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Spugna d’acciaio e forbici: così giovani arabi curano i gay

Un video shock, intitolato ingannevolmente "Be Your Self", mostra come secondo le convinzioni dei paesi arabi sia possibile trasformare un gay in etero rendendo più "virili" aspetto e voce.

3 min. di lettura

^f1Trasformare un gay in etero? Basta tagliare i capelli, rendere l’aspetto più rude e virile, curare l’intonazione della voce e il gioco è fatto. O meglio, questo è il messaggio che trasmette un video realizzato da alcuni ragazzi dell’Arabia Saudita e che ha provocato la reazione indignata della comunità lgbt internazionale. Nel video si vede un ragazzo vestito in jeans e maglietta e con i capelli un po’ lunghi (una parrucca, in realtà) avvicinarsi ad un paio di coetanei vestiti in abiti tradizionali. Le movenze e il tono di voce del primo ragazzo sono volutamente effeminati e gli altri due gli dicono che è giunto il momento di cambiare personalità. Lui risponde, imbarazzato: "Sì, ma come?". I due lo rassicurano: "Lascia fare a noi". Inizia così il presunto processo di trasformazione. Prima gli spiegano come sta seduto un vero uomo, che posizione assume, e poi passano al cambiamento estetico. Una spugnetta d’acciaio rovina le mani abbastanza perché sembrino quelle di un maschio e non di una donna; una abrasiva viene strofinata con forza sul viso; poi via le unghie lunghe e i capelli vengono tagliati usando forbici e macchinetta.
^rf2Quando la trasformazione è finita, il povero ragazzo se ne va non prima di ricevere uno schiaffo sulla porta quando saluta in inglese con un: "Hey, guys". "Rendi la voce più rauca" intima uno dei due amici del ragazzo invitandolo a non usare "guys". Lui ci riporva con un: "Inshallà". Il video si conclude con le immagini di un nuovo incontro fra i tre in cui si vorrebbe mostrare il successo della trasformazione: il ragazzo sta seduto come gli altri, ha i capelli corti e veste gli abiti tradizionali. Il titolo del video, poi, trae facilmente in inganno. "Be Your Self", infatti, non è un incoraggiamento ad esprimere se stessi per come si è, ma a correggere quelle che vengono considerate devianze che fanno sì che ci si comporti diversamente da come imporrebbe la propria natura. I gay, dunque, non sarebbero davvero se stessi, ma deviati i cui comportamenti vanno corretti e riportati alla naturalezza.

^f3Facile dedurre le ragioni della reazione della comunità lgbt, a cominciare da quella di alcuni ragazzi di Dubai. Riporta Pink News: "Alì, 25 anni, studente di Dubai si è sentito profondamente offeso dal video: ‘Ho trovato Be Your Self molto offensivo. Quando ho letto il titolo ho pensato: Wow, finalmente stanno imparando! Forse possiamo sperare nell’accettazione! Subito dopo ho scoperto che il video era pieno di pregiudizi. Sono sconfortato – ha spiegato ALì – per la fiducia che trapela dai volti degli attori sul fatto che possono davvero curare l’omosessualità così’. Alì, poi, ha voluto mandare un messaggio ‘a tutti coloro che pensano di poter curare l’omosessualità strigliando, abusando e facendo del male: Siete orgogliosi di essere omofobi? Orgogliosi di far illudere le persone che essere gay abbia a che fare con l’agitare le mani e l’avere una voce effeminata?"
^rf4Abdullah, 24 anni di Abu-Dhabi, fondatore del gruppo "Gay, Lesbian, Bisexual & Transexual Rights United Arab Emirates" spiega come il video rappresenti tutti i luoghi comuni sui gay di cui è impregnata la società araba e dicome lui stesso si sia sentito ordinare dai genitori di non agitare troppo le mani quando parlava, di tenere i capellicorti per non sembrare "uno di quei forci della propaganda occidentale" e di non usare parole inglesi che "erano un attacco alla lingua araba e alle mie caratteristiche maschili". Negli Emirati Arabi l’omosessualità è considerata reato. Ad Abu Dabi si può finire in carcere fino a 14 anni, subire la deportazione o la fustigazione, mentre a Dubai gli anni di detenzione scendono a 10. L’articolo 354 del codice penale degli Emirati Arabi stabilisce la pena di morte.

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