Torna per il quarto anno consecutivo il festival più queer della capitale, organizzato dal collettivo Safffo, con una line up di DJ, performer e artistə queer locali e internazionali.
Nato dall’immaginazione e dalla forza collettiva di Marta Massarelli (28 anni) e Lu Bellotti (30 anni) e un gruppo di loro amiche, Safffo è presto diventata una realtà solida, vibrante e radicale nel panorama culturale romano e nazionale. In un contesto dove la rappresentazione è spesso limitata a simboli o quote, Safffo ha volutamente rotto gli schemi e costruito uno spazio interamente dedicato alla comunità LGBTQIA+, dove le soggettività lesbiche, trans e queer non sono eccezioni bensì la regola. Dal palco agli spazi organizzativi, ogni parte del festival è attraversata da un pensiero transfemminista, intersezionale e profondamente politico.
“Safffo è musica, corpo, visione. È comunità, dissenso e desiderio. È un luogo dove l’arte diventa strumento di liberazione, e dove la festa non è evasione, ma creazione di mondi nuovi“, precisano gli organizzatori, dichiaratamente fieri di aver costruito un festival che “non solo dà voce, ma restituisce potere e centralità alle soggettività ai margini. Safffo non nasce per includere, ma per riscrivere le regole – insieme, da dentro“.
Biglietti ridotti per la comunità trans
Per questa 4a edizione Safffo ha deciso di aprire un biglietto solidale per la comunità trans, con una parte dei biglietti a prezzo ridotto. “È un’azione simbolica che determina la nostra posizione e la nostra volontà di dare priorità alla comunità LGBTQ+, sia nella line-up, sia nel pubblico”.
Chiaramente anche gli alleati sono i benvenuti all’interno del Festival, ma l’ingresso sarà riservato solo e soltanto a “chi conosce e condivide le regole di cura collettiva del collettivo”. Questo il manifesto ufficiale:
“Dal desiderio di creare uno spazio più sicuro per la community FLINTA e queer, ci stiamo evolvendo in una realtà in grado di creare opportunità e di visibilizzare l’arte e l’espressione di artistə che vengono oppressə dal sistema etero-cis patriarcale bianco. Il 7 giugno, vi invitiamo a lasciarvi inondare dall’arte queer, dalla gioia trans, dalla cura reciproca e da una liberazione che va oltre la festa. vieni a creare insieme un luogo di celebrazione e guarigione collettiva. Vi invitiamo a 12h di cura, gentilezza e sogni e, perché no, anche di urla collettive per la sopravvivenza. Costruiamo insieme un luogo di liberazione che va oltre la festa. Accogliamo tutti i corpi, tutte le identità. Insieme, resistiamo contro oppressione, barriere e confini”.
L’evento si terrà sabato 7 giugno 2025 al MONK, con 12 ore che riuniranno artistə di vario genere, per una giornata di musica, arte, live performance, workshops, banchetti e molto altro.

