Icona LGBT per antonomasia, nonché leggenda di Hollywood, Judy Garland rivive sul piccolo schermo grazie a Sid & Judy, splendido documentario Showtime diretto da Stephen Kijak, in Italia visibile su Chili.
La divina Judy Garland visse una relazione turbolenta con Sid Luft, suo terzo marito che produsse anche È nata una stella, suo ritorno sulle scene nel 1954. Il doc segue proprio questa complicata relazione tra Judy e Sid, che combaciò con una sorta di rinascita professionale dell’artista che incluse anche numerose apparizioni televisive e concerti dal vivo, come quello mitico al Carnegie Hall nel 1961. Estratti video, materiali d’archivio e voci fuori campo (nella versione originale di Jon Hamm e Jennifer Jason Leigh) ricostruiscono quelli che furono gli ultimi anni di una gigante dello spettacolo, divenuta l’icona gay per antonomasia.
Quanto visto in sala sotto forma di biopic con una Renée Zellweger da Oscar rivive qui attraverso filmati originali, ritrovati e montati da Kijak, gay dichiarato e nel finale interessato proprio al rapporto tra la Garland e la comunità LGBT d’America, che sin dal Mago di Oz e dalla leggendaria Over the Rainbow la incoronò sua madrina, inattaccabile icona. Sid & Judy esplora anche con onestà i demoni dei due protagonisti. Da una parte la dipendenza dal gioco d’azzardo di lui, dall’altra le dipendenza da alcool e farmaci di lei
Tenero, accattivante e affascinante dall’inizio alla fine, Sid and Judy guarda ai fan della Garland e agli amanti del cinema.
Vinto l’Oscar giovanile a soli 18 anni e in seguito nominata come miglior attrice per È nata una stella di George Cukor e Vincitori e vinti di Stanley Kramer, Judy è stata inserita dall’American Film Institute all’ottavo posto tra le più grandi star della storia del cinema. Morì prematuramente il 22 giugno 1969, a quarantasette anni appena, a causa di un’assunzione eccessiva di barbiturici.

