Qui c’è tutto il mondo, una graphic novel a tinte LGBT per Cristiana Alicata e Filippo Paris

L’infanzia al femminile vista da un punto di vista originale e diverso, l’amicizia, la ricerca dell’identità e l’autodeterminazione nella graphic novel edita da 'Tunuè'.

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Un graphic novel di formazione a tinte LGBT. Qui c’è tutto il mondo di Cristiana Alicata e Filippo Paris uscirà il 24 settembre prossimo con Tunuè. Una nuova uscita della collana «Ariel», curata da Simona Binni, che cerca di interrogare e interrogarsi sul dialogo tra il maschile e il femminile, sulla parità e le questioni di genere. Qui c’è tutto il mondo è una storia ambientata nell’Italia degli anni Ottanta, di amicizia al femminile, resistenza al conformismo, diversità, voglia di scappare da un mondo percepito come lontano e ostile. La fuga in zattera sul fiume, via da un mondo reazionario e soffocante è, infatti, l’obiettivo delle protagoniste di questa graphic novel che riprende parte del romanzo di Cristiana Alicata “Ho dormito con te tutta la notte“.

Classe 1976, Cristiana Alicata è ingegnere meccanico, ora manager nel settore food, prima automotive (FCA e Mazda). È al suo esordio nel mondo del graphic novel dopo aver pubblicato diversi romanzi: Quattro (Il Dito e La Luna 2006), Verrai a trovarmi d’inverno (Hacca, 2011) e Ho dormito con te tutta la notte (Hacca, 2014). Come architetto, Filippo Paris ha lavorato nel settore pubblico e nel privato; come scenografo, per il teatro (Italia) e per emittenti televisive estere (Al Jazeera). Docente di liceo artistico a Roma è al suo esordio nel mondo del graphic novel.

Qui c’è tutto il mondo è la storia di Anita e delle sue due amiche: Tina, con cui condivide l’energia e la vitalità, entrambe mal disposte a essere incanalate nei binari di un comportamento femminile canonico, e Elena, una bambina con un soffio al cuore, delicata ma capace di comprendere la diversità e non rifiutarla. È proprio questo attrito fra ciò che si sente e ciò che si viene costretti a essere quello che Anita vive sulla propria pelle nella maniera confusa e incerta, ma istintiva e sincera, tipica dei ragazzi. Basta preferire gli abiti comodi dei maschietti (come quelli del fratellino Filippo) o giocare a calcio per provare già difficoltà a inserirsi e per venire additati come diversi. Ad arricchire le dinamiche narrative di questo romanzo a fumetti concorre il rapporto, una sorta di doppio vincolo, tra Anita e sua madre, sofferente di un disagio dell’anima che forse è comune a quello della figlia ma sotto altre forme: la sofferenza per le costrizioni del mondo circostante, che però nel caso della madre è esploso sfociando nella affezione psichica. Ci sono poi temi come l’infanzia al femminile vista da un punto di vista originale e diverso, l’amicizia, la ricerca dell’identità e l’autodeterminazione.

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