“Finocchio si può dire?” dice Tommaso Cerno parlando di una persona omosessuale sulla tv pubblica, su Rai 2, alle due di pomeriggio, davanti a milioni di Italiani, nella sua rubrica “Due di picche“.

L’antefatto è il seguente, una notizia amplificata proprio da Gay.it prim’ancora che i  media nazionali ne parlassero.

A Voghera il manifesto di Udc e le accuse di omofobia
A Voghera il manifesto di Udc e le accuse di omofobia

A Voghera il 24-25 Maggio si voterà per il rinnovo del consiglio comunale e per l’elezione del sindaco. Durante la campagna elettorale, la scorsa settimana, è apparso il manifesto elettorale dell’Udc locale con lo slogan “Non farti infinocchiare” e l’immagine di un finocchio. L’allusione è apparsa evidente ai più: si riferiva all’aperta omosessualità del candidato sindaco di una lista civica di centro sinistra, Marcello Bergonzi Perrone. Secondo alcuni partiti che lo sostengono la presenza del finocchio (ortaggio) sul manifesto e l’uso della parola “infinocchiare” alludevano a una stigmatizzazione dell’omosessualità di Perrone. Il quale, in verità, aveva presto spento lo scontro, spiegando di non essere interessato alla polemica, e di voler piuttosto parlare dei reali problemi di Voghera.

– Leggi > Perché la parola finocchio è diventato un insulto omofobo

Tutto finito? Per nulla. Tommaso Cerno oggi pensa bene di utilizzare la stessa parola “finocchio” e sdoganarla senza colpo ferire sulla tv pubblica all’interno nella sua rubrica di opinione “Due di picche”. Un programma finanziato dal canone pagato dai cittadini italiani, che ha distribuito in faccia a chissà quanti ragazzini gay l’utilizzo della parola “finocchio” rivolta ad una persona omosessuale. Cerno lo usa come intercalare “Finocchio, si può dire?“. Per poi spiegarci che, a suo dire, il politically correct sta soffocando la vecchia saggezza della casalinga di Voghera. Opinione legittima. Ma il punto è un altro. Si può dire “finocchio” per appellarsi a una persona omosessuale in un programma della Rai pagata da tutti gli Italiani?

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Lo chiediamo direttamente a Cerno. Si può dire “finocchio” ad una persona omosessuale? Magari, prima di rispondere, Cerno potrebbe ricordarsi proprio di quei ragazzini che, davanti alla tv, insieme alla propria famiglia che sorrideva per la gag del gay che appella come finocchio un altro gay, a fine pasto hanno chinato il volto, per osservare le ultime briciole del pasto appena concluso, non così sicuri di poter ridere. Né di poter piangere. Sugli ultimi brandelli di dignità di una Rai umiliata persino dagli intellettuali.

 

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