Samuel Mariño: “Senza rischio, non c’è divertimento” – intervista al soprano gender fluid

Queer, di origini venezuelane, e fan di Beyoncé, il cantante d'opera ribalta le aspettative della musica classica. Ma l'obiettivo è creare spazio per chiunque, alla faccia degli haters.

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Intervista con Samuel Mariño, tra opera e fluidità (foto: Diana Gomez)
Intervista con Samuel Mariño, tra opera e fluidità (foto: Diana Gomez)
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Samuel Mariño è al momento è uno dei pochi cantanti d’opera con oltre 140 milioni di follower su Instagram e una voce che il The Guardian ha definito ‘tra le più rare al mondo’. Un dono naturale che da ragazzino avrebbe quasi sacrificato, pur di porre fine allo strazio dei bulli. Piuttosto che sottoporlo ad un intervento chirurgico che gli avrebbe abbassato la laringe e reso il tono più ‘basso’, il medico gli propose piuttosto di portare quella voce nel mondo canto operistico. Negli anni successivi, Mariño passò dal Conservatorio di Caracas al Conservatorio di Parigi, mantenendosi gli studi presso la panetteria della madre o lavorando a Disneyland Paris, e affidandosi ai consigli della leggendaria soprano statunitense, Barbara Bonney. Ma i suoi punti di riferimento musicali non sono mai stati Mozart e Gluck, bensì Beyoncé, Lady Gaga, Whitney Houston, e anche Raffaella Carrà (“Era stupenda” ci dice “Reclamava libertà già all’epoca”).

Oggi ha tre album da solista e si è esibito ovunque tra Europa, Stati Uniti, Sud America, Canada, Giappone, e Corea del Sud. Il 7 Maggio 2025 arriverà anche a Milano,  con il direttore d’orchestra Marcello Di Lisa e in collaborazione con la Fondazione Società dei Concerti.  Utilizza i pronomi maschili (he/they), ma si definisce fluido, e sale sul palco indossando tacchi alti, top sbrillucicanti, gioielli, colletti di pizzo, e gonne dallo strascico lunghissimo. 

“Credo che come ti vesti mandi un messaggio politico” ci dice “Quando mi trovo davanti una platea con quelli abiti, provo un senso di potere ma anche di paura perché non c’è alcuna sicurezza, e la la situazione politica che stiamo vivendo nel mondo non aiuta. Ma come dico sempre: no risk no fun!”

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La rivista Opera l’ha definito ‘il soprano maschile più stravagante mai sentito’, ma Mariño non ritiene di avere chissà che grande personalità, ma di essere solo sé stesso: “Oggi mi piace essere questo, domani non so. Non credo che noi esseri umani siamo in un solo modo e basta, ma continuiamo a cambiare nel  tempo. Sto facendo del mio meglio, come chiunque”. Interpreta ruoli femminili non solo per una questione di genere, quanto per mollare quelle restrizioni che la società ci ha introiettato, metterle in discussione e facilitare l’accesso a quello che sente dentro. “Per anni siamo stati confinati in questa idea di uomo alfa, dove essere fisicamente forti e non mostrare un lato emotivo è segno di forza” spiega “ Ma quando vedo un personaggio femminile manifestare quello che prova senza vergogna o paura di apparire fragile, mi ci riconosco di più”. 




L’artista ritiene che la gamma di emozioni umane è così sfaccettata che relegarla a ‘maschio’ e ‘femmina’ è un disservizio per chiunque. Ma gli uomini, in particolare, fanno più fatica ad esprimere quello che provano: “Non è qualcosa che accade molto spesso, ma quando gli uomini mostrano la loro vulnerabilità senza vergogna succede qualcosa di forte e potente” spiega “Perché quella vulnerabilità ti permette di affrontare la paura faccia a faccia”.

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Cresciuto in una famiglia di persone orgogliosamente ‘testarde’, che gli hanno insegnato a lottare per quello in cui crede e il rispetto per il prossimo, Mariño– gay, di origini latine, e mixed race– sa cosa significa far parte di un gruppo marginalizzato, ma non crede che la comunità queer sia più empatica di quella dominante: Anche le persone queer sono esseri umani, e possono essere cattive” spiega “Su app come Grindr o simili devi avere specifici requisiti sul profilo per essere rispettato. Ci sono gay che odiano le lesbiche o discriminano le persone trans*. Il fatto che siamo queer non ci rende automaticamente corretti. Abbiamo ancora tanto da imparare e migliorare come chiunque altro”. Se incontrasse un genio nella lampada, il suo desiderio sarebbe rispetto e libertà per tutte le soggettività, incluso quel mondo dell’opera dove preferirebbe non essere più l’eccezione. “Le cose stanno cambiando, ma davvero lentamente” spiega a gay.it “I direttori delle opere sono persone che non appartengono alle nuove generazioni, e non si interessano o non sentono l’urgenza del presente. Ma se vuoi avvicinare il pubblico più giovane, devi includere più diversità in questo sistema. Includere non significa per forza cambiare, ma accogliere e permettere a chiunque di avere il proprio spazio. Mi piacerebbe che il mondo dell’opera oggi sappia rinnovarsi e portare nuove storie,  non solo stereotipi dove le donne sono oggetti e gli uomini salvano la scena”.

 

Oggi Mariño fa quello che ama, ma ammette di non amarlo sempre. I luoghi comuni sul mondo dell’opera hanno una base di realtà: a suo parere, a volte può essere noiosa, a volte troppo lunga, ma riesce a cogliere una gamma di emozioni così insite nell’animo umano, che nessuna canzone pop riesce a catturare (“Ma adoro la musica pop e le grandi voci!” ci tiene a specificare). Alla luce dell’attuale clima politico, Mariño nutre sincero timore ma non vuole indietreggiare – che sia salendo su quel palco o schierandosi politicamente sui social. Proprio per questo, crede che essere su quel palco è non solo un dovere ma una responsabilità verso i suoi fan, che si presentano in sala indossando outfit chic e sfavillanti come i suoi. “Penso lo facciano per supportarmi ma anche per sé stessə” spiega “Per sentirsi più liberə. È quello è il mio trofeo più grande. Non ho bisogno di troppi soldi o chissà che stile di vita. Mi basta il grazie di una persona per continuare a farlo”.

È questo il motore che spinge Mariño a continuare: le persone e la fiducia in un messaggio che oggi più di ieri, deve risuonare forte e chiaro.

Non si tratta di partiti politici o posizioni diverse, ma di diritti, di persone, e della loro libertà” dice apertamente “Dobbiamo continuare, avere pazienza, e incoraggiarci a non fermarci. Dobbiamo farlo se non per noi, ma per le generazioni successive. L’hanno fatto i nostri antenati, e lo faremo anche noi.”

Per info e biglietti sul concerto di Samuel Mariño cliccate qui

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