Quando la realtà supera la distopia. Gli Stati Uniti d’America di Donald Trump sono un incubo a occhi aperti, sempre più teocrazia cristiana a scapito di una democrazia mai come in questo momento presa d’assalto, come esplicitato da Kim A. Snyder con The Librarians, inquietante documentario presentato prima al Sundance Film Festival, per poi approdare al SXSW Film Festival e ora alla 20esima edizione della Festa del Cinema di Roma.
L’America di Trump come Fahrenheit 451?
Snyder ha minuziosamente ricostruito quanto avvenuto negli ultimi 4 anni a stelle e strisce, con libri messi al bando prima in Texas, poi Florida e successivamente a macchia d’olio in tutto il Paese, con un’ondata di censure senza precedenti e bibliotecari sotto assedio. Libri che parlano di etnia e razzismo, di comunità LGBTQIA+ ed educazione sessuale, eliminati dalle biblioteche scolastiche per volere politico. Tutto ha avuto origine in Texas, con l’ormai tristemente celebre lista redatta dal repubblicano della Camera dei rappresentanti del Texas Matt Krause, che dal giorno alla notte segnalò 850 libri che “potrebbero mettere in imbarazzo o far vergognare qualcuno” a causa di un “linguaggio pornografico o sessualmente esplicito”. Fino a quel momento mai nessun genitore si era pubblicamente lamentato con nessuna biblioteca scolastica statale. Da quel momento in poi è stato l’inferno.
Il maccartismo anni ’50 è prepotentemente tornato in auge, con libri bruciati in piazza come nella Germania anni ’30 di Goebbels, libri considerati illegali e sequestrati come in Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Il 60% della lista di Krause comprendeva titoli considerati “LGBTQIA+”. Conclusa la pandemia da Covid-19, che le aveva viste in prima linea nel battagliare contro le mascherine, le mamme fondamentaliste cristiane d’America si sono fiondate sulla nuova guerra sociale e culturale alimentata dall’ultradestra americana, scatenando un odio e una violenza senza precedenti nei confronti di quei librai che hanno provato a resistere, lottando contro la censura imposta.
Bibliotecari d’America sotto assedio perché contrari alla censura
Kim A. Snyder ha intervistato queste donne e questi uomini che coraggiosamente si sono rifiutati di eliminare libri come Il Racconto dell’Ancella di Margaret Atwood, Le regole della casa del sidro di John Irving, scritti sulla storia del Ku Kux Klan, dei moti di Stonewall e sulla sentenza Roe vs Wade, così come titoli per bambini come Marlon Bundo, con due coniglietti maschi che adottano un coniglietto orfano. Bibliotecari e bibliotecarie licenziate, o costrette ad andarsene, minacciate e in molti casi obbligate a girare armate, perché accusate di diffondere la pedofilia tra i bambini attraverso libri etichettati come “pornografici”, seppur privi di qualsivoglia contenuto vietato ai minori.
Snyder, attraverso materiali d’archivio e riprese in stile cinéma vérité, ha documentato gli scontri pubblici tra bibliotecari, studenti, attivisti e consigli scolastici conservatori, rappresentanti del White Christian Nationalism, motore ideologico della censura, e le controverse mamme di Moms for Liberty, lautamente finanziate da milionari conservatori e ultra-cattolici. I librai sotto assedio si sono uniti per difendere la libertà intellettuale, trasformando questa battaglia in una delle principali lotte per i diritti civili dei nostri tempi. The Librarians disturba, per i suoi contenuti così estremi, lasciando sgomenti per la deriva fascista e fondamentalista a cui gli Stati Uniti d’America sono andati incontro, con una strategia precisa che vede i distretti scolastici come terra di conquista politica, con l’indottrinamento religioso da sostituire all’istruzione. I bibliotecari come sistema di sicurezza, in un Paese che sembra correre verso il baratro, sempre più oltre il precipizio, alimentato da un odio verso chi non è bianco, etero e cisgender sempre più brutale.
La nuova vecchia caccia alle streghe dagli echi maccartisti
Snyder ricorda la celebre sentenza Island Tree vs. Pico del 1982, quando la Corte Suprema si divise nel decidere se un consiglio scolastico potesse vietare La scimmia pensa di Desmond Morris e Mattatoio n.5 di Kurt Vonnegut, perché ritenuti “antiamericani e osceni”. Quattro giudici definirono quel divieto come incostituzionale e altri quattro votarono a favore, con il nono giudice che preferì non esprimersi. In un Paese in cui ogni Stato può decidere come muoversi sul fronte scolastico, il Texas ha dato il via ad una battaglia ideologica che ha presto preso piede altrove, in altri Stati repubblicani come la Florida di Ron DeSantis, esplodendo con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Snyder racconta le incredibili storie di Amanda Jones, nel 2021 eletta “bibliotecaria dell’anno” per quanto di straordinario fatto con i suoi studenti in pandemia e due anni dopo diffamata, insultata, minacciata e licenziata perché rifiutatasi di far sparire alcuni libri considerati “pornografici”, e Martha Hickson, accusata di pedofilia dalla mamma di uno studente per avergli consigliato un libro a suo dire “XXX”, seppur in realtà semplicemente contenente una trama LGBTQIA+.
Librai e libraie d’America come addetti al primo soccorso di un’informazione libera, quelli celebrati da Kim A. Snyder, iper-qualificati eppure cacciati perché difensori del diritto alla lettura in nome del Primo Emendamento. “Il ruolo dei librai nella società è sempre stato quello di veicolare cultura e diffondere la conoscenza”, ricorda la regista di The Librarians, prodotto da Sarah Jessica Parker, per poi aggiungere: “Potremmo definirli paladini e custodi dell’informazione. Il film ne ritrae la condizione critica, e da questa situazione è percepibile la condizione in cui versano gli Stati Uniti. Sembra che gli eventi che abbiamo immortalato tre anni fa siano stati un campanello d’allarme. Questa nuova caccia alle streghe dagli echi maccartisti è qualcosa di scioccante e inconcepibile”.
Secondo un rapporto di PEN America, oltre 1.500 libri sono stati vietati negli Stati Uniti tra giugno 2021 e marzo 2022. Nel 2023 un giudice del Texas ha ordinato alle biblioteche della contea di Llano di rimettere i libri LGBTQ + precedentemente fatti sparire sugli scaffali, perché “il Primo Emendamento proibisce la rimozione di libri dalle biblioteche in base ad un punto di vista o alla discriminazione dei contenuti“.

