Risposta dell’estrema destra a Torino dopo le targhe dedicate alle femministe italiane

Dopo l'iniziativa di Lesbicx di Torino, hanno risposto gli estremisti di destra ribattezzando le vie a solo uomini del Ventennio.

torino
3 min. di lettura

Era stata l’associazione Maurice GLBTQ a “ribattezzare” alcune vie della città di Torino con il nome di alcune femministe e donne lesbiche e trans che avevano segnato la storia. Il gesto era stato ideato in occasione della seconda edizione dell’evento Lesbicx. Come capitato qualche giorno con i bagni gender-free all’Università della stessa città, anche in questo caso alcuni militanti di estrema destra hanno deciso di copiare l’iniziativa, intitolando però le vie ad alcuni “italiani illustri”.

Il gesto dei volontari di Maurice GLBTQ inizialmente era stato criticato da Fratelli d’Italia, in particolare dal consigliere Maurizio Raffaello Marrone e dalla deputata Augusta Montaruli. Entrambi avevano chiesto multe salate per i responsabili, in quanto i cartelli affissi erano abusivi. Ma solo qualche ora dopo la critica dei due politici, a intervenire con la stessa iniziativa è stato proprio il movimento Ailud – Spazio Identitario, molto vicino al partito di Giorgia Meloni.

Targhe sostituite a Torino (di nuovo)

E il 5 dicembre Torino si è risvegliata con nuove vie, ancora una volta. Stavolta, i nomi sono di illustri italiani. Tutti uomini, che hanno lasciato un segno nella storia del nostro Paese. Oltre ad affiggere cartelli abusivi, come detto per l’iniziativa di Maurice GLBTQ da Marrone e Montaruli, a mostrare l’estremismo di destra di questo movimento è tanto i nomi delle vie, quanto il comunicato con cui rivendicano quanto fatto.

Infatti, i cartelli affissi sono dedicati ad esempio a Fabrizio Quattrocchi – italiano giustiziato in Iraq nel 2004 da un gruppo di jihadisti – affiancato a quello del soldato e cappellano Don Reginaldo Giuliani (antisocialista e nazionalista), o ancora a Giuseppe Solaro, segretario provinciale del Partito Fascista Repubblicano di Torino. Il comunicato, scritto e pubblicato su Facebook, conferma invece che la loro incursione è stata realizzata per dire no a un evento LGBT di “propaganda gender“, oltre a etichettare tutti i nomi esposti dal movimento Maurice GLBTQ come “esponenti omosessuali”. Niente di più sbagliato.

REINTITOLATE LE VIE “TRANSFEMMINISTE” AD ITALIANI ILLUSTRI

Questa notte abbiamo reintitolato svariate vie di Torino ad italiani illustri.

Il nostro gesto si è mosso dalla precedente usurpazione effettuata da membri del “Gay Pride” che le aveva intitolate ad esponenti omosessuali, in occasione del festival LGBTQ+, patrocinato dal Comune di Torino, “Lesbicx”.

Abbiamo risposto reintitolando le vie, simbolicamente, ad italiani illustri, spesso dimenticati nella narrazione quotidiana del presente. E così, simbolicamente: corso Giuseppe Siccardi diventa via Filippo Marinetti, via Monte di Pietà diventa via Don Reginaldo Giuliani, via Baltea diventa via Quattrocchi, corso Stati Uniti diventa via Pino Rauti, via Cibrario diventa via Giuseppe Solaro.

Per l’ennesima volta dobbiamo assistere al solito teatrino di patrocini e sponsorizzazioni illustri per un evento che, in realtà, ben lungi dall’essere un momento reale di confronto e condivisione, è l’ennesimo palcoscenico di strumentalizzazioni, intolleranza politica e propaganda gender. E’ fondamentale che la Città di Torino revochi il patrocinio a quest’iniziativa che, lungi dall’essere aperta e tollerante, è l’ennesima occasione per propagandare l’odio politico, visto l’intento, rivendicato dagli organizzatori, di voler la convergenza delle lotte contro i nuovi fascismi.

Riscoprire la memoria e le radici del nostro presente è, oggi più che mai, fondamentale in quest’epoca di disordine globale.

Chiediamo l’immediata revoca del patrocinio ed una presa di distanza del Comune di Torino da questi eventi che, dopo le recenti aggressioni in città, continuano a fomentare l’odio politico.

Marco Giusta, consigliere alle Pari Opportunità della città di Torino, ha commentato:

Che pena mi fa chi prova a copiare un progetto comunicativo per riproporre nomi che la collettività ha scelto di dimenticare. E ripropone, guarda caso, solo nomi maschili. Ricordano quei bambini che strillano per avere un po’ di attenzione. Cari figli del patriarcato, tornate nell’oblio a cui la storia vi ha consegnato.

Mentre il gruppo Facebook di Lesbicx ha fatto intende (ironicamente) che le vie della città erano solo l’inizio,E dopo aver cambiato i nomi alle vie, adesso tocca alla Mole e alle luci natalizie“.

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