Una serie di episodi avvenuti tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio in provincia di Rimini ha spinto l’Anpi provinciale di Rimini a lanciare l’allarme su un clima crescente di intolleranza e odio. Nel mirino dell’associazione, offese omofobe, atti vandalici contro simboli della memoria e della lotta alla violenza sulle donne, atti definiti antisemiti e provvedimenti giudicati discriminatori.

Anpi Rimini: “Segnali allarmanti di una deriva culturale e politica”

Nel comunicato ufficiale, l’Anpi provinciale di Rimini esprime “profonda preoccupazione per la grave successione di episodi di intolleranza, violenza simbolica e discriminazione” che, negli ultimi giorni, hanno colpito il territorio.

Secondo l’associazione, non si tratta di fatti isolati. “Siamo di fronte a segnali allarmanti di una deriva culturale e politica che contrasta radicalmente con i valori costituzionali e antifascisti su cui si fonda la nostra Repubblica”, scrive il comitato provinciale.

Il documento collega episodi avvenuti in luoghi e contesti differenti, ma accomunati dal tema dell’odio e dell’esclusione: dalle offese omofobe rivolte a due lavoratori di una gelateria di Riccione all’imbrattamento della panchina rossa di Santarcangelo, fino al danneggiamento del busto di Karl Marx e alle polemiche sull’ordinanza anti-bivacco di Pennabilli.

Per l’Anpi, il filo conduttore è la progressiva normalizzazione di gesti e parole che colpiscono persone, comunità e spazi pubblici. Una deriva che, secondo l’associazione, va respinta con chiarezza, prima che intolleranza e discriminazione diventino parte del paesaggio quotidiano.

Le offese omofobe a Riccione contro due lavoratori di una gelateria

Tra gli episodi condannati dall’Anpi ci sono le offese omofobe rivolte a due lavoratori di una gelateria di Riccione e riferite dagli stessi gestori in un video social del 21 giugno scorso. L’associazione definisce l’accaduto “un atto vile da parte di ragazzi minorenni che non può essere taciuto né normalizzato”.

Il passaggio richiama la responsabilità collettiva nel riconoscere la gravità del linguaggio discriminatorio, anche quando arriva da persone molto giovani. Derubricare gli insulti omofobi a semplice provocazione o bravata rischia infatti di rafforzare un clima in cui le persone LGBTQIA+ o percepite come tali possono essere esposte a umiliazioni, aggressioni verbali e marginalizzazione anche sui luoghi di lavoro.

Per l’Anpi, il punto è impedire che simili comportamenti vengano accettati come parte di una conflittualità “normale”. L’omofobia verbale, soprattutto quando avviene in pubblico e contro lavoratrici o lavoratori, non riguarda solo le vittime dirette, ma l’intera comunità che assiste, reagisce o sceglie di restare in silenzio.

 

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La panchina rossa imbrattata a Santarcangelo

Panchina rossa imbrattata
Panchina rossa imbrattata

Nel comunicato viene richiamato anche l’episodio avvenuto a Santarcangelo di Romagna nella notte tra il 30 giugno e l’1 luglio, dove è stata imbrattata la panchina rossa intitalata a Lorena Vezzosi, vittima di femminicidio.

Per l’Anpi si tratta di un gesto “altrettanto inaccettabile”, perché colpisce un simbolo riconoscibile della lotta contro la violenza sulle donne. “Colpire un simbolo della lotta alla violenza sulle donne significa colpire tutta la comunità”, scrive il comitato provinciale.

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La panchina rossa è diventata in molte città italiane un presidio di memoria pubblica dedicato alle donne uccise dalla violenza maschile e, più in generale, alla necessità di mantenere alta l’attenzione su femminicidi, abusi e discriminazioni di genere.

Per questo, l’imbrattamento non viene letto dall’associazione come un semplice atto vandalico, ma come una forma di violenza simbolica.

Il busto di Karl Marx vandalizzato a Riccione con scritte antisemite

Busto di Karl Marx vandalizzato
Busto di Karl Marx vandalizzato

Sempre a Riccione, l’Anpi segnala anche l’imbrattamento del busto di Karl Marx, episodio avvenuto nella notte tra il 30 giugno e il 1° luglio nei giardini della Biblioteca comunale e che nel comunicato viene definito “un gravissimo atto di stampo antisemita. L’associazione parla di “un mix di ignoranza e odio ideologico che non può trovare spazio nel nostro territorio”.

Anche in questo caso, l’attacco a un busto, a un simbolo politico e storico, viene inserito in un quadro più ampio di ostilità verso la memoria, il pensiero critico e i riferimenti culturali legati alla tradizione democratica e antifascista.

Nel comunicato, l’episodio si affianca alle offese omofobe e al vandalismo contro la panchina rossa proprio perché, secondo l’Anpi, l’odio non si manifesta solo attraverso aggressioni dirette alle persone, ma può esprimersi anche attraverso il danneggiamento di simboli pubblici, monumenti e luoghi della memoria.

Pennabilli, l’Anpi contro l’ordinanza anti-bivacco

L’ultimo episodio richiamato dall’Anpi riguarda Pennabilli e l’ordinanza anti-bivacco emanata dal sindaco Mauro Giannini. Nelle premesse collega il provvedimento alla presenza di profughi nel paese, definendo alcune aree “bivacchi di nullafacenti”. Sul provvedimento, l’associazione esprime “netta contrarietà e sdegno”, ritenendolo “esplicitamente mirato a colpire i profughi accolti dal Comune”.

Nel comunicato, il comitato provinciale richiama direttamente la Costituzione: “La Costituzione Repubblicana ci insegna i valori della solidarietà, dell’inclusione e del rispetto della dignità umana”.

“Pennabilli e la Valmarecchia hanno una storia fatta di accoglienza e umanità che non può essere infangata da provvedimenti di esclusione”, scrive ancora l’associazione.

Da qui l’invito rivolto all’amministrazione comunale a fare un passo indietro: “Invitiamo l’amministrazione comunale a ritirare l’ordinanza e riaprire un dialogo basato sull’integrazione reale, l’unica vera strada per la coesione sociale”.

L’appello alle istituzioni: “Prevenire e perseguire odio e violenza”

La nota dell’Anpi provinciale di Rimini si chiude con un appello rivolto alle istituzioni e alle forze dell’ordine, affinché venga garantita “la massima attenzione nel prevenire e perseguire ogni episodio di vandalismo, intolleranza, di odio e di violenza”.

L’associazione chiede attenzione verso tutto ciò che colpisce “i beni pubblici, simboli della memoria, luoghi di convivenza civile e persone”.

Per l’Anpi, insulti omofobi, atti misogini, vandalismi antisemiti e provvedimenti ritenuti escludenti non possono essere letti come episodi isolati. Da qui il richiamo alle istituzioni, alle forze dell’ordine e al territorio, perché ogni forma di odio venga riconosciuta, prevenuta e contrastata senza minimizzazioni.

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