L’Educational Institute of Scotland (EIS), che rappresenta oltre l’80% del personale docente scozzese, ha puntato il dito contro le nuove linee guida emanate dal governo scozzese lunedì 29 settembre, in cui si chiede a tutte le scuole di avere strutture separate, inclusi servizi igienici e spogliatoi, per ragazzi e ragazze, “in base al sesso biologico“.
Le nuove transfobiche linee guida del governo scozzese
Secondo l’EIS le contestate linee guida “non forniscono chiarezza e rassicurazioni sul fatto che i diritti degli alunni transgender e non binari siani preservati nell’attuale contesto giuridico e su come scuole e insegnanti possano continuare a bilanciare obblighi statutari contrastanti“. Linee guida in cui “sesso biologico” viene “utilizzato per indicare il sesso registrato alla nascita”.
La Segretaria di Gabinetto per l’Istruzione e le Competenze, Jenny Gilruth, ha affermato che l’aggiornamento mira ad allineare le linee guida scozzesi per le scuole alla sentenza della Corte Suprema del Regno Unito dello scorso aprile – che ha stabilito che le definizioni legali di “sesso” e “donna” nell’Equality Act del 2010 si riferiscono solo a “sesso biologico” e “donne biologiche” – nonché alle successive linee guida provvisorie sugli spazi riservati a un solo sesso pubblicate dalla Commissione per l’Uguaglianza e i Diritti Umani (EHRC).
“Il governo scozzese rispetta i diritti di tutti. Voglio che ogni studente possa raggiungere il proprio potenziale e ogni studente merita il nostro supporto per farlo. Le nostre linee guida significano che tutte le loro esigenze individuali saranno rispettate“, ha affermato Gilruth. “Inoltre, le linee guida chiariscono che i consigli scolastici dovrebbero considerare attentamente le esigenze individuali degli studenti transgender alla luce del contesto scolastico e della comunità scolastica.”
L’allarme dell’Educational Institute of Scotland
Andrea Bradley, segretaria generale dell’EIS, ha invece denunciato non poche problematiche: “Le revisioni del governo scozzese alle linee guida sul supporto agli alunni transgender nelle scuole rappresentano un gradito riconoscimento del fatto che l’inclusione e il benessere rimangono in linea di principio una priorità. Sottolinea il diritto di tutti i giovani a godere di privacy, sicurezza, dignità e rispetto ed è chiaro che le autorità scolastiche e le scuole dovrebbero considerare le esigenze degli alunni transgender e consultarsi con loro e le loro famiglie per pianificare eventuali cambiamenti, inclusa la richiesta di consulenza legale in caso di proposte di modifica delle disposizioni vigenti per i singoli studenti. È fondamentale che le autorità scolastiche coinvolgano anche i sindacati nelle discussioni su eventuali aggiornamenti delle politiche, in particolare avvalendosi delle competenze di qualificati rappresentanti per le pari opportunità.”
Bradley ha poi rivelato che dopo la fine delle vacanze estive l’EIS ha ricevuto diverse segnalazioni del “significativo impatto negativo dei cambiamenti imposti dalla politica“.
“Nelle scuole in cui erano state proposte modifiche alle modalità di accesso ai servizi igienici, l’EIS ha sentito di studenti transgender che limitavano l’assunzione di cibo e liquidi per non rischiare di dover usare i servizi igienici scolastici e quindi di essere scoperti”. L’EIS ha osservato che, sebbene le linee guida aggiornate forniscano alcuni suggerimenti per mitigare il rischio di “outing”, rimane la preoccupazione che questi interventi possano creare “uno stato di eccezionalità per gli studenti transgender, con il potenziale risultato di isolamento e un’esperienza educativa diversa rispetto ai loro coetanei”. “Purtroppo, le linee guida non riescono a fornire la chiarezza di cui scuole, insegnanti, genitori e giovani hanno urgente bisogno“, ha affermato Bradley. “Le decisioni saranno lasciate alle singole autorità locali e alle scuole, mentre le linee guida non affrontano il modo in cui le preoccupazioni significative sulla salute, la sicurezza e il benessere degli alunni transgender saranno affrontate se gli alunni non potranno utilizzare le strutture in conformità con la loro identità di genere“.
Il fatto che le persone trans evitino di mangiare e bere per non dover usare il bagno e rischiare di essere scoperte o minacciate non è una novità, scrive PinkNews. Nel 2017 un sondaggio condotto dal National Center for Transgender Equality su 1.500 persone trans rivelò che una su tre aveva adottato tali misure.
