Sabato 28 giugno, Bologna si prepara ad accogliere una delle manifestazioni più importanti dell’estate: il Rivolta Pride 2025, corteo Lgbtqia+ autogestito, militante e transfemminista, che torna nelle strade per rivendicare diritti, autodeterminazione e verità.
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Rivolta Pride 2025: sabato 28 giugno
Una giornata che non è stata scelta a caso, ma che vuole diventare un potente atto politico e collettivo di memoria e resistenza. Il 28 giugno si ricordano i moti di Stonewall, un momento cruciale nella storia dei diritti LGBTQIA+, iniziato grazie al coraggio di donne trans nere e s3x workers, che per prime si ribellarono contro la violenza sistemica della polizia.
E quando il mondo sprofonda in un buco nero di fascismi globali, guerre, genocidi, transfobia e repressione, scendere in piazza diventa un dovere etico, politico e umano.
Il Rivolta Pride si erge come risposta collettiva, come abbraccio furioso e pieno d’amore verso tuttə coloro che ogni giorno resistono.
“La nostra resistenza è transfemminista, antirazzista, antifascista e anticapitalista”, si legge sull’account ufficiale di Instagram (FB | IG).
La memoria di Alex e di tuttə: la passeggiata arrabbiata
Tra gli appuntamenti da non perdere, c’è un momento che promette di essere dolorosamente potente. Lunedì 14 aprile, le strade si riempiranno di passi e di rabbia: è in programma la passeggiata arrabbiata in memoria di Alex e di tutte le vittime della transfobia. Perché di transfobia si muore. Perché ancora oggi, troppo spesso, si finge di non vedere.
Ogni passo sarà per chi non c’è più. Ogni grido sarà per chi lotta ogni giorno. Ogni silenzio sarà un atto di rispetto, ma mai di resa.
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Rivolta Pride affronta tematiche troppo spesso ignorate dai media mainstream e dalle istituzioni che fingono inclusività solo nei mesi estivi.
Tra queste:
- La genitorialità queer, sistematicamente attaccata da un governo che nega diritti fondamentali.
- L’autodeterminazione delle persone trans*, minacciata ogni giorno da leggi arretrate, violenza mediatica e politiche discriminatorie.
- La repressione dei movimenti, visibile a Bologna così come in molte altre città italiane, dove ogni forma di dissenso viene criminalizzata.
E ancora, l’accesso reale al lavoro, al reddito, al welfare e alla salute per la comunità Lgbtqia+, troppo spesso trattata come un pacchetto da “celebrare”, ma non da proteggere.
Una presa di posizione chiara, netta e coraggiosa, che smaschera il silenzio complice di chi preferisce evitare “temi scomodi” per non perdere consensi o sponsor.
Il Pride non può e non deve essere neutrale.
Il Rivolta Pride è lo specchio di una società che cambia, ma che deve ancora lottare con le unghie e con i denti per ogni centimetro di dignità. Perché se c’è qualcosa che davvero può fare la differenza, è la presenza. Essere lì, esserci tuttə. Con il cuore, con il corpo, con la voce.
Scopri qui le date dei Pride in Italia del 2025
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