Reggio Emilia, aggressione omotransfobica per un abbraccio: insulti e schiaffi

Un ragazzo trans di 25 anni e Nike Cangialosi, persona non binaria di 24 anni, hanno denunciato minacce, insulti e violenza al Campo di Marte.

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Genova, pestato un ragazzo perché gay. Aggrediti anche i suoi amici che volevano proteggerlo.
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Due giovani sono stati minacciati e aggrediti nella notte al Campo di Marte di Reggio Emilia dopo un abbraccio. A denunciare l’episodio sono stati un ragazzo trans di 25 anni e Nike Cangialosi, 24 anni, persona non binaria.

Secondo la ricostruzione fornita da Cangialosi, l’aggressore avrebbe prima rivolto domande intrusive sulla loro identità di genere, poi avrebbe colpito il 25enne con uno schiaffo e insultato Nike. Sul caso è intervenuta anche Annalisa Rabitti, assessora del Comune di Reggio Emilia alle Pari opportunità, definendo l’aggressione “gravissima”.

L’aggressione al Campo di Marte dopo un abbraccio

Nike Cangialosi, vittima dell'aggressione omotransfobica - fonte foto: video Reggionline
Nike Cangialosi, vittima dell’aggressione omotransfobica – fonte foto: video Reggionline

L’episodio, raccontato da Nike Cangialosi a Il Resto del Carlino, sarebbe avvenuto intorno all’una e mezza di notte, nella zona del Campo di Marte. I due giovani si stavano salutando dopo una serata insieme quando sarebbero stati avvicinati da un ragazzo in monopattino.

“Eravamo nella zona del Campo di Marte, una e mezza di notte circa”, ha spiegato Cangialosi. “Ci tengo a sottolineare che si trattava di un semplice abbraccio in amicizia, per salutarci a fine serata”.

Da quel momento, secondo il racconto, la situazione avrebbe assunto subito i contorni di una provocazione mirata. Il giovane si sarebbe fermato a pochi centimetri dal 25enne, rivolgendosi ai due con domande intrusive e frasi offensive. “‘Cosa state facendo?’, ci ha chiesto. Avevamo già capito l’andazzo, perciò non abbiamo risposto alla provocazione”, ha raccontato Nike.

Poi le parole si sarebbero fatte ancora più esplicite: “‘Cosa siete, due ragazze? Non vi metto le mani addosso solo perché siete ragazze’”. L’aggressore avrebbe quindi insistito rivolgendosi più volte al ragazzo trans: “‘Tu sei un ragazzo o una ragazza?’”.

Cangialosi ha spiegato di aver fatto soltanto un passo avanti, per chiedere al giovane di andarsene. È a quel punto che la violenza verbale sarebbe diventata anche fisica.

Lo schiaffo al ragazzo trans e l’insulto contro Nike Cangialosi

Secondo quanto riferito da Nike Cangialosi, il ragazzo trans di 25 anni sarebbe stato spinto contro un’auto, colpito con uno schiaffo al volto e poi sarebbe caduto a terra. A Nike, invece, l’aggressore avrebbe urlato: “‘Lesbica di m***a’”. Anche in quel momento, ha precisato Cangialosi, i due avrebbero cercato di non reagire.

A fermare l’aggressore sarebbe stato un altro giovane, anche lui in monopattino, che si trovava con lui. Dopo essere tornato indietro, lo avrebbe convinto ad allontanarsi. Solo quando i due si sono allontanati è partita la chiamata alle forze dell’ordine.

Al momento, secondo quanto riferito da Arcigay Reggio, l’aggressore e il ragazzo che era con lui non risulterebbero ancora identificati. Entrambi sarebbero stati molto giovani, intorno ai vent’anni, e avrebbero parlato italiano tra loro.

Dopo l’aggressione, le due vittime si sono recate al pronto soccorso per gli accertamenti medici sul 25enne e per procedere con la denuncia. “Nessuno dei due stanotte è riuscito a dormire”, ha aggiunto Cangialosi. “Più per la rabbia che per altro”.

“Il diritto di esistere senza paura”: la denuncia di Nike

Nel racconto di Nike Cangialosi, l’aggressione subita diventa il segnale di un clima percepito come sempre più ostile, soprattutto tra persone giovani. “C’è un peggioramento continuo soprattutto da parte di persone più giovani, sempre meno tolleranti, temo per mancata educazione”, ha dichiarato. Da qui l’appello a non minimizzare e a continuare a denunciare: “Perciò è importante continuare a denunciare e a lottare, per far sì che Reggio possa diventare un posto sicuro”.

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Nel passaggio successivo, sintetizza il senso della denuncia: “Per avere il diritto di esistere senza paura di essere aggrediti: non mi sembra che si stia chiedendo l’impossibile”.

Cangialosi ha commentato anche il comportamento degli agenti intervenuti dopo la chiamata: “Voglio sottolineare anche il fatto che gli agenti di polizia sono stati davvero bravissimi, non è scontato”, ha spiegato. “Hanno saputo rispettare la nostra identità, utilizzando i nomi di elezione anche se diversi da quelli riportati sui documenti. Ci hanno ascoltati e rassicurati. È importante che si sappia che a Reggio, se c’è necessità, si può denunciare”.

Il Comune di Reggio Emilia: “Aggressione gravissima”

Sull’episodio è intervenuta anche Annalisa Rabitti, assessora del Comune di Reggio Emilia alla Cura delle persone con delega alle Pari opportunità. In una nota diffusa dal Comune di Reggio Emilia, Rabitti ha definito quanto accaduto un fatto “gravissimo”.

“L’aggressione a due persone trans non binarie avvenuta nella notte al parco Campo di Marte è gravissima ed è inaccettabile pensare che ancora oggi, nel 2026, si possa rischiare di essere aggrediti per un bacio in pubblico o per via della persona che si sta abbracciando”, ha dichiarato l’assessora.

Rabitti ha collegato l’episodio a un contesto più ampio, parlando di un clima in cui l’odio verso chi viene percepito come diverso rischia di essere normalizzato. “Viviamo un clima culturale e politico in cui si normalizza e giustifica l’odio verso chi viene percepito come diverso”, ha affermato, richiamando anche il ruolo dell’educazione all’affettività nelle scuole.

Per l’assessora, episodi di questo tipo dimostrano la necessità di continuare a investire su prevenzione, sensibilizzazione e strumenti di protezione per le persone LGBTQIA+. “Come Amministrazione non possiamo rimanere indifferenti a quanto accaduto”, ha spiegato, ribadendo l’impegno del Comune “per la prevenzione e la sensibilizzazione sulle tematiche legate alla parità di genere e del rispetto dei diritti di tutte e tutti”.

Casa Tondelli, Punto Arcobaleno e il supporto di Arcigay Reggio

Arcigay Reggio Emilia
Arcigay Reggio Emilia

Il Comune ha ricordato anche il lavoro sul Punto Arcobaleno e su Casa Tondelli, il rifugio per persone LGBTQIA+ vittime di violenza e omofobia. Nei giorni scorsi l’amministrazione ha approvato una delibera per partecipare a un bando Unar con l’obiettivo di potenziare questi strumenti, anche dopo l’apertura di un secondo appartamento.

“Episodi come questo non devono trovare spazio nella nostra città”, ha dichiarato Rabitti. “Quanto accaduto ieri notte dimostra come queste azioni siano quantomai necessarie”.

Anche Arcigay Reggio seguirà le due vittime, offrendo supporto psicologico e legale. Il presidente Jacopo Vanzini ha definito l’aggressione un fatto “doloroso”, spiegando che il 25enne avrebbe rivissuto episodi passati che lo avevano già spinto ad allontanarsi dalla sua città di origine al Sud per cercare maggiore sicurezza a Reggio Emilia.

“Reggio è una città attenta a certe tematiche, ma non è un’isola felice”, ha commentato Vanzini. Il presidente di Arcigay Reggio ha poi ricordato che, da novembre 2022, più della metà delle 26 persone ospitate in Casa Tondelli proviene proprio dal territorio reggiano.

Per Vanzini, il punto resta quello della prevenzione. “Serve più prevenzione ed educazione alle differenze, a partire dalla scuola”, ha dichiarato, criticando la linea del governo Meloni su questi temi: “Tanto poi il conto, sulla nostra pelle, lo paghiamo noi”.

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