Shia LaBeouf è omofobo? Egli stesso ha ammesso di esserlo (forse). Ma l’episodio è controverso e chiama in causa un punto preciso: gli uomini gay possono fare avances ad altri uomini in modo smaccato fino a toccarli e passare indenni soltanto perché l’oggetto del loro desiderio maschile è un uomo, e non una donna? Vediamo i fatti.
Il 17 febbraio 2026, nelle prime ore del Mardi Gras a New Orleans, Shia LaBeouf è stato arrestato con l’accusa di misdemeanor battery (aggressione semplice) dopo una rissa al R Bar, nel quartiere Marigny della città. Secondo la polizia, intorno alle 00:45 l’attore sarebbe stato invitato a lasciare il locale e avrebbe colpito due uomini con pugni e un terzo con una testata, rivolgendosi a loro con insulti omofobi, tra cui “faggots” (fr*c*).
Le presunte vittime includono un uomo che si identifica come queer e un altro che si esibisce in drag. Una parte dell’episodio è stata ripresa in video: nelle immagini (qui un video di TMZ) si sentirebbe LaBeouf pronunciare l’insulto e dichiarare agli agenti: “I didn’t shove nobody – I never touched nobody” (Non ho spintonato nessuno, non ho toccato nessuno). In seguito, in un’intervista pubblicata il 28 febbraio su YouTube da Channel 5, ha ammesso:
“I am wrong for touching anyone, ever” (Per me è sbagliato toccare chiunque)
Il 27 febbraio, durante un’udienza preliminare, la giudice Simone Levine ha fissato una cauzione da 100.000 dollari, ordinando test antidroga e l’iscrizione a un programma per abuso di sostanze. Senza entrare nei dettagli, ha dichiarato che l’esito del test l’ha resa “preoccupata” sul fatto che l’attore “non affronti seriamente la sua dipendenza dall’alcol”.
Il 28 febbraio la polizia ha ottenuto un ulteriore mandato per la presunta aggressione al terzo uomo. Il 1° marzo, davanti al magistrato Jonathan Friedman, è stata stabilita una seconda cauzione da 5.000 dollari.
Mai un ruolo gay
Nel corso della sua carriera, LaBeouf non ha interpretato molti personaggi apertamente queer, ma alcuni ruoli e scelte artistiche hanno sfiorato o esplorato ambiguità di genere o dinamiche non-ortodosse. Nel film Honey Boy (2019), da lui scritto e in cui interpreta il padre di un personaggio ispirato a se stesso, emerge una narrazione intensa di traumi e relazioni intime che sfida stereotipi di mascolinità tradizionale. Altro momento interessante è The Peanut Butter Falcon (2019), dove il suo personaggio instaura con un giovane uomo con disabilità una relazione affettiva forte e non convenzionale, lontana dai cliché da buddy movie. Anche nel dramma Henry Johnson (2025), ambientato in un carcere, si esplorano dinamiche di potere e desiderio maschile in un contesto claustrofobico. Shia LaBeouf non ha mai interpretato un personaggio apertamente gay dichiarato o queer come tale nella trama di un film mainstream o indipendente noto.
La paura degli uomini gay grossi
Nell’intervista a Channel 5, LaBeouf ha attribuito l’accaduto a un “small man complex” (complesso dell’uomo basso) e ha affermato:
“Gli uomini gay grossi mi fanno paura. Se sono lì da solo e tre ragazzi gay mi stanno accanto e mi toccano la gamba, mi spavento. Mi dispiace se questo è omofobo. Allora lo sono”
La frase non è stata pronunciata sotto l’effetto di alcol, o durante la rissa. Ma in un’intervista pacata in uno studio tv davanti alla stampa. Il senso, non esplicitato da LaBeouf, è che tre uomini grossi che ti palpano, anche se gay, sono pur sempre tre uomini grossi che ti palpano. Che tu sia un uomo o una donna, si tratta comunque di una paura legittima, forse? Nulla che giustifichi l’insulto “Fr*c*”, ma ci siamo capite.
Shia ha aggiunto di essersi sentito a disagio perché “toccato”. E ha escluso un nuovo ricovero in rehab: “Non penso di trovare lì le mie risposte”.
Nel frattempo, negli ambienti legali di New Orleans si discute della possibile applicazione della legge statale sui crimini d’odio, che prevede pene aggravate quando la vittima è colpita per orientamento sessuale reale o percepito. L’attore ha dichiarato: “Affronterò quel che devo affrontare: che Dio li benedica tutti“.



Classico omofobo SCHIFOSO che, come nel 99,99999999999 % dei casi, è sicuramente un omosessuale represso e frustrato sessualmente che odia gli omosessuali che vivono felicemente la loro natura affettiva e sessuale . Che uomo viscido! Speriamo che la sua carriera vada in frantumi e sparisca per sempre! Gli omofobi non servono veramente a niente, è gente senza cuore e senza cervello che vive odiando gli omosessuali,e rende un inferno la vita a noi lgbttqi +.