SONO GAY, CANTO E MI SPOSO!

Intervista a Dario Gay. Insieme al compagno Marco ha partecipato al Pacs Day, di cui il suo "Ti sposerò" è stato l'inno. L'omofobia dei discografici, la collaborazione con Renato Zero.

SONO GAY, CANTO E MI SPOSO! - Dario 2 - Gay.it
5 min. di lettura

MILANO – Il cantante Dario Gay torna alla ribalta con una nuova, bellissima canzone dal titolo emblematico e provocatorio: “Ti sposerò”. Il brano è una vera e propria dichiarazione al suo compagno, Marco, con il quale ha partecipato alla cerimonia dei PACS di Roma e parla esplicitamente di un matrimonio tra due uomini.

SONO GAY, CANTO E MI SPOSO! - Copertina TI SPOSERO - Gay.it

Proprio per questo è stato scelto come inno della manifestazione. Un bel testo ed una bella melodia, ci auguriamo davvero che riesca a scalare le hit parade, sarebbe una vittoria per tutti.
Ciao Dario, il nome di solito rivela la vera essenza di ogni cosa, il tuo è vero o è un nome d’arte?
Tutti pensano che sia un nome d’arte, invece è il mio cognome, e si pronuncia gai. Agli inizi della carriera i produttori mi imposero di cambiarlo in Gai per non lasciar sottintendere qualcosa e per evitare difetti di pronuncia, che ancora oggi avvengono.
Allora possiamo dire Dario Gay… gay!
Sì, un nome, una garanzia, oppure un nome, un destino!
Essere gay ti ha creato problemi nell’ambiente discografico, soprattutto agli inizi?

SONO GAY, CANTO E MI SPOSO! - Dario 1 - Gay.it

Sì, mi hanno fatto una specie di cortina intorno, sapevano bene, conoscevano anche il mio compagno di allora però mi hanno impedito di dirlo.
Quando hai fatto coming out?
Non ho fatto un vero e proprio coming out, ho cominciato a fregarmene ed a comportarmi come sentivo, è stato graduale. In realtà già nelle mie canzoni c’erano pochi segreti, se ascolti i dischi vecchi te ne accorgerai.
Poi, nel ’91 ti sei presentato a Sanremo con una canzone che parlava di transessuali…
Sì, con “Sorelle d’Italia” che scrissi ispirato da un gruppo di donne che manifestavano contro i viados, di fronte al locale La nuova idea di Milano. Uno degli slogan era: “Le vostre mogli sanno che venite qua?”. La trovai una cosa talmente antipatica e di stampo razzista che mi venne la voglia di scrivere un inno in loro difesa. A quel Sanremo ficcarono le proteste: io fui querelato dall’associazione autotrasportatori perché presero in modo offensivo il testo della canzone; la Parietti dagli agricoltori perché dette del bifolco ad Aragozzini.
Che riscontro hai avuto invece dai viados?

SONO GAY, CANTO E MI SPOSO! - In cucina2 - Gay.it

Bellissimo! Dopo un mese un giornalista mi portò in giro dove battevano, per vedere le loro reazioni. Una aveva con sé il mio cd e quando mi riconobbe chiamò tutte le sue colleghe. Mi offrirono da bere ad un baracchino e passammo un po’ di tempo insieme. Erano molto contente che qualcuno avesse scritto una canzone su di loro in maniera allegra e prendendo le loro parti.
Con “Basta con le favole“, nel 1995, hai collaborato con Renato Zero, vuoi parlarcene? Molti pensano che lui abbia un atteggiamento ipocrita nei confronti del movimento gay, tu che ne pensi?
Sul personale di Renato non so cosa dirti, nei miei confronti è sempre stato molto carino. Avevo scritto anche una canzone ispirata al romanzo “Prima che sia notte” di Arenas, che parla degli omosessuali cubani, che a lui era piaciuta molto. Non credo che debba esserci un obbligo al coming out. Lui ha sempre giocato con l’ambiguità, non si è mai nascosto, è come se avesse interpretato un personaggio. Sul suo privato in realtà non sa niente nessuno, sappiamo solo che ha adottato un figlio.
Domani è primavera” è stato l’inno del gay pride 2001, vuoi raccontarci com’è che è stata scelta?

SONO GAY, CANTO E MI SPOSO! - Sul divano1 - Gay.it

Paolo Ferigo, presidente dell’Arcigay di Milano, mi chiese di collaborare ed io sposai subito la causa partecipando a tutte le iniziative possibili. In quel momento sentivo il desiderio di scrivere canzoni molto dirette, non avevo più voglia di fare cose asessuate. Se io parlo di un amore verso un uomo voglio farlo apertamente e a quell’epoca mi sentivo pronto.
Nel 2002 invece hai partecipato al Gay Song contest di Colonia…
Sì, con il brano “Le nuvole” in duetto con La Cristiana. Portammo l’Italia al terzo posto in questo festival molto bello e molto ben organizzato, con un pubblico che non ci conosceva e che ci ha accolto benissimo, fu molto emozionante.
Parliamo allora di questo nuovo singolo, “Ti sposerò”.
Quando ho scritto questa canzone non pensavo neanche di pubblicarla, avevo solo voglia di dedicare qualcosa al mio compagno, era una dichiarazione d’amore. Il brano è contenuto nel mio nuovo mini cd, uscito in questi giorni (e in vendita su Cleptomania.it, ndr). Contiene anche un duetto con Rosario Di Bella, produttore del disco, intitolato “Il muro“, la storia dell’abbattimento di una barriera di silenzi tra due persone, un etero ed un omosessuale che hanno un rapporto di affetto ed amicizia. In questo dialogo a cuore aperto, si scoprono, si mettono a nudo. È un po’ la storia tra me e Rosario che siamo amici da tanti anni, ma di certe cose abbiamo parlato solo più di recente. In più c’è anche la versione remix di “Ti sposerò“. Uscirà anche un video e parteciperò a molte iniziative.
Hai deciso anche di unirti con il tuo compagno nel Pacs day…
È stato tutto molto strano, una serie di combinazioni casuali…
Se credi nel caso…

SONO GAY, CANTO E MI SPOSO! - In cucina 1 - Gay.it

No, non ci credo perché sono buddista. La canzone c’era, poi ho avuto un incontro con l’organizzazione del PACS ed anch’io ed il mio compagno abbiamo deciso di celebrare la nostra unione. Quindi, oltre a presentare questa canzone che parla proprio di ciò che chiediamo, abbiamo deciso di unirci con il patto civile di solidarietà, così per sollevare una piccola voce. Se una canzone può servire a dare un piccolo contributo, io sono qui.
Credi che le radio ti trasmetteranno senza problemi o ci sarà una sorta di boicottaggio?
Succederanno entrambe le cose, ci sarà chi boicotterà, ci sarà probabilmente anche una parte del pubblico gay che mi criticherà. Come invece ci sarà una parte, spero la più grande, che si riconoscerà in quello che dico. Non mi preoccupo delle reazioni, esprimo me stesso profondamente anche attraverso la musica e questa è la cosa che più mi fa piacere. Spero che la verità passi perché quando qualcosa è costruita al tavolino si sente. Questo lavoro, invece, nasce dal cuore.
Il disco di Dario Gay “Ti sposerò” è acquistabile su Cleptomania.it: clicca qui
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di Francesco Belais

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