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Sanremo 2024, riviviamo alcuni momenti Queer della Storia del Festival – VIDEO

Ripercorriamo decenni di Festival tra canzoni queer, monologhi e interventi sul palco a sostegno dei diritti LGBTQIA+.

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2009, Roberto Benigni omaggia Oscar Wilde zittendo Povia

Nel 2009, dinanzi a Povia che in concorso cantava Luca era Gay arrivando ad un niente da una vittoria che sarebbe stata vergognosa (trionfò Marco Carta), Roberto Benigni emozionò il Bel Paese, recitando a memoria una lettera scritta da Oscar Wilde all’innamorato che lo condusse in carcere, Alfred Douglas, durante la propria prigionia, in quanto condannato perché omosessuale.

Nove memorabili minuti che videro Benigni replicare alle infinite polemiche che seguirono il brano firmato Povia. “Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio“, precisò Benigni. “Non è un peccato, di peccato c’è solo la stupidità, gli omosessuali ci hanno dato dei doni enormi. Per rendere l’idea di quello di cui stiamo parlando, della ridicolaggine, immaginatevi che gli omosessuali sono stati seviziati, torturati, nei campi di concentramento, perché amavano un’altra persona. E non c’è delitto più infame. Voi immaginatevi un etero che si innamora focosamente di un altro eterosessuale. A un certo punto lo prendono, lo torturano e lo uccidono perché si è innamorato. Quello è il motivo, non ce ne sono altri. Gli omosessuali sono stati torturati perché amavano un’altra persona. È un’assurdità, è talmente incredibile che si parli in modo ancora così rozzo degli omosessuali. Non è che finisce la razza, come ha detto qualcuno“. E a seguire, Benigni recitò a memoria lo storico De Profundis di Oscar Wilde (qui nella sua interezza), al cospetto di 14.173.000 telespettatori.

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