Antonio Medugno, ex concorrente del Grande Fratello Vip che ha querelato Alfonso Signorini con l’accusa di violenza sessuale ed estorsione, ha deciso di chiarire pubblicamente la sua posizione con un video condiviso sul suo account ufficiale di Instagram.
“Voglio essere chiarissimo, non sono mai andato a letto con Alfonso Signorini, né la prima volta e né dopo, mai”, esordisce l’influencer parlando del rapporto Signorini.
Medugno chiarisce: “Ecco cosa c’è stato tra me e Signorini”
“Capisco il sospetto – continua Medugno – perché intorno a questo contesto ci sono stati tanti messaggi elusivi e di un rapporto che col senno di poi riconosco sbagliato, e qui mi prendo la mia responsabilità, ho gestito malissimo quella situazione, ho lasciato spazio a quell’ambiguità che non avrei mai dovuto accettare”.
Poi aggiunge:
“Io ho sbagliato a stare vicino a quella situazione invece di tagliarla subito, questo è il mio errore, ma restare non significa stare bene e soprattutto non significa che tutto ciò che è stato raccontato online sia vero, io ho avuto questa tendenza a minimizzare la cosa perché ero completamente manipolato dal mio vecchio manager”.
Medugno afferma anche cosa è accaduto in questi giorni:
“Sono state dette molte cose false sul mio conto e sinceramente ne sono molto stanco. Per anni ho provato a seppellirla e perché quando sei coinvolto in dinamiche di vergogna e paura spesso non denunci subito, ti chiudi, ti colpevolizzi e temi di non essere creduto, soprattutto temi l’impatto sulla tua vita e sul lavoro, è una cosa documentata, molte persone, troppe ritardano la denuncia su queste vicende.
Io in quei quattro anni ho fatto terapia e ho provato ad andare avanti, ho deciso di tutelarmi legalmente soltanto quando la situazione è diventata pubblica e ho capito che il silenzio mi avrebbe distrutto, perché in quel periodo non avevo la lucidità di oggi”.
L’ex concorrente del GF Vip dichiara che “c’erano messaggi sì, e col senno di poi riconosco che erano messaggi ambigui e che io forse avrei dovuto mettere un confine molto prima, ma quando sei giovane, quando hai tante pressioni addosso, quando temi di bruciarti opportunità lavorative, non ragioni sempre in modo lucido”.
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E conclude:
“Io in quel momento mi sono purtroppo fidato ciecamente del mio vecchio manager e ho minimizzato ogni cosa, perché mi avevano manipolato a pensare che era giusto così.
Io non sono andato lì per fare sesso o per ottenere favori, ci sono andato pensando di chiarire, di dimostrare che tipo di persona fossi e che tipo di valori avessi, è stata una scelta ingenua lo ammetto, ma l’ingenuità non significa né consenso né colpa”.
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