Riccardo Scamarcio sarà Caravaggio per Michele Placido: “Film scandaloso, il mio Merisi come Pasolini”

Un Caravaggio pop e omosessuale tra papato, nobiltà e suburra romana. Placido sogna Venezia 2021.

Riccardo Scamarcio sarà Caravaggio per Michele Placido: "Film scandaloso, il mio Merisi come Pasolini" - caravaggio Derek Jarman - Gay.it
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Riccardo Scamarcio sarà Caravaggio per Michele Placido: "Film scandaloso, il mio Merisi come Pasolini" - Riccardo Scamarcio Caravaggio - Gay.it

35 anni dopo il capolavoro di Derek Jarman, orso d’argento a Berlino e al 93º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo secondo il British Film Institute, il mito di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio torna al cinema grazie a Michele Placido, che ha appena finito di girare la sua versione, a 5 anni da 7 minuti, sua ultima fatica dietro la macchina da presa.

Un biopic oggi presentato a LaRepubblica, grazie ad un’intervista firmata Arianna Finos, in cui Placido ha così descritto la sua nuova opera.

Sognavo di mettere in scena quel periodo storico in cui convivevano papato, nobiltà e suburra romana. Caravaggio cercava il suo spazio in una Roma che allora era il teatro del mondo. Una sorta di Hollywood, in cui le chiese erano teatri e cinema. Ogni cardinale aveva una chiesa in cui il popolo confluiva alle inaugurazioni dei quadri, decretando il successo di un pittore. Sgarbi paragona Caravaggio a Pasolini non solo per l’omosessualità ma anche per la fine misteriosa. Nella Roma piena di spie filospagnole e filofrancesi era scomodo perché nei suoi quadri c’era la vera vita romana, come Pasolini andava per le strade e si sceglieva i compagni di viaggio.

Inevitabile il paragone con il film di Jarman del 1986, rivisto da Placido. “È bello, ma noi non cerchiamo di restituire estetica e atmosfera di Caravaggio. La nostra è un’operazione pop, per chi non lo conosce. Lo ritraiamo come un regista che sceglie i modelli, fa le prove, crea le luci. Molti critici la prenderanno male“. E che sarà “scandaloso”, il regista è sicuro.

Sì. Ma più che per l’omosessualità per il misticismo del nostro Caravaggio. Non farà piacere alla Chiesa Romana, che ci ha negato le chiese per le riprese. Siamo andati a Napoli dove ci hanno accolto benissimo. Il Vaticano non fa una bella figura per come tratta Bruno, per la morte di Caravaggio, che per noi fu ucciso.

Nei panni del protagonista, forse un po’ a sorpresa, Riccardo Scamarcio, con cui lo stesso Placido ha discusso: “Il primo a litigare con Scamarcio sono stato io. Al terzo giorno di set mancava il risultato che volevo e mi è venuto spontaneo aggredirlo. Ma il giorno dopo, al primo ciak, ho visto Riccardo con la luce di Caravaggio negli occhi e l’ho abbracciato“. Sul set anche Isabelle Huppert e sua figlia Lolita Chammah, Micaela Ramazzotti e Louis Garrel, Brenno Placido, il rapper Tedua e Vinicio Marchioni, con il sogno di Placido di sbarcare al Lido, alla prossima Mostra del Cinema di Venezia. “Qualche volta mi hanno trattato male, ma sono orgoglioso del film“.

Da cancellare il terribile Caravaggio Rai con Alessio Boni, visto in tv nel 2008,  per un nuovo biopic che sicuramente, Lido o meno, farà parlare di sè.

Ritenuto responsabile di un omicidio durante una rissa e condannato a morte per decapitazione, Caravaggiò passò anni in fuga per scampare alla pena capitale, per poi morire ad appena 38 anni, il 18 luglio 1610, affaticato e malato di febbre alta. Nel corso dei secoli si è dibattuto sulla sua morte, a quanto pare causata da brucellosi o saturnismo, dovuto alla presenze di piombo e arsenico nei colori impiegati per le opere d’arte. C’è poi chi, a conclusione di una rilettura di documenti dell’archivio di Stato e dell’Archivio Vaticano, parla di omicidio da parte di emissari dei cavalieri di Malta, con il tacito assenso della Curia Romana.

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