SESSO VIRTUALE: TRUFFA O MANIA?

Nelle chat si trova gente di tutti i tipi: da chi dice di esser disposto a pagare se ti spogli in cam, al ragazzino che mente sull'età. Eppure la tentazione è forte. Perché?

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Il sesso virtuale ha le sue regole, un po’ come la dark room. Se ti eccita una situazione promiscua con perfetti sconosciuti non hai che da entrare. Se, al contrario, cominci a porti il problema di chi hai di fronte, ti infastidiscono le cento mani che ti toccano dappertutto, ti blocchi non appena qualcuno accende una sigaretta e quell’attimo di luce smorza tutti i sogni erotici, allora forse è meglio che rinunci.

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Personalmente, non sono un fanatico delle dark come non lo sono del sesso virtuale, che al limite ha il vantaggio di essere più sicuro, visto che non ci ho mai rimesso il portafogli. Detesto però rimanere intrappolato per ore sospirando un incontro mentre dall’altra parte c’è solo uno smanettone di trentacinque anni più grande o più piccolo dell’età che ha dichiarato.
Se però scelgo di chattare con “20bsx(bevotutto)” che si descrive biondino, occhi chiari, senza peli e pure vergine, non posso lamentarmi se poi prendo una buca. Ma perché un ragazzo vergine e bsx (che in chat, non si sa perché, fa più figo che gay) dovrebbe svegliarsi a 20 anni e, come prima cosa, mettersi a fare pompini con l’ingoio? E’ vero che oggi abbiamo Presidenti del Consiglio che fanno miracoli, però non sarà che sotto c’è una fregaturina?

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Una volta beccai un presunto 22enne che prometteva ricariche telefoniche a chi si fosse spogliato in cam per lui (che, ovviamente, la cam non l’aveva). Insisteva, dicendo che il pomeriggio era sceso a comprare apposta due ricariche, una Tim e una Vodafone. “Ma io ho Wind…”, gli risposi. “Nessun problema, sotto casa mia c’è un Bancomat e te le faccio da lì”. Gli scrissi che non ci credevo ma che ci stavo lo stesso e mi feci dare il suo indirizzo MSN. Dopo il nome c’erano due numeri: 8 e 9, ottantanove. Lo accusai di avere 16 anni, non 22. Mi rispose che era la mail di suo fratello. Già, se sei un 22enne carino disposto a pagare degli uomini per spogliarsi in cam, perché non farlo con l’indirizzo del fratello minorenne?

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Mi misi a sua disposizione, attendendo ordini. “Spogliati”, mi comandò vago. “E no!”, obiettai, “Mi devi dire quello che devo fare. Dettagliatamente”. Cominciò il rito: “Levati la felpa. Adesso via la maglietta. Anche l’altra maglietta. Ora levati la canottiera”. Avrete capito che sono un tipo freddoloso. Se avessi voluto creare una situazione realmente eccitante avrei fatto un unico pacchetto dei miei vestiti ma, visto che stavamo entrambi cazzeggiando, volevo fargli sudare quella ricarica che non avrei mai ricevuto.
Appena tolsi le mutande, di colpo chiuse la conversazione (a 22 anni fittizi si può essere di eiaculazione facile…) e bloccò il contatto Msn. Gli mandai allora due righe via mail, per salutarlo e rivendicare di aver avuto ragione a chiamarlo segaiolo.

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Pochi giorni fa mi sono beccato l’influenza. Ero murato in casa. Osservavo sgomento il mio coinquilino che, entrato in una chat etero col nick “Veronica” e la foto di Madonna del periodo di American life, cercava di convincere un maschione a mostrarsi in cam. Isterico per la segregazione forzata, sono entrato anch’io in chat (gay), col mio solito nick da intellettuale, “Belcazzo”. Quando mi proponevano un incontro immediato chiedevo un rinvio: mi sarebbe piaciuto ma al momento non stavo bene. A quattro su cinque è presa la smania di venirmi a rianimare: “Tu non devi fare niente. Penso a tutto io. Vedrai che dopo starai meglio”. Ho scambiato con uno il numero di cellulare, ne ho salutati un paio e ho tentato di spiegare al più insistente che davvero non era il caso: non mi si sarebbe nemmeno drizzato. E’ stato allora che mi ha proposto di fare sesso in chat.

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Ma come? Non mi si drizza dal vivo e mi chiedi di farlo in chat? Nemmeno in cam, che almeno do una sbirciatina e passo il tempo. E’ vero che io sarei spettrale e che, non vedendomi, mi sogneresti maschio, muscoloso e magari pure abbronzato. Ma io che divertimento ci dovrei trovare a scrivere: “Ti leccherei tutto. Comincerei dal petto, poi scenderei giù e ti sbottonerei i pantaloni fino ad arrivare con la lingua a…”?

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Ho spento il computer e sono andato a dare la buonanotte al mio coinquilino. Sullo schermo del suo computer un bonone si stava massaggiando senza sosta l’uccello, bene in primo piano. Con il solo ausilio di una foto (di Madonna, ripeto, non di una sciaquettina sconosciuta) e della frase: “Ti leccherei tutto. Comincerei dal petto, poi scenderei giù e ti sbottonerei i pantaloni fino ad arrivare con la lingua all’asta”.
Un brindisi: alla fantasia, ai segaioli e soprattutto all’asta.

* * *

Flavio Mazzini, trentenne, giornalista, ha deciso di prostituirsi con uomini per raccontare le proprie esperienze nel libro “Quanti padri di famiglia” (Castelvecchi, 2005). Dal 1° gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso. Per scrivere a Flavio Mazzini, clicca qui.
Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Sesso.

di Flavio Mazzini

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