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Sanremo 2024, riviviamo alcuni momenti Queer della Storia del Festival – VIDEO

Ripercorriamo decenni di Festival tra canzoni queer, monologhi e interventi sul palco a sostegno dei diritti LGBTQIA+.

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1996, il ritorno di Umberto Bindi dopo 35 anni di omofobia

Nel 1996 Umberto Bindi torna al Festival di Sanremo insieme ai New Trolls, 35 anni dopo la sua ultima apparizione.  Il cantante venne bandito dalla kermesse in quanto omosessuale. Nel 1961 Bindi, all’epoca appena 29enne, si presentò al Casinò con una pelliccia di foca foderata di visone e con addosso quattro milioni di lire in gioielli: orologio, anello, bottoni della camicia e gemelli di brillanti. Il suo brano, Non mi dire chi sei, si classificò all’undicesimo posto, ma sui giornali nessuno parlò di quella canzone, bensì dell’anello vistosamente indossato, e più volte inquadrato dalle telecamere Rai. “Parlavano so­lo del mio anello al dito mignolo e, dunque, solo pettegolezzi e malignità, cattiverie e infamie. Della mia canzone non fregava niente a nessuno. Volevano solo sapere se ero finocchio”. Nel 1988 il coming out pubblico, dopo decenni di rumor, al Maurizio Costanzo Show. Ma la sua carriera era stata letteralmente stroncata, nel momento del suo decollo. Durante il Festival del 2018 Gino Paoli, suo grande amico, omaggiò Bindi insieme a Claudio Baglioni, cantando Il nostro concerto, al vertice dei singoli più venduti nel 1960 per 10 settimane.

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