Scream, la recensione: un requel meta-splatter che rilancia e omaggia la saga di Wes Craven

Sicuramente autoreferenziale, questo nuovo Scream è puro divertimento, perculo consapevole che guarda ai propri fan prendendosi sfacciatamente gioco di loro.

Scream, la recensione: un requel meta-splatter che rilancia e omaggia la saga di Wes Craven - Scream 5 - Gay.it
Ghostface in Paramount Pictures and Spyglass Media Group's "Scream."
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Scream, la recensione: un requel meta-splatter che rilancia e omaggia la saga di Wes Craven - Scream 5 foto - Gay.it
Neve Campbell (“Sidney Prescott”), left, and Courteney Cox (“Gale Weathers”) star in Paramount Pictures and Spyglass Media Group’s “Scream.”

26 anni fa Drew Barrymore, ex bimba prodigio di ET, veniva squartata dopo aver risposto ad una semplice telefonata mentre preparava i popcorn. L’incipit di Scream, sceneggiato dal 30enne debuttante Kevin Williamson e diretto da Wes Craven, padre di Nightmare, entrò immediatamente nell’immaginario collettivo, diventando fenomeno pop insieme alla nuova maschera di paura.

Ghostface, ispirata all’Urlo di Munch, ha segnato gli ultimi 25 Halloween e oggi torna in sala con un quinto capitolo che ambisce a rilanciare il franchise, un ‘requel’, ovvero un revival/reboot che si fa sequel. Perso Wes Craven nel 2015, questo nuovo Scream, non a caso dedicato al regista dei primi 4 capitoli, vede alla regia Matt Bettinelli-Olpin & Tyler Gillett, nel 2019 già campioni d’incassi con la sopravvalutata comedy horror Finché morte non ci separi.

Scream, la recensione: un requel meta-splatter che rilancia e omaggia la saga di Wes Craven - Scream 2 - Gay.it
David Arquette (“Dewey Riley”) stars in Paramount Pictures and Spyglass Media Group’s “Scream.”

I due hanno attinto dai leggendari personaggi originali creati da Williamson e dallo script realizzato da James Vanderbilt, sempre più esperto di reboot dopo aver scritto i nuovi (e deludenti) Robocop, Total Recall e Independence Day – Rigenerazione, e Guy Busick, attualmente al lavoro sul sesto Final Destination. Perché ad Hollywood, oramai, tutto si ricicla, le idee sono finite e l’usato sicuro vince facile soprattutto al box office. Poche settimane dopo Matrix Resurrections, che ha malamente cavalcato simile idea andando a scontrarsi con la delusione dei fan della trilogia originale, il nuovo Scream non fa altro che seguire pedissequamente quanto già tracciato dallo stesso Craven con i “merdosi e secondari” sequel del suo primo Scream.

Perché il meta-cinema splatter che ha reso celebre la saga torna prepotentemente in tutto il suo splendore, in un “requel” che ha il pregio di non prendersi mai troppo sul serio. Anzi. Venticinque anni dopo la serie di efferati e crudeli omicidi che sconvolse la tranquilla cittadina di Woodsboro, un nuovo assassino con la maschera di Ghostface prende di mira un gruppo di adolescenti, facendo ripiombare la città nel terrore e riaffiorare le paure di un passato che sembrava ormai sepolto.

Scream, la recensione: un requel meta-splatter che rilancia e omaggia la saga di Wes Craven - Scream 3 - Gay.it
Melissa Barrera (“Sam”) stars in Paramount Pictures and Spyglass Media Group’s “Scream.”

Per l’occasione, come pretende qualsiasi ‘requel’ che si rispetti (citofonare Star Wars e Jurassic World), Matt Bettinelli-Olpin & Tyler Gillett sono riusciti a riportare sul set i tre personaggi principali del franchise. La leggendaria Sidney Prescott, interpretata dalla Scream Queen Neve Campbell, l’invadente Gale Weathers, che ha ancora i lineamenti di Courteney Cox, e l’ex sceriffo Dewey Riley, ovvero il sempre più sexy David Arquette. Per la quinta volta in 25 anni i tre devono affrontare uno psicopatico mascherato, con la consapevolezza che potrebbe essere l’ultima della loro esistenza.

Il meta-cinema di cui sopra, dinanzi a Cox e Arquette, diventa ancor più sfacciato perché i due attori sono stati sposati nella vita reale per quasi 15 anni, con i loro due personaggi che si ritrovano l’uno davanti all’altra anni dopo essersi separati, a vomitarsi addosso rimpianti e dolori. Realtà e finzione che si incontrano in una matrioska dell’orrore in cui qulasiasi strato cela visioni dal passato. Perché è tutto Scream che gioca con il genere, contemporaneo e d’archivio, sfottendo quella nuova ondata di horror ‘d’autore’, concettuale, alla Babadook e The Witch, che ha osato soppiantare i vecchi gialli splatterosi in cui qualsiasi spettatore si poneva solo due domande. Come moriranno i personaggi secondari e chi è l’assassino? Punto. 100 pagine di script per rispondere unicamente a questo.

Scream, la recensione: un requel meta-splatter che rilancia e omaggia la saga di Wes Craven - Scream 1 - Gay.it
Jasmin Savoy Brown (“Mindy”) stars in Paramount Pictures and Spyglass Media Group’s “Scream.”

Evitando spoiler di qualsiasi tipo, perché il divertimento sta tutto nel godersi i mille omaggi, le citazioni, lo sputtanamento del tradizionale schema horror in tre atti che da decenni è amorevolmente uguale a se stesso e i rimandi al capitolo originale, questo 5° Scream è pura fan fiction, orgogliosamente dichiarata, in cui consapevolmente si torna a Woodsboro solo e soltanto per “salvare il franchise”, con nuovi omicidi e un unico rumoroso quesito: chi si nasconde dietro la maschera? Chiunque, all’interno del film, si pone esplicitamente  questa domanda, rilanciandola direttamente allo spettatore. Williamson, che dal 1996 ad oggi ha nel frattempo fatto coming out, ha probabilmente messo bocca sul casting finalmente più inclusivo rispetto al capitolo originale (dove erano praticamente tutti bianchi ed eterosessuali), con l’ingresso di Jasmin Savoy Brown negli abiti di Mindy Meeks-Martin, adolescente dichiaratamente lesbica ossessionata dagli horror.

Esageratamente autoreferenziale, e sicuramente poco spaventoso perché tendenzialmente perfettamente calcato su quanto già visto nei 25 anni precedenti, questo nuovo Scream che sarebbe assai piaciuto all’indimenticato Craven è puro divertimento, perculo consapevole che guarda ai propri fan prendendosi sfacciatamente gioco di loro, nonché ritorno ad un cinema horror da molti dimenticato. Perché banalmente cruento e tendenzialmente cretino, con quell’assassino mascherato con saio nero e coltellaccio da cucina che continua a incassare pugni, schiaffi, calci e porte in faccia da chiunque, rialzandosi sempre e comunque per aprire in due l’inutile malcapitato di turno. Con vista su Scream 6, perché una nuova trilogia è a questo punto d’obbligo. Come Halloween e Jamie Lee Curtis insegnano, finché Urlo definitivo non ci separi.

Voto: 6.5

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