Non c’è Sanremo senza polemica, e a meno di un mese dall’inizio della kermesse ecco che si inizia a rumoreggiare circa un dettaglio che secondo alcuni non sarebbe dovuto trapelare. Protagonista suo malgrado è Giorgia, che nelle scorse ore ha provato il proprio brano con l’orchestra. E che avrà fatto mai di male l’artista? Nulla, ovviamente. La sua unica colpa, se così la si può definire, è di essere da sempre troppo brava. Sai che novità!
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Standing ovation per Giorgia
Il programma di Rai 1 La volta buona ha dedicato anche ieri ampio spazio al Festival di Sanremo, con gli ultimi pettegolezzi del caso e raccogliendo le emozioni a caldo del Maestro Enzo Campagnoli, che quest’anno dirigerà Rocco Hunt, Tony Effe e Giorgia. Intervistato dall’inviato, il musicista ha pronunciato parole che hanno suscitato qualche rimostranza in studio.
“Ci sono stati dei momenti molto emozionanti oggi, l’orchestra in piedi” ha fatto sapere l’inviato del programma di Caterina Balivo. “Il Maestro Campagnoli dirige Rocco Hunt, Tony Effe, e Giorgia che ha provato poco fa con ‘La cura per me’. Come è andata maestro? Brividi, ancora”.
Campagnoli ha effettivamente confermato l’entusiasmo dei presenti per la performance di Giorgia, e si è lasciato andare a qualche confessione di troppo: “È stato un momento fantastico, con delirio dell’orchestra, tanta emozione, tanta vibrazione. È davvero un’artista straordinaria, sono felice di essere al suo fianco per questa edizione del Festival di Sanremo. L’orchestra si è alzata alla fine, c’è stata una standing ovation“.
Sanremo: è polemica per il commento del Maestro su Giorgia
Luca Dondoni, in collegamento con la trasmissione, ha osservato: “Mi sembra già un’espressione di voto piuttosto importante, ho paura che così si sia creato un precedente. Non si potrebbero dire queste cose“, “L’emozione non si può pilotare, quando parte parte” ha replicato Campagnoli. Scettico anche Giovanni Ciacci ospite in studio: “Non so se da regolamento il Maestro possa parlare“.
Caterina Balivo ha provato a smorzare la polemica spiegando che in fondo non è stato detto nulla di sorprendente e nuovo: “Cosa stiamo dicendo? Che Giorgia è brava? Dovevamo dirlo noi?”. Il Direttore d’orchestra ha proseguito rivelando l’affetto che lo lega alla cantante romana: “Io e Giorgia abbiamo iniziato insieme. Trent’anni fa, quando ha vinto il Festiva di Sanremo, io ero un musicista dell’orchestra. È una cosa meravigliosa, un cerchio che si chiude”.
Le prove di Giorgia a Sanremo
Alle telecamere di RaiNews ha poi parlato la diretta interessata:
Le prove sono andate bene grazie a un’orchestra meravigliosa con cui c’è un affetto musicale. Io? La prima (prova, ndr) emozionata, la seconda meglio la terza ancora meglio. Quest’anno è il compleanno di ‘Come saprei’ che compie 30 anni, com’è possibile? Però è un bel momento per tornare su quel palco, un anniversario per me e per il pubblico che ha amato questa canzone. È un altro cerchio che si chiude quest’anno.
“La cura per me” porterà Giorgia sul podio?
Quindi la conversazione si è spostata sul brano che Giorgia porterà a Sanremo 2025:
‘La cura per me’ è un viaggio interiore che si fa attraverso un sentimento profondo per un’altra persona e che richiede da parte del protagonista una crescita, una trasformazione. Quando arriva una canzone che senti giusta per Sanremo te lo dice lei, in questo caso la canzone era proprio per un palco importante. Ho sentito che la canzone meritava il palco, non io.
Il 20 gennaio ci sarà l’ascolto delle canzoni da parte della stampa e ne sapremo di più, ma da queste anticipazioni è già chiaro che Giorgia mira dritta al podio, cosa che non le era riuscita nel 2023 con Parole dette male, pezzo sicuramente non immediato e dalle influenze musicali black con cui il pubblico italiano, soprattutto quello sanremese, non ha grande familiarità.
L’attesa per il nuovo album
La cura per me farà parte – come il singolo di questi mesi Niente di male – di un nuovo album del quale recentemente Giorgia ha così parlato:
Ho un un nuovo progetto, un nuovo gruppo di lavoro… Sinceramente ne avevo bisogno. In questo sono stata fortunata perché la vedevo come una cosa difficilissima. Volevo tornare a cantare qualcosa che mi regalasse un brivido. Non è facile dopo 30 anni di carriera trovare una canzone che ti colpisca subito e ti faccia dire ‘questa la voglio proprio cantare’.
A capo del suo team musicale c’è il dj e produttore Slait: “Mi piace il modo che ha di lavorare, mi piacciono tutte le cose che fa anche per altri artisti. Tutte produzioni che io ho ascoltato con attenzione negli ultimi due-tre anni. Mi sento supportata nella maniera in cui desideravo e che mi mancava da un po’”. Le premesse per un grande ritorno ci sono tutte.
