Il calcio britannico ha dichiarato guerra all’omotransfobia. Due adolescenti sono stati arrestati con l’accusa di aver vomitato insulti omotransfobici durante la partita Manchester City-Burnley, giocata sabato scorso all’Etihad Stadium. I due tifosi sono stati trattenuti in custodia e interrogati, con il rischio di finire a processo e di essere banditi da tutti gli stadi d’Inghilterra per chissà quanti anni.
L’ispettore capo Jamie Collins, ha sottolineato che “la maggior parte dei tifosi che hanno assistito alla partita di sabato scorso si è comportata in modo esemplare“, ringraziando pubblicamente quelle persone. “Lavoriamo a stretto contatto con il Manchester City Football Club per promuovere un buon comportamento durante le partite e per identificare chiunque commetta un reato. Voglio inviare un messaggio chiaro a chiunque partecipi alle partite di calcio con l’intenzione di dar vita a comportamenti offensivi e minacciosi: Questi non saranno tollerati. Gli ufficiali del GMP intraprenderanno azioni contro coloro che usano un linguaggio omofobo o razzista e questo è ciò che i miei ufficiali hanno fatto sabato scorso“.
“La nostra massima priorità è la sicurezza e il benessere dei tifosi, dello staff e dei giocatori“, ha continuato Collins. “Vogliamo che i tifosi possano godersi le partite senza che l’esperienza venga rovinata da un piccolo numero di persone“.
Il Manchester City ha poi vinto la partita 2-0, con gol di Bernado Silva e Kevin De Bruyne. L’omotransfobia nel calcio è ancora oggi un problema enorme che limita indirettamente i giocatori stessi, terrorizzati dall’eventualità di fare pubblicamente coming out.
