Scelta del cognome, non ci deve essere discriminazione per i figli delle famiglie omogenitoriali. La sentenza

Non è ammissibile una disparità di trattamento giuridico del cognome fondata sulla diversità delle tecniche di procreazione e sull’orientamento sessuale dei genitori.

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Per la prima volta in Italia una sentenza ha stabilito che la disciplina del cognome per l3 figli3 di famiglie omogenitoriali deve essere identica a quella di tutte le altre famiglie. A darne notizia Rete Lenford, che ha seguito la vicenda tramite la socia avv.ta Pasqua Manfredi.

Tutto nasce nell’ambito di una ‘stepchild adoption’ avviata dalla mamma ‘intenzionale’ per essere riconosciuta legalmente come secondo genitore di due bimbi gemelli voluti insieme alla compagna. Le due donne hanno chiesto che i loro figli conservassero soltanto il cognome della mamma che li aveva partoriti, cosi come erano stati registrati alla nascita, senza quindi dover anteporre o posporre il cognome della mamma adottante (come, invece, sembra imporre l’art. 299 del codice civile richiamato dalla legge sulle adozioni).

Una volontà, quella della coppia, finalizzata a tutelare il diritto all’identità personale dei minori attraverso l’attribuzione ed il mantenimento di quel solo cognome, che nel progetto di vita comune individuava la loro famiglia sin dall’origine.

La Sentenza a favore delle due mamme

Ebbene la Corte d’Appello di Lecce, Sezione Distaccata di Taranto, ha accolto la domanda, riformando la precedente decisione del Tribunale per i Minorenni di Taranto, alla luce di due ragioni che impongono una lettura costituzionalmente orientata di quella norma:

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1) a seguito dei recenti interventi della Corte costituzionale le coppie formate da persone di sesso diverso scelgono quale cognome assegnare all3 figli3, sicché non è ammissibile una disparità di trattamento giuridico del cognome fondata sulla diversità delle tecniche di procreazione e sull’orientamento sessuale dei genitori. Negarlo equivarrebbe a trattare giuridicamente in modo diverso i figli adottivi.

2) la Corte costituzionale ha ormai superato la concezione patriarcale della famiglia, che costringeva alla sola trasmissione del cognome paterno, e ha precisato che le norme sull’attribuzione del cognome tutelano l’identità della persona e della famiglia, con la conseguenza che anche per l3 figli3 di coppie omoaffettive il cognome “deve rispecchiare, nella sua individuazione, l’uguaglianza e la pari dignità dei genitori, la cui volontà (e quindi anche quella di identificare la famiglia ed i figli con uno solo dei cognomi) deve potersi liberamente esprimere”.

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