Sabato si terrà l’atteso Rimini Pride, con la città nuovamente travolta dall’omofobia. Una donna ha denunciato sui social quanto trovato sulle vetrine del proprio love shop’, a Miramare di Rimini, imbrattate di insulti perché interamente dedicate alla manifestazione di sabato pomeriggio.

Rimini anno 2019….forse! Mi presento brevemente per chi non mi conosce perchè metterò questo post non solo sulla mia bacheca.
Mi chiamo Viviana e ho un negozio che definiamo Love Shop (Sexy Shop moderno) a Rimini. Come tutti gli anni anche adesso nel mese di luglio abbiamo dedicato la vetrina al GAY PRIDE, una scelta più ideologica che commerciale. Questa mattina ho avuto una amara sorpresa: trovare le vetrine del negozio imbrattate da scritte OMOFOBE.
Ora io non so se è stato un ragazzino che voleva fare una bravata o un attivista anti gay convinto.
Ad ogni modo la interpreto come un rumorosissimo campanello di allarme per i tempi in cui stiamo vivendo.
E una ottima risposta a chi chiede che bisogno ci sia di fare il Gay Pride. Il bisogno è questo. Le foto parlano da sole. Io lo trovo un fatto gravissimo, non tanto per l’imbrattamento in se ma per la valenza ideologica. Ci vediamo sabato al Rimini Summer Pride, di cui siamo anche fieri sostenitori.

Sulle vetrine si possono leggere scritte come “fro*i”, “porc*”, “froc* maiali”. Ma non è tutto. Come riportato dal Corriere Romagna, un altro caso di omofobia ha agitato Rimini-

Offese dalla finestra e dal balcone ogni volta che escono di casa, “FR**” “FR**TTO CORRI CHE FAI TARDI“, da parte del vicino. Continui sguardi indiscreti lanciati dalle finestre, intimidazioni anche di fronte a minorenni. Una vergognosa guerra psicologica senza quartiere, ininterrotta, metodica, ai danni di una giovane coppia omosessuale di Rimini che vuole solo vivere serenamente la propria vita e i propri affetti. Costretti a vivere con le finestre chiuse, costretti a ignorare le offese che risuonano per tutto il vicinato mettendoli al centro del mirino di una insensata e imperterrita raffica di infamie. Dopo un anno di sopportazione, grazie all’avvocato Christian Guidi del Foro di Rimini e ad Arcigay Rimini, i due ragazzi hanno presentato querela per stalking aggravato e omofobia con un ricco corredo di prove video.

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Questo di oggi è un altro segno del clima irrespirabile che sta ammorbando l’aria perfino di una città come Rimini che è sempre stata all’insegna dell’accoglienza e del rispetto. Dai commenti omofobi come “Ai fr** tiravamo i sassi” fatti subito dopo il Sumer Pride 2018 su Facebook da parte di un noto avvocato, all’aggressione al giovane che si baciava col suo compagno durante la “Notte rosa”, alle vetrine imbrattate del “Vizia”, passando per i e le giovani LGBT che sono stati buttati fuori di casa dalle famiglie e che ovviamente non sono stati fonte di notizia a tutela delle vittime. Quanti casi ancora dovranno verificarsi prima che certa gente si renda conto del male che con la loro complicità si sta spandendo nella società?

Parole di Marco Tonti, Presidente Arcigay Rimini, che ha poi concluso: “Impossibile non vedere il filo rosso che collega questi episodi, impossibile non vedere che ci sono persone prese di mira solo perché LGBT, impossibile non vedere che questi attacchi sono contro le rivendicazioni e la visibilità che le persone LGBT e alleate portano avanti con sempre maggiore energia e convinzione. Gli attacchi feriscono le persone, ma sono fatti per colpire ognuno di noi nelle nostre aspirazioni di vita, di serenità, di visibilità e di diritti. Non arretreremo neanche di un millimetro, anzi marceremo al Rimini Summer Pride del prossimo 27 luglio con ancora più convinzione”.

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