“Terreno di caccia per lesbiche”, la frase di Samantha De Grenet sulle discoteche per sole donne – VIDEO

Discoteche per sole donne: "terreno di caccia per lesbiche", la disinformazione di Samantha De Grenet mette i brividi.

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Samantha De Grenet la spara grossissima
Samantha De Grenet la spara grossissima
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Ospite a Pomeriggio 5, Samantha De Grenet ha preso posizione sull’apertura di alcune discoteche riservate solo alle donne – format nato all’estero e arrivato anche in Italia – pensato per offrire uno spazio più sereno, privo di molestie e sguardi invadenti da parte di un certo gruppo di uomini.

Fin qui tutto normale. Ma è su Instagram che De Grenet ha deciso di approfondire il suo punto di vista con dichiarazioni che, più che critiche, sembrano imbottite di luoghi comuni, disinformazione e stereotipi di genere sulle lesbiche.

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Samantha De Grenet: “Terreno di caccia per lesbiche”: parole gravi e pericolose

Nel video pubblicato sul suo profilo Instagram, Samantha De Grenet ha dichiarato (pure con una certa convinzione”: “Ah perché sennò vai nelle discoteche e ti danno fastidio. Che vuol dire? Allora quello diventa un posto per sole donne, come ho detto in trasmissione, il terreno di caccia per le lesbiche che hanno quel gusto lì.

Allora le donne non tollerano di essere corteggiate, tacchinate dagli uomini però lo dovrebbero tollerare se fatto da altre donne? Che vuol dire? Se una non ha voglia di essere infastidita è a prescindere dal sesso”.

Un pensiero che, seriamente, sembra uscito dagli anni ‘90, quando spalline e lacca per capelli la facevano da padrona. Il concetto espresso da Samantha De Grenet è pericoloso: suggerire che una donna lesbica sia “a caccia”solo perché si trova in un locale per sole donne è offensivo, stigmatizzante e totalmente fuori fuoco. 

Significa trattare l’orientamento sessuale come una minaccia, assimilando le lesbiche agli uomini molestatori, come se ogni gesto potesse indicare un tentativo di approccio non gradito.

No, Samantha: le lesbiche non sono predatrici

L’equazione che Samantha De Grenet propone tra molestatori e donne lesbiche è semplicemente inaccettabile. Una donna che ama le donne non è una molestatrice di altre donne. 

Le lesbiche – come dovrebbe fare chiunque altro al mondo – conoscono il consenso, lo praticano, lo rispettano e soprattutto non agiscono per “istinto predatorio” solo perché si trovano in uno spazio pieno di altre donne.

I safe space non esistono per escludere gli uomini in quanto tali, ma per proteggere le donne dalle dinamiche oppressive che, purtroppo, continuano a essere prevalentemente alimentate da alcuni uomini, non certo da altre donne. 

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E questo è un dato.

Nel suo video, De Grenet dice anche:

“Io amo le donne e ho tante amiche donne, faccio le vacanze, pranzetti e le cenette con donne, ma l’idea di una discoteca con sole donne mi fa una tristezza immensa. Perché mi dà l’idea che gli uomini siano il male assoluto, mostri. Io vorrei una discoteca aperta a tutti dove magari ci sia maggiore sicurezza”.

Già che c’era, per completare il “quadro”, poteva anche aggiungere di avere “tanti amici gay”, ma tantè… 

Ma il problema non è creare spazi di esclusione, è rispondere a una necessità reale: la libertà di ballare, divertirsi e vivere la notte senza sentirsi osservate o molestate. Parlare di “tristezza” per una discoteca femminile è ignorare le esperienze concrete di tantissime donne e persone queer che nei locali tradizionali non si sentono mai davvero al sicuro.

Affermare che “se una non vuole essere infastidita, lo è a prescindere dal sesso” è una assurda generalizzazione. Perché qui si tratta di dinamiche culturali, sociali e di potere. 

Le molestie subite da parte degli uomini nei locali etero non sono rare, ma molto frequenti. Le donne lo sanno bene (lesbiche comprese, qualora De Grenet fosse confusa).

Educare non significa semplificare, Samantha: “hai toppato”

Le dichiarazioni di Samantha De Grenet fanno male proprio perché sono state diffuse in un contesto pubblico. Prima in televisione e poi sui social. Parole (e disinformazione) che arrivano a migliaia di persone e che contribuiscono a rafforzare l’idea che le donne debbano convivere con il fastidio di attenzioni non desiderate o che una lesbica, in un locale, chissà per quale arcano motivo, debba automaticamente trasformarsi in una “molestatrice”.

Se una donna vuole concedersi la libertà di uno spazio sicuro, non si tratta certamente di “ghettizzazione”, anzi, l’esatto opposto.

Qui il VIDEO:

© Riproduzione riservata.

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paolo ambrosi 21.11.25 - 12:40