Roma, attivista LGBT aggredito: “Te meno fro*io de mer*a”

"Ci credete che in 32 anni non mi ero mai sentito violentato nella mia pura essenza?". Attivista del Mario Mieli, Tiziano De Masi è stato verbalmente aggredito solo perché gay.

Roma, attivista LGBT aggredito: "Te meno fro*io de mer*a" - Tiziano De Masi - Gay.it
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Tiziano De Masi, attivista del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, è stato aggredito nel cuore di Roma, come denunciato su Facebook. “Il prossimo che osa dirmi che in Italia non esiste clima omofobo e che i Pride sono un’inutile carnevalata, sarà prima insultato e poi cancellato dall’esistenza del sottoscritto”, ha esordito Tiziano, prima di rivelare quanto accaduto.

Sono uscito da scuola e, arrivato alla fermata dell’autobus un tipo giovane, sulla trentina, si alza e mi viene incontro urlando: “TE NE DEVI PROPRIO ANNA’, SE NON TE NE VAI TE MENO, FROCIO DE MERDA”. Ho provato ad ignorarlo, ma nulla, cercava la lite. Ho cercato di rimanere lucido e, ritenendolo più intelligente, sono andato a prendere l’autobus ad un’altra fermata. Questo è il clima ragazzi, questa è la situazione che ci troviamo a dover, nostro malgrado vivere. Quindi, i vostri fastidiosi perbenismi, teneteli per voi. Io non abbasso la testa. Sono sicuramente più intelligente del cretino di turno e continuo a reclamare rispetto, dignità e visibilità. Finché si verificheranno episodi simili, ci sarà bisogno di un Pride. ANCORA E PER SEMPRE. Tiziano. 32 anni di ONORATISSIMA FROCIAGGINE!

Da parte del Mario Mieli, ovviamente, è arrivata l’immediata vicinanza a Tiziano, ribadendo “con forza la necessità che le istituzioni intervengano con una normativa, non solo punitiva ma che preveda anche la formazione e gli interventi nelle scuole, nella pubblica amministrazione e nelle piazze”. Dura anche Monica Cirinnà, segretaria del Partito Democratico, che ha ricordato come avesse incontrato e abbracciato De Masi proprio sabato scorso, nel corso del Roma Pride.

Sono certa che non si lascerà abbattere e che anzi trarrà nuova forza da questa orribile aggressione. La migliore risposta restano la visibilità, il coraggio di denunciare ogni episodio di odio e intolleranza, mettendoci la faccia. Restiamo unite e uniti.

Nella serata di ieri, sempre via social, Tiziano è tornato a parlare, sottolineando lo choc di una giornata che difficilmente dimenticherà.

Ci credete che in 32 anni non mi ero mai sentito violentato nella mia pura essenza? Ebbene, sì. C’è sempre una prima volta. Ciò che è accaduto oggi non ha avuto risvolti drammatici. L’ho detto. Ho preferito andarmene che restare e cedere alle provocazioni di una persona ignorante e, forse, anche disturbata. Non ho subito un’aggressione fisica, ma questo non è un buon motivo per ridurre tutto sotto silenzio. Dobbiamo renderci conto che il clima che si respira è sempre più teso e drammatico. Posso io, possiamo noi vivere con il pensiero di essere anche solo apostrofati con parole turpi per il solo fatto di essere gay, lesbiche, trans? Direi proprio di no. Il clima d’odio diffuso pare dia a questa gente il permesso di dire e fare ciò che vogliono. Ma io non posso tollerarlo, né per me, né per le mie compagne di lotta, per i miei studenti, per nessun altro.
Però mai come oggi mi sono sentito protetto e amato, da una comunità che c’è, è viva e non lascia soli i suoi. Voglio dire grazie per questo, A Sebastiano Francesco Secci e a tutto il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, la mia casa per tanti anni, a Francesco Lepore, Dario Accolla, Rosario Murdica. Ai miei amici di sempre. Grazie davvero. Non smetterò di lottare e lo faccio con la consapevolezza di poter contare su tanti e tante di voi. E mi preme ripetere l’appello a non abbassare mai la guardia, né la testa di fronte alla vigliaccheria. Continuerò ad insegnare l’amore e il rispetto, il diritto alla visibilità e alla libera espressione di noi stessi, senza schemi.
Uniti si vince!

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michelangelosalvaranigmailcom 17.6.19 - 16:56
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michelangelosalvaranigmailcom 12.6.19 - 7:46

Sconcertante, inaccettabile che nel 2019 si ci rivolga ad uno sconosciuto con "te" al posto di "ti", "de" anziché "di", "anna' " invece di "andare". È veramente drammatica la situazione in Italia se a Roma, che dovrebbe essere la capitale, si tratta così la lingua italiana, ma dov'è la formazione? Dove sono le scuole? Dove sono gli insegnanti? Questo clima di intollerabile ignoranza è inaudito, queste continue violenze ed aggressioni alla nostra lingua devono smettere, non dobbiamo permettere di dire ciò che vogliono, questo clima di ignoranza deve finire!

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