parte della trilogia di Dag Johan Haugerud sulle relazioni moderne, questo capitolo avvolto nella luce di fine agosto saggia tutte le sfumature del sesso e dell’amore, dalle app di incontri all’infatuazione nel mondo reale.
Paris is Burning di Jennie Livingston

New York, 1980. Nella ballroom community afroamericana e latinx di Harlem, gruppi rivali si sfidano per aggiudicarsi dei trofei. Nel frattempo, voguer leggendari, drag queen e donne trans, tra cui Willi Ninja, Pepper LaBeija e Venus Xtravaganza, spiegano le regole e le tradizioni di questa cultura.
Con alcune citazioni iconiche che hanno plasmato il lessico queer, il documentario di Jennie Livingstone cattura la scena delle ballroom della New York degli anni ’80 in tutta la sua gioia e precarietà. Tra paillettes e solidarietà, i rifugi del film sono il luogo in cui la fantasia diventa realtà.
The Watermelon Woman di Cheryl Dunye

Cheryl, un’aspirante regista lesbica nera che lavora in una videoteca, sta girando un documentario su un’attrice nera degli anni ‘30 definita solamente “la donna delle angurie”. Mentre scopre il significato della vita dell’attrice, Cheryl vive anche un cambiamento nella propria.
La rivoluzionaria opera di autofiction di Cheryl Dunye fu il primo lungometraggio realizzato da una regista nera lesbica. Pietra miliare del nuovo cinema queer degli anni ’90, questa commedia gioiosa riflette, con umorismo ed energia contagiosa, sulla storia, la rappresentazione e il desiderio..
Kokomo City di D. Smith

Daniella Carter, Koko Da Doll, Liyah Mitchell e Dominique Silver, quattro donne transgender nere che lavorano nel settore del sex work di Atlanta e New York, raccontano storie di resilienza, sopravvivenza e identità sfidando gli stereotipi e rivelando la dura realtà del loro mondo.
Ripudiata dall’industria musicale dopo la sua transizione, la produttrice candidata ai Grammy D. Smith infonde nel suo esordio unico un ritmo dinamico. Kokomo City rompe gli stigmi sociali analizzando in modo schietto e senza filtri le vite delle sex worker trans e nere di New York e della Georgia.
The Living End di Gregg Araki

Dopo aver scoperto di essere positivo all’HIV, Jon, un critico cinematografico gay, parte per un incosciente viaggio insieme a Luke, trafficone dal grilletto facile. Mentre sfrecciano per le strade della California, il loro legame si rafforza e il viaggio diventa una fuga da un mondo ostile.
Attraverso un viaggio delirante senza meta, l’enfant terrible Gregg Araki aggiorna lo stile frammentario del Godard degli anni ‘60 creando un incendiario zigzag in un’America isterica e ostile. Violenza, sesso occasionale e colori saturi esplodono in un film culto del nuovo cinema queer.
Happy Together di Wong Kar Wai

Lai e il suo amante Ho partono da Hong Kong per andare a Buenos Aires. La loro appassionata relazione si consuma lungo i marciapiedi de La Boca, tra milonghe e locali di salsa. Ma tra i due la tensione sale finché non si ritrovano in direzioni completamente opposte.
Wong Kar Wai si spinse oltre i limiti con questa sontuosa storia d’amore omosessuale recentemente restaurata che gli valse il premio alla regia a Cannes. Altrettanto merito va al lavoro sopraffino del direttore della fotografia Doyle e alle interpretazioni di Tony Leung Chiu Wai e Leslie Cheung.
Passages di Ira Sachs

Il matrimonio di Tomas e Martin entra in crisi quando il primo comincia un’appassionata relazione con la giovane maestra Agathe. Ma quando anche Martin trova un amante, Tomas deve affrontare delle decisioni che non è pronto, o non è disposto, a gestire.
Tre amanti rimangono coinvolti in un vortice di desiderio represso e risentimento nell’onesto e caustico nuovo film di Ira Sachs sulle incasinate relazioni moderne. Proprio come i suoi dinamici protagonisti (Franz Rogowski, Adèle Exarchopoulos e Ben Whishaw), questo film trasuda sex appeal.
Rotting in the Sun di Sebastian Silva

Dopo aver conosciuto l’influencer Jordan Firstman in una spiaggia nudista per gay, Sebastián Silva accetta con riluttanza di dirigere il suo nuovo progetto. Ma quando Sebastián scompare, Jordan piomba a Città del Messico deciso a ritrovarlo.
Quale miglior rimedio al blocco dello scrittore che farsi risucchiare in un vortice di droghe, uomini e misteri? Tra sollazzi e litigi nelle spiagge, discoteche e terrazze messicane, Sebastián Silva e Jordan Firstman interpretano due caricature di sé stessi in questa meta-commedia sexy e assurda.
Shiva Baby di Emma Seligman

L’universitaria Danielle affronta una serie di incontri imbarazzanti durante una shiva, una riunione funebre della tradizione ebraica. Tra parenti dispotici, è irritata dalla ricomparsa di un’ex fidanzata e del suo sugar daddy segreto, che arriva inaspettatamente con la moglie e il figlio.
L’acclamato Shiva Baby, un esordio davvero indimenticabile, trova l’equilibrio giusto tra angoscia e divertimento. Con un’interpretazione straordinaria di Rachel Sennott, il film vanta una costruzione formale ingegnosa che acutizza la sua analisi comica di famiglia, religione e… sugar daddy.
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Queer non è in esclusiva su MUBI. E' disponibile anche su Rakuten.